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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La posizione del ministro dell’Interno Alfano sul riacquisto della cittadinanza italiana nella risposta ad una interrogazione di Fucsia Nissoli

CITTADINANZA

 

ROMA – La deputata eletta all’estero Fucsia Fitzgerald Niccoli ha rivolto una interrogazione a risposta immediata al ministro dell’Interno Angelino Alfano (v. Inform,  http://comunicazioneinform.it/fucsia-nissoli-ds-cd-interpella-il-ministro-alfano-riacquisto-della-cittadinanzaaperture-per-italiani-allestero-ma-ci-sono-ostacoli-da-superare/ ) per sapere quali iniziative di competenza intenda assumere per venire incontro alle esigenze” dei cittadini italiani, nati in Italia, che hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio per motivi di lavoro o in seguito a matrimonio, permettendo a questi “italiani di fatto” di riacquistare la cittadinanza italiana. Tenendo conto che la riapertura dei termini per la presentazione della dichiarazione per il riacquisto della cittadinanza italiana, di cui all’articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, più volte prorogata, non è riuscita a raggiungere buona parte dei cittadini che ne avrebbero fatto richiesta.

Questa la risposta del ministro Alfano nel queston time di ieri a Montecitorio

“Io ringrazio l’onorevole Nissoli Fitzgerald per l’interrogazione, per il quesito, al quale do una risposta aperta e positiva, nel senso che il tema è meritevole di tutta l’attenzione del caso e necessita di una valutazione su alcuni profili problematici. Però, da parte nostra vi è tutta la disponibilità ad approfondire i termini di merito della questione che presenta, come diceva la stessa collega interrogante, alcuni aspetti di ostacolo.

Diceva: dove sono gli ostacoli ? Gli ostacoli sono: in primo luogo, che l’intervento che viene perorato introdurrebbe la possibilità di riacquisto della cittadinanza italiana senza alcun limite temporale e, quindi, anche quando sia trascorso un lasso considerevole di tempo dal momento in cui la persona si è recata stabilmente all’estero e si siano, conseguentemente, venuti ad affievolire i legami con il nostro Paese; poi, l’altro aspetto me lo segnala il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e io mi faccio portavoce qui di una preoccupazione che viene da tale Ministero e, cioè, che la trasmissione iure sanguinis della cittadinanza italiana, che sarebbe conseguenza automatica dell’auspicato intervento, finirebbe per estendere anche ai discendenti dei diretti beneficiari l’effetto dell’acquisizione della cittadinanza, venendo così ad alterare quel necessario rapporto tra il possesso della cittadinanza e il legame concreto e attuale con l’Italia. Poi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ricorda sempre che la platea dei destinatari di un intervento così organizzato sarebbe indeterminata e, dunque, sarebbero difficili da calcolare gli oneri finanziari.

Quindi, tutto questo perché ? Perché si tratta di persone che, allo stato, posseggono la sola cittadinanza straniera – in questo minuto – e che non sono oggetto, conseguentemente, di alcuna forma di censimento da parte delle nostre rappresentanze diplomatiche o consolari. Quindi, i due problemi strutturali che ho evidenziato sono: in primo luogo, la indeterminatezza, e, poiché finora sono solo stranieri, non c’è un censimento; non sappiamo quanti sono e dobbiamo quantificare gli oneri, anche dal punto di vista finanziario, e capirlo. Il secondo problema è il permanere o no di quel collegamento con il nostro territorio.

Ma ribadisco, in conclusione, la volontà e la disponibilità ad affrontare nel merito questa questione, perché c’è la massima attenzione nei confronti dei nostri connazionali all’estero e riteniamo anche bello potere dire loro che il legame con l’Italia non si è interrotto.

In sede di replica, Fucsia Nissoli ha dichiarato: “Grazie, signor Ministro. Quindi, io registro la sua apertura, però il problema non l’abbiamo totalmente risolto. Basterebbe poco, penso, per dare un segnale chiaro di disponibilità a coloro che hanno perduto la cittadinanza, magari solo perché – anche come nel mio caso – sposandosi con un americano avrebbero perduto la cittadinanza e, purtroppo, quando c’è stata una proroga, cioè quando sono stati riaperti i termini per presentare la domanda di riacquisto della cittadinanza, c’è stata anche una scarsa comunicazione.

La volontà di affrontare il problema è, comunque, un fatto positivo e spero che si pongano in essere al più presto politiche adeguate per risolvere il problema che è molto sentito, come le abbiamo già detto, nelle comunità italiane. Io comunque vigilerò le sue buone intenzioni e spero che non rimangano nel cassetto. La ringrazio, anche a nome di tutti gli italiani all’estero”. (Inform)

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