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Nell’introduzione, il segretario Toni Riccardi si sofferma sulla Festa del lavoro e sui cambiamenti di quest’ultimo accelerati dalla pandemia
ZURIGO – Il segretario del Pd Svizzera, Toni Riccardi introduce l’ultima Newsletter del partito ricordando le due importanti celebrazioni italiane, il 25 aprile e il 1° maggio, che si sono svolte quest’anno in forma inedita a causa delle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria del coronavirus.
A proposito del 1° maggio, in particolare, Riccardi segnala come non vi siano state quest’anno il concerto e le manifestazioni di piazza, pur evidenziando come “non siano mancate riflessioni su cosa sia divenuto il lavoro e su come sarà quando avremo questa pandemia alle spalle”.
“Le posizioni sul tema sono le più variegate e a tratti le più variopinte. È certo che una catastrofe, una tragedia o un momento spartiacque come quello che stiamo vivendo non cambiano le cose, ma ne determinano un’accelerazione. Il lavoro non cambia per colpa del Covid-19, ma ne accelera i processi già in atto. La digitalizzazione di alcune procedure, la robotizzazione di altre, come lo fu la meccanizzazione e l’industria pesante poco più di un secolo fa, ai tempi della seconda rivoluzione industriale, erano processi già in atto che si manifestarono progressivamente. Perché questi processi di cambiamento necessitano di un fluire. Necessitano di tempi affinché si affermino e si diffondano nuovi modelli. Ed è proprio questo fluire – scrive il segretario del Pd Svizzera – che dovremmo analizzare e comprendere. È in questo fluire che cambiano le vite delle persone”.
“Per questa ragione, abbiamo deciso di fare una newsletter «postuma» sia rispetto 25 aprile che al Primo maggio, per interrogarci sul fluire all’interno di questo processo in atto, di attraversalo vivendolo e di evitare di accodarci alla stola bulimica di dichiarazioni di sorta. Perché la politica deve essere, soprattutto in questa fase della storia che stiamo vivendo, pensiero. Largo, ampio, analitico, anche contradditorio e sfacciato se serve, ma per essere tale, serve avere il coraggio di stare dentro al fluire dei processi. Per questa ragione, questa nostra newsletter non fornisce risposte, ammesso che le abbia mai date o cercate, ma pone domande, nella speranza di generare pensiero. Leggendola – rileva Ricciardi, – comprenderete che tutti i contributi proposti sono legati da un denominatore comune, l’incertezza per ciò che sarà, per ciò che saremo”.
Tra i contributi segnalati quello di Franco Narducci su «un Primo maggio di incertezze» e quello di Enrico Moroni, l’analisi diretta di processi in atto da tempo nel campo della ricerca a cura di Cinzia Tarducci, il tema dello smart working trattato da Salvo Buttitta e una riflessione sull’etica del lavoro in Svizzera di Dario Natale. Segnalata anche la possibilità di rivedere il dibattito “Possono convivere sicurezza, paura e mobilità ai tempi del Covid19?” con il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri e promosso dal Pd Svizzera e Pd Mondo. Gli articoli sono disponibili al sito del Pd Svizzera. (Inform)