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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“La Gente d’Italia” di oggi intervista la capolista di Unitalia, lista n. 1 per il rinnovo del Comites in Uruguay

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Filomena Narducci:”non è più il tempo della nostalgia, oggi c’è bisogno di integrazione, vogliamo formare una lobby attiva all’interno della società uruguaiana per rafforzare l’italianità”

Filomena Narducci ha una lunga esperienza nella militanza sindacale e nella comunità italiana dell’Uruguay. È figlia di molisani emigrati negli anni trenta. Per la sua partecipazione al movimento studentesco dovette lasciare il paese durante la dittatura militare negli anni settanta e visse a Milano come esiliata fino al 1986. È attualmente segretaria del Comites e rappresentante dell’Uruguay nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). È la coordinatrice del patronato Inas ed aderisce al Partito Democratico per il quale è stata candidata alle ultime elezioni politiche

 

MONTEVIDEO – Quali sono gli obiettivi della lista “Unitalia”?

Diritti, partecipazione, servizi, rappresentanza, cultura. Stiamo costruendo il nostro programma partendo da un’analisi: la collettività oggi è molto diversa rispetto al passato, ci sono nuove esigenze, non è più il tempo della nostalgia. Oggi c’è bisogno di integrazione, vogliamo formare una lobby attiva all’interno della società uruguaiana per rafforzare l’italianità e lavorare con tutte le altre liste per raggiungere questi scopi.

In che modo pensate di portare avanti tutto questo?

Dobbiamo scoprire tutti insieme qual è l’Italia che vogliamo nella nostra collettività. Vorremmo farlo assieme agli altri lavorando anche a stretto contatto con le istituzioni uruguaiane. Abbiamo diverse proposte tra cui la salvaguardia del patrimonio storico culturale e il miglioramento dei servizi per la cittadinanza.

Lei è stata segretaria del Comites uscente a Montevideo. Come giudica l’operato di questo organismo? Perché si ripresenta agli elettori?

Il Comites è stato in carica per tanti anni, vorrei ricordare che noi abbiamo ripetutamente chiesto il voto. Io direi comunque che nei primi cinque anni è stato fatto un buon lavoro. Questa istituzione ha avuto un pregio: è arrivata fino alla fine funzionando. Molti integranti, a causa di diversi problemi, hanno dovuto abbandonare il loro incarico. A ciò va aggiunto che i contribuiti dall’Italia sono diminuiti sempre di più. Personalmente, in tutti gli incarichi che ho avuto sono stata sempre eletta democraticamente e sottolineo che si tratta di un’attività volontaria che da tempo ho deciso di conciliare al mio tempo libero.

Concretamente cosa è stato fatto di buono nei primi cinque anni?

Diverse cose. A cominciare dalle Giornata degli Italiani. Questa iniziativa poi si è persa perché ha cominciato a farne una simile l’Aiuda e non si potevano chiaramente duplicare gli sforzi. Poi abbiamo convocato le associazioni in varie occasioni, con pranzi in cui abbiamo invitato diverse personalità della politica e della cultura uruguaiana di origine italiana.

Molte associazioni italiane dicono invece di non essere state coinvolte in questi anni.

Riconosco che a volte ci sono state delle difficoltà nelle comunicazioni. Noi abbiamo mandato mail agli indirizzi che avevamo e che appartenevano a vecchi presidenti. Vorrei per questo invitare i gruppi regionali ad aggiornare i propri dati e mi auguro che in futuro si possa migliorare il contatto.

Molte istituzioni italiane in Uruguay oggi vivono un inesorabile declino. Che cosa ha fatto il Comites per evitare questa situazione?

Bisogna capire che molti aspetti non sono di competenza di questo organismo, che può limitarsi solo a fornire delle opinioni sulle strutture private. Così è stato ad esempio nel caso della Camera di Commercio. Per l’Ospedale Italiano, invece, c’era una condizione molto difficile: il Comites è intervenuto alla fine riuscendo a riscattare alcune cose.

Cosa propone di nuovo la vostra lista?

Ci sono giovani e nuove persone, gente che partecipano per la prima volta nella collettività. C’è anche un rappresentante della nuova emigrazione, un fenomeno nuovo che andrebbe analizzato. Abbiamo costruito un gruppo che ha tanto entusiasmo e voglia di lavorare.

Avete avuto difficoltà nella presentazione della lista?

Il poco tempo a disposizione, come gli altri credo.

Lei è stata candidata alle ultime elezioni politiche per il Partito Democratico. La lista “Unitalia” è espressione di questo partito?

No, è uno spazio aperto che cerca di coinvolgere l’intera comunità italiana. Ognuno di noi può avere delle idee e partecipare ad un’attività politica. Ma vorrei che fosse chiaro un punto: nella lista lavoriamo tutti per un obiettivo comune che non ha niente a che fare con i partiti.

Le elezioni sono state rinviate al 17 aprile del 2015 dato che c’è stata una bassissima registrazione al voto tra gli italiani nel mondo. Che ne pensa di questa decisione?

Sono abbastanza perplessa. Se da un lato è giusto far aumentare la partecipazione prolungando i tempi di iscrizione, dall’altro mi chiedo come si potrà informare correttamente la popolazione a cui era stata detta un altra data. Inoltre, è evidente che così facendo si toglie un po’ di credibilità al processo. Sarebbe stato più ragionevole prendere prima questa decisione e non all’ultimo momento.

Si sentirebbe legittimata qualora si confermasse il voto di una minoranza della collettività italiana?

Credo profondamente nella democrazia e rispetto qualunque esito del voto. La poca partecipazione sarà dovuta a una limitata campagna pubblicitaria. Comunque guardiamo il lato positivo: è preferibile votare ad aprile – pur con alcuni difetti – che non nel 2016.

Il Comites di Montevideo informerà la collettività per le elezioni?

Sì, nei limiti del possibile. Abbiamo ricevuto 1.300 euro dall’Italia: è una cifra molto bassa ma cercheremo di fare pubblicità in alcune radio uruguaiane, soprattutto nell’interno del paese. (Matteo Forciniti – La Gente d’Italia del 12 dicembre 2014 /Inform)

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