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La Commissione Esteri ha avviato l’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) riferita all’anno 2021

CAMERA DEI DEPUTATI

 

Tra gli obiettivi raggiunti e in capo al Maeci, il rifinanziamento del fondo gestito da Simest per sostenere le PMI orientate all’internazionalizzazione, con particolare riguardo a quelle del Mezzogiorno

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha avviato l’esame della Relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) riferita all’anno 2021.

Ad illustrare il testo, su cui la Commissione aveva già espresso un parere favorevole in sede consultiva, la relatrice Lia Quartapelle Procopio (Pd), che ricorda come lo scopo sia quello di dare conto dell’utilizzo delle risorse del programma Next Generation UE, dei risultati raggiunti e delle eventuali misure necessarie per accelerare l’avanzamento dei progetti.

La relazione, essendo riferita al 2021, riguarda gli obiettivi e i traguardi previsti per la fine dello scorso esercizio, in vista della rendicontazione alla Commissione europea. Da essa risulta che l’Italia ha rispettato l’impegno a conseguire tutti i primi cinquantuno obiettivi, potendo presentare la domanda di pagamento della prima rata di rimborso, pari a 24,1 miliardi di euro – segnala Quartapelle, che sottolinea come vi si descrivono anche le strutture e gli strumenti introdotti per l’attuazione del Piano, per la sua valutazione e per la comunicazione dei risultati ai cittadini, imprese e amministratori locali e le attività già avviate dalle amministrazioni per conseguire gli obiettivi futuri.

Viene inoltre ricordato che il PNRR, che deve essere realizzato entro il 2026, prevede 134 investimenti e 63 riforme, per un totale di 191,5 miliardi di euro di fondi. Di questi, 68,9 miliardi sono contributi a fondo perduto e 122,6 miliardi di euro sono prestiti. A tali stanziamenti si aggiungono le risorse dei fondi europei React-EU e del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNIC), per un totale di circa 235 miliardi di euro.

Dopo aver ricordato la struttura e le tre priorità traversali del Piano – parità di genere; miglioramento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani; riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno; – la relatrice ricorda anche gli indicatori individuati per valutare lo stato di avanzamento delle riforme e degli investimenti. La Commissione Europa autorizza l’erogazione dei fondi, dopo un’articolata istruttoria, sulla base del raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi per ciascuna rata del Piano; al Parlamento è attribuito un ruolo di controllo, esercitato sulla base di relazioni semestrali sullo stato di attuazione del Piano trasmesse dalla Cabina di regia. Ciascuna relazione – precisa la relatrice – deve dare conto dell’utilizzo delle risorse e dei risultati raggiunti, e indicare eventuali misure ritenute necessarie per accelerare l’avanzamento dei progetti e migliorarne l’efficacia.

Tra i traguardi segnalati nella relazione l’unico che rientra nella titolarità del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale – evidenzia Quartapelle – è incluso nell’ambito della Missione 1 (Digitalizzazione, Innovazione, competitività e cultura), Componente 2 (Digitalizzazione, Innovazione e competitività del sistema produttivo), Investimento 5 (Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione): si tratta del rifinanziamento e la ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da Simest, che ha l’obiettivo di sostenere la competitività, l’innovazione e la sostenibilità delle PMI orientate all’internazionalizzazione, con particolare riguardo alle PMI del Mezzogiorno, in considerazione del tradizionale orientamento italiano all’export e del ruolo strategico svolto dalle imprese esportatrici.

Il rifinanziamento del fondo ammonta a 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni destinati alla Sezione Prestiti e 400 milioni alla Sezione Contributi a fondo perduto.

“Con tali risorse si intende dunque aiutare le PMI ad investire nella transizione digitale ed ecologica, che sono i due aspetti imprescindibili per l’attuazione di un moderno concetto di sviluppo integrato e attento alle istanze poste dall’attuale contesto globale – sottolinea la relatrice, che ricorda poi come una particolare attenzione è dedicata alle PMI del Mezzogiorno, che “godranno di maggiori agevolazioni (quota di fondo perduto del 40 per cento, rispetto al 25 per cento ordinario) per colmare il divario con il resto del Paese”.

In particolare, Quartapelle precisa che sono previste tre tipologie di interventi: transizione digitale ed ecologica delle PMI con vocazione internazionale (l’importo massimo richiedibile è 300 mila euro); sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri (l’importo massimo richiedibile è 300 mila euro per una piattaforma propria e 200 mila euro per una piattaforma di terzi); partecipazione delle PMI a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema (l’importo massimo richiedibile è 150.000 euro).

Gli interventi devono essere realizzati senza arrecare alcun danno di rilievo all’ambiente.

Il Maeci ha rispettato le tempistiche concordate con la Commissione europea, e dal 28 ottobre scorso  è operativo il portale Simest attraverso il quale le PMI possono presentare le domande di finanziamento. Nel corso di questi primi mesi del 2022 avverrà l’erogazione dei finanziamenti, per una quota del 50 per cento. Il resto sarà erogato a rendicontazione avvenuta, nel corso del 2023. Sarà compito della Commissione monitorare a quali imprese saranno destinati i finanziamenti e il relativo impatto – conclude Quartapelle, manifestando la sua soddisfazione per il lavoro svolto dalla Farnesina.

Nel corso della discussione, Alberto Ribolla (Lega) sottolinea come le PMI abbiano contribuito in maniera decisiva al significativo incremento del prodotto interno lordo nel 2021, grazie alle esportazioni, e ringrazia la Farnesina per il costante supporto offerto alle imprese, sia sul piano sia dei contributi finanziari sia delle interlocuzioni con i soggetti economici presenti all’estero. Il suo auspicio è che gli incentivi proposti possano essere confermati, nell’ottica di un’ulteriore sviluppo della propensione all’export del nostro sistema produttivo.

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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