SENATO DELLA REPUBBLICA
Il provvedimento, presentato da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) e altri, è stato illustrato dal relatore Enrico Borghi
ROMA – La Commissione Esteri e Difesa del Senato ha cominciato l’esame del disegno di legge presentato da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) e altri per la ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Costa Rica, fatto a Roma il 27 maggio 2016. Ad illustrare il contenuto è stato il relatore Enrico Borghi che ha segnalato come il testo sostanzialmente ricalchi due disegni di legge già discussi nelle passate legislature senza però giungere al termine dell’iter di approvazione, a causa della conclusione delle stesse. Ricorda inoltre che il Costa Rica è un Paese che vanta con l’Italia crescenti rapporti sul piano economico, turistico e commerciale, nonostante la comunità di cittadini costaricani – quantificabile in quasi 500 persone – sia fra le meno numerose tra quelle residenti nel territorio italiano. L’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica si propone di fornire un quadro giuridico di riferimento per lo sviluppo dei rapporti tra l’Italia e il Costa Rica in questi settori, al fine di rinsaldare ed intensificare i legami di amicizia già esistenti e di migliorare ulteriormente il quadro delle relazioni bilaterali.
L’intesa bilaterale esplicita, innanzitutto, l’impegno delle Parti a promuovere la cooperazione nell’ambito culturale, scientifico e tecnologico, a migliorare la conoscenza, la diffusione delle rispettive lingue e culture e a favorire la collaborazione tra le rispettive istituzioni accademiche, amministrazioni archivistiche, biblioteche e musei. È inoltre prevista la possibilità per le Parti di chiedere la partecipazione di organismi internazionali al finanziamento dei programmi promossi nell’ambito delle forme di cooperazione individuate dall’Accordo, le attività di istituzioni culturali e scolastiche nei due Paesi, il rafforzamento della collaborazione nel campo dell’istruzione mediante lo scambio di esperti, di informazioni e di documentazione sulle rispettive legislazione, anche al fine di sottoscrivere accordi per il riconoscimento e l’equiparazione dei titoli universitari, e l’offerta di borse di studio.
L’Accordo impegna, inoltre, le Parti alla collaborazione reciproca nei settori editoriale, della musica, della danza, del teatro, del cinema, delle arti visive e dell’ambito radiotelevisivo, e ad impedire e reprimere l’importazione, l’esportazione e il traffico illegale di opere d’arte.
Ulteriori ambiti di collaborazione e di scambio di esperienze interessano i settori dello sport e della gioventù, i campi dei diritti umani e delle libertà civili e politiche, e quello delle pari opportunità e della tutela delle minoranze.
Segnalata in particolare la possibilità di stipula di specifici accordi tra università, enti di ricerca e associazioni scientifiche dei due Paesi per la cooperazione nei campi delle tecnologie dell’informazione e della multimedialità applicata, dell’informatica, della biomedica, dell’industria alimentare, della salvaguardia dell’ambiente, della salute, dell’energia, dei beni culturali; e la definizione della collaborazione delle Parti nei settori dell’archeologia, dell’antropologia e delle scienze affini, della valorizzazione del patrimonio culturale, facilitando la permanenza e l’uscita di persone, di materiali e di attrezzature dai rispettivi territori e promuovendo la protezione della proprietà intellettuale.
Ad una Commissione mista, da convocarsi alternativamente nelle capitali dei due Paesi, Roma e San José, sono affidati i compiti di esaminare lo sviluppo della cooperazione culturale, di redigere programmi esecutivi pluriennali e di valutare lo stato di attuazione dell’Accordo.
Gli oneri economici derivanti dall’attuazione del provvedimento sono valutati in 230.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, e in 240.000 euro a decorrere dall’anno 2025.
Il relatore conclude la sua esposizione sottolineando come l’intervento legislativo in esame non presenti profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento europeo e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese.
In apertura della discussione generale il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli ribadisce l’importanza dell’Accordo e ne auspica una rapida approvazione.
Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato ad altra seduta. (Inform)