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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
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Italia-Gabon, ratificata dall’Aula la convenzione per evitare le doppie imposizioni e per prevenire le evasioni fiscali

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – E’ stata ratificata alla Camera la Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica gabonese per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali: il protocollo era stato siglato a Libreville il 28 giugno 1999. Il relatore, Gennaro Migliore (IV), ha spiegato le ragioni della necessità di questa convenzione, già approvata dal Senato, che consta di tre articoli: quello che autorizza la ratifica, l’ordine di esecuzione e l’entrata in vigore. Si occupa di una materia molto delicata relativa al contrasto all’evasione fiscale e definisce quali debbano essere le doppie imposizioni da evitare. Ci sono una serie di definizioni che riguardano, ovviamente, che cosa si intenda per “imposta” e per “doppia imposizione”: per quanto riguarda il Gabon, le imposte sulle società, sulle minime forfettarie, sul reddito delle persone fisiche e sul reddito dei valori immobiliari e, per quanto riguarda l’Italia, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, sul reddito delle persone giuridiche e l’imposta regionale sulle attività produttive. La Convenzione, praticamente, si articola con una serie di definizioni che riguardano le varie categorie che sono soggette a questo tipo di tutela: i residenti, le stabili organizzazioni e, poi, definisce quali sono le imposizioni dei redditi: i redditi immobiliari, gli utili di imprese, la navigazione marittima e aerea, le imprese associate, i dividendi, gli interessi, i canoni, gli utili dei capitali, professioni indipendenti, lavoro subordinato, compensi e gettoni di presenza, artisti e sportivi, pensioni, funzione pubblica, professori e insegnanti, studenti e altre categorie. Poi, individua quali sono i metodi per eliminare le doppie imposizioni e stabilisce delle disposizioni particolari relative alla non discriminazione, alla procedura amichevole, allo scambio di informazioni, agli agenti diplomatici e consolari e alle procedure di rimborso. Complessivamente, nelle disposizioni finali si arriva a trenta articoli, che sono molto dettagliati. “Mi fa piacere ricordare in questa sede che la sottoscrizione di questo Accordo fu realizzata dal compianto Rino Serri che, all’epoca, ricopriva il ruolo di Sottosegretario di Stato per gli affari esteri”, ha ricordato Migliore.

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto segnaliamo quella di Massimo Ungaro (IV), eletto nella ripartizione Europa , che ha evidenziato come la Convenzione stabilisca un criterio impositivo concorrente fra lo Stato di residenza e quello della fonte, fissando un’aliquota massima di prelievo da parte di quest’ultimo al 15% per i dividendi e al 10% per gli interessi e i canoni. “La relazione evidenzia come tali condizioni appaiano del tutto favorevoli per gli operatori italiani”, ha dichiarato Ungaro esprimendo voto favorevole del suo gruppo per due motivi: “potenziare i rapporti tra noi e il Gabon, un Paese che sta attraversando una grave crisi economica a causa della crisi dei prezzi energetici, del petrolio; questa è una ratifica che aspetta dal 1999, ventuno anni, e credo che sia un buon indizio sulle problematiche relative al bicameralismo perfetto delle nostre istituzioni e chiedo veramente all’Aula se potremo, in futuro, accelerare i processi di ratifica di queste convenzioni”, ha concluso Ungaro. (Inform)

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