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Israele, Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv: due film italiani al Jerusalem Film Festival

CINEMA

“Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani e “Il buco” di Michelangelo Frammartino

 

 TEL AVIV /GERUSALEMME – Due film distanti per cronologia e contenuto rappresentano il nostro Paese all’edizione 2022 del Festival di Gerusalemme che si svolgerà dal 21 al 31 luglio presso la Cineteca.

 Il buco (2021), del regista calabrese Michelangelo Frammartino, è una splendida meditazione sulla vita, sull’uomo nella natura e sulla mortalità, vincitore del premio Speciale della Giuria alla 78° Mostra del Cinema di Venezia. Mamma Roma (1962), uno dei film più struggenti di Pier Paolo Pasolini, imbevuto di riferimenti pittorici e di sacralità, ritorna a Gerusalemme per il centenario della nascita del grande intellettuale, nel nuovo restauro digitale in 4K realizzato dalla Cineteca Nazionale.

La proiezione dei due film è segnalata dall’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv.

“Mamma Roma” (1962) , regia di Pier Paolo Pasolini, interpreti Anna Magnani, Ettore Garofolo, Franco Citti, sarà proiettato lunedì 25 luglio, alle 15:45, nella Sala 4 e giovedì 28 luglio, alle 18:00, sempre nella Sala 4.

Mamma Roma è una prostituta romana che, dopo molti anni sulla strada, decide di cambiare vita. Con i soldi risparmiati allestisce un carretto di verdura in un mercato di piazza e con il figlio Ettore, cresciuto in una cittadina di provincia all’oscuro della professione della madre, si trasferisce in un piccolo appartamento alla periferia di Roma. Qui, secondo i suoi sogni, egli potrà ottenere il riscatto della propria condizione di sottoproletario e trovarsi un lavoro rispettabile. Tuttavia, il passato la perseguita, con tragiche conseguenze.

“Il buco” (2021), regia di Michelangelo Frammartino , interpreti  Paolo Cossi, Jacopo Elia, Denise Trombin, sarà proiettato venerdì 22 luglio,  alle 11:45, nella Sala 4; martedì 26 luglio, alle 11:00,  Sala 2; sabato 30 luglio, alle 15:45, Sala 4

Nell’estate del 1961, un gruppo di giovani speleologi in missione sull’altopiano del Pollino calabrese trova una grotta di origine carsica tra le più profonde del mondo, l’Abisso del Bifurto, 683 metri di profondità, sorvegliata da un vecchio pastore, unico custode di quel territorio ancora puro e incontaminato. Il buco racconta di una bellezza naturale che lascia senza parole e sfiora il mistico; una esplorazione attraverso le profondità sconosciute della vita e della natura. (Inform)

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