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Interrogazione del senatore Fausto Longo (Psi) sul riconoscimento reciproco delle patenti di guida tra Italia e Brasile

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Il senatore Fausto Guilherme Longo, eletto all’estero per il Psi nella ripartizione dell’America Meridionale, ha rivolto una interrogazione ai ministri degli Affari Esteri e delle Infrastrutture e Trasporti, unitamente al suo collega Enrico Buemi, auspicando che l’accordo sul riconoscimento reciproco delle patenti di guida tra Italia e Brasile diventi operativo al più presto.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e delle infrastrutture e dei trasporti – Premesso che:

il 2 novembre 2016 è stato firmato un accordo sul riconoscimento reciproco delle patenti di guida dal vice Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Mario Giro e dall’ambasciatore a Roma del Brasile Ricardo Neiva Tavares;

l’accordo prevede che chi ha una patente emessa da uno dei due Stati e stabilisce la residenza nell’altro Stato potrà convertirla entro 4 anni senza dover sostenere esami teorici e pratici;

l’ambasciata d’Italia a Brasilia ha curato i negoziati con l’obiettivo di dare una risposta concreta e rapida ad un’esigenza avvertita dalle comunità italiana e brasiliana residenti nei due Paesi. Si rammenta che i brasiliani in Italia sono oltre 40.000, mentre in Brasile vivono oltre 300.000 italiani, ma sono solo 40.000 quelli nati in Italia e quindi di più recente emigrazione;

in realtà, l’accordo era già stato inserito nel protocollo bilaterale firmato dai due Paesi nel 2008, ma solo il Brasile lo aveva reso operativo. Infatti, una patente italiana veniva convertita in una brasiliana senza dover sostenere esami aggiuntivi ma solo attraverso un test psicologico, mentre la stessa cosa non succedeva per le patenti brasiliane in Italia;

considerato che:

l’Italia ha stretto finora una cinquantina di accordi di reciprocità sulla conversione delle patenti, ma se i cittadini extracomunitari arrivano da Stati con i quali non ci sono accordi possono guidare solo per un anno con la loro patente, poi sono tenuti a sostenere gli esami e a prenderne una italiana. Ora, finalmente, tra Italia e Brasile sarà possibile la conversione delle patenti di tipo A e B;

in Italia, l’autorità centrale competente per questa disposizione è il Dipartimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in Brasile il Dipartimento nacional de transito (Denatran);

la conversione, tuttavia, può non essere automatica; infatti, le autorità dei due Paesi hanno facoltà di chiedere al conducente richiedente di produrre un certificato medico che ne dimostri l’idoneità alla guida e il pieno possesso delle capacità psicofisiche indispensabili. La conversione della patente implica, inoltre, il recepimento delle restrizioni e delle sanzioni presenti nel documento originario, con riferimento alla data di rilascio della patente;

al momento un cittadino italiano può guidare in Brasile per 180 giorni dopo il suo arrivo con la patente italiana, passaporto e il PID (permesso internazionale di guida) e non c’è alcuna necessità di presentare la traduzione ufficiale della patente di guida italiana;

si ricorda, inoltre, che un italiano iscritto all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) può rinnovare la patente di guida presso il consolato. Per ottenere un duplicato o una certificazione di validità o la revoca della patente, è necessario fare la richiesta direttamente alla Motorizzazione civile in Italia;

per le altre categorie di patenti (C, D, E, in Brasile, e C1, C1 + E, C, C + E, D1, D1 + E e D + E, in Italia), ancora sarà necessario ripetere le prove teoriche e pratiche richieste dalla normativa di ciascun Paese;

tenuto conto che:

sono trascorsi 3 mesi dalla stipula dell’accordo definitivo per il riconoscimento reciproco delle patenti di guida ma, ad oggi, non è diventato ancora operativo;

eppure, il raggiungimento di questo risultato è frutto di una lunga trattativa per il rinnovo e l’aggiornamento di un precedente accordo, che si è sviluppata per circa 8 anni. Gli interroganti ed altri parlamentari si sono molto adoperati per questo importante risultato, che si giustifica per l’intensificarsi dei flussi di immigrazione reciproca e di mobilità tra i due Paesi, cresciuti enormemente negli ultimi decenni sia per ragioni di lavoro, sia per ragioni di investimenti, studio, eccetera, così che si è diffusa anche l’esigenza di convertire senza esami e costi eccessivi anche la propria patente di guida, indispensabile allo svolgimento dell’attività quotidiana,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo vogliano dare informazioni circa la presenza di eventuali ostacoli per il passaggio alla piena operatività dell’accordo;

quali siano ancora i tempi per giungere all’effettiva fruizione di questo beneficio, visto che non è ancora possibile presentare le domande presso gli uffici del Paese di residenza affinché la patente di guida in possesso dei cittadini possa essere riconosciuta e abilitata. (Inform)

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