CULTURA
BARCELLONA – E ’stato inaugurato l’anno scolastico 2022-2023 per le scuole italiane all’estero attive nell’emisfero boreale. L’evento si è tenuto presso la nuova sede dell’Istituto Italiano Statale Comprensivo di Barcellona, una delle sette scuole statali italiane nel mondo. Si è trattato della prima volta in cui è stata organizzata una cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico dedicata alle scuole italiane al di fuori dei confini nazionali. L’apertura dell’evento è stata affidata a un messaggio di saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “E’ con grande piacere che rivolto agli studenti questo saluto per l’inaugurazione dell’anno scolastico quale momento di incontro ampio come ampia è la rete delle scuole italiane. E’un’emozione trovare raccolti virtualmente insieme studenti e studentesse di così tanti Paesi che, insieme alle loro famiglie, danno forma al loro futuro scegliendo il sistema della formazione italiana nel mondo. E’un modello educativo ispirato ai valori della Costituzione con la consapevolezza che l’istruzione ci riguarda tutti. Quale che sia il futuro a cui guardate, il mio augurio è di realizzarlo senza mai perdere il legame con la lingua e cultura italiana”, ha scritto il Presidente della Repubblica. “Questa iniziativa – ha dichiarato il Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale Pasquale Terracciano, che è intervenuto all’inaugurazione a Barcellona – non è solo un’occasione di festa ma l’inizio di un percorso interessante e un’opportunità per riflettere sulla diplomazia culturale. La scuola e le istituzioni educative sono infatti proiezione esterna del nostro Paese. Già nel 1863 l’allora Ministro degli Esteri Emilio Visconti Venosta estendeva una circolare agli uffici all’estero per promuovere gli istituti di istruzione. Fin dalle origini della diplomazia culturale, queste istituzioni furono attori molto importanti per la proiezione del nostro Paese nel contesto globale. Oggi siamo in un contesto mutato ma le scuole d’italiano all’estero mantengono un ruolo fondamentale per l’immagine d’Italia come superpotenza culturale creativa e contemporanea”. “Questo evento rappresenta un’opportunità di incontro e riflessione su una prospettiva sempre più integrata, che valorizzi e potenzi tutte le componenti del sistema della formazione italiana nel mondo e le loro sinergie con la rete estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”, ha aggiunto Terracciano annunciando l’idea della creazione di una rete di ex allievi delle scuole d’italiano all’estero partendo dai borsisti ed estendendo poi il tutto all’intero mondo accademico. Un secondo progetto di cui ha parlato Terracciano riguarda invece i giovani studenti e prevede una collaborazione con la rete degli Istituti Italiani di Cultura tramite partecipazione a un concorso fumettistico le cui migliori tavole saranno esposte presso la Collezione Farnesina. Quindi Terracciano ha ricordato anche le Giornate della formazione italiana nel mondo previste per novembre prossimo. Dopo il benvenuto del Console Generale d’Italia a Barcellona, Emanuele Manzitti, sono intervenuti un rappresentante della Generalitat e la Dirigente Scolastica dell’IISC di Barcellona Patrizia Carfagna. Hanno inoltre partecipato all’evento il Capo dell’ufficio V della DGDP Valentina Setta, gli studenti dell’Istituto Italiano Statale Comprensivo di Barcellona, il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura Lucio Izzo, una delegazione di genitori degli studenti (anch’essi ex-alunni dell’IISC di Barcellona) che ha espresso soddisfazione per la qualità formativa della scuola. “La scelta di celebrare questo evento qui a Barcellona ci riempie di orgoglio sono certo che sarà uno sprone per la comunità italiana qui presente e per la qualità della didattica”, ha rilevato il Console Manzitti ringraziando i presenti e le autorità intervenute. Dal canto suo il rappresentante della Comunità catalana ha ricordato come l’Italia sia un Paese vicino legato da sempre alla Comunità della Catalogna. “Tutti i catalani come me si sentono a casa in Italia e mi auguro che anche voi vi sentiate come a casa in Catalogna. La Catalogna è la regione più occidentale d’Italia e questo è vero perché abbiamo molte similitudini”, ha spiegato il delegato invitando gli studenti a imparare il catalano. Per comprendere meglio il perché del messaggio del rappresentante catalano occorre precisare che in tutto il territorio spagnolo la lingua ‘nazionale’ o ‘dominante’ è il castigliano ma ogni Comunità autonoma (in questo caso la Catalogna) ha facoltà di utilizzare il proprio idioma locale come lingua co-ufficiale, riconosciuta a tutti gli effetti dallo Stato, che è anche materia di insegnamento nelle scuole. Hanno portato la loro testimonianza tre liceali che da tempo frequentano la scuola sottolineando come lo studio di quattro lingue (italiano, castigliano, catalano e inglese) sia un bagaglio culturale di livello. “Una scuola che ci offre tante opportunità anche attraverso diversi progetti, alcuni di respiro europeo”, ha commentato una studentessa. (Inform)