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In III Commissione il Sottosegretario agli Esteri Di Stefano risponde ad un’interrogazione della deputata  Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sulle risorse per l’adeguamento delle retribuzioni del personale a contratto del Maeci

CAMERA DEI DEPUTATI

Si auspica per il 2022 un nuovo incremento di 400 milioni di euro

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto in Commissione esteri alla Camera di deputati all’interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sugli stanziamenti del fondo per il riadeguamento delle retribuzioni del personale a contratto del Maeci.

Nissoli aveva chiesto chiarimenti sulle risorse destinate al fondo, segnalando come gli impiegati di Stati Uniti, Argentina e Brasile fossero in attesa di un riadeguamento della loro retribuzione in base ai parametri sanciti dalla legge. Nell’interrogazione anche il richiamo all’importanza del servizio reso dal personale a contratto della rete estera del Maeci, ancor più evidente in questa difficile fase di crisi sanitaria, con l’incremento della domanda dei servizi all’estero.

Nella sua risposta, Di Stefano ricorda che la modifica di legge che riguarda il personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura, entrata in vigore lo scorso 29 maggio, prevede l’equiparazione di tre parametri per valutare le richieste di adeguamento retributivo: il costo della vita; retribuzioni corrisposte nella stessa sede da organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatico-consolari e istituzioni culturali di altri Paesi; mercato del lavoro locale, pubblico e privato. Tale modifica – precisa – “non ha introdotto alcun fondo specifico per gli adeguamenti retributivi, che rimangono finanziati sul capitolo di bilancio indistinto destinato al personale a contratto; è su questo capitolo che viene pagato ogni onere connesso agli impiegati, incluso l’incremento di spesa che il capitolo registra di anno in anno anche in conseguenza degli aumenti retributivi”.

Il sottosegretario assicura poi che “la Farnesina è sistematicamente impegnata a valutare con spirito di apertura la compatibilità di ogni richiesta di revisione retributiva con le tre condizioni” sopra richiamate.

In riferimento ai Paesi richiamati nell’interrogazione, Di Stefano ribadisce che “negli Stati Uniti e in Argentina gli aumenti retributivi concessi rispettivamente nel 2016 e nel 2017 hanno determinato un livello stipendiale conforme ai parametri di legge, anche nella sua versione novellata nel 2021” e che “il mancato accoglimento delle richieste presentate nel 2021 deriva invece dalla assenza dei presupposti di conformità rispetto a tali parametri”. “Valuteremo comunque con la massima attenzione la riproposizione delle richieste di adeguamento retributivo debitamente argomentate e documentate – ribadisce.

Infine, Di Stefano ricorda che in ultimo sono stati stanziati un milione e quattrocentomila euro di risorse aggiuntive destinate specificamente all’adeguamento degli stipendi, che hanno contribuito a garantire “una maggiore programmabilità e sostenibilità della spesa nel breve e medio periodo”.

“Nell’ambito della legge di bilancio per il 2022 contiamo di incrementare lo stanziamento per le retribuzioni del personale a contratto a legge locale nell’ordine di 400 mila euro, a decorrere dal 2022. L’approvazione di questo aumento – conclude il Sottosegretario – fornirebbe un contributo molto importante per l’adeguamento delle retribuzioni sulla base dei criteri previsti dalla legge. Si tratta di un aspetto al quale la Farnesina tiene in particolar modo, alla luce del contributo che gli impiegati a legge locale garantiscono ogni giorno nelle Ambasciate e nei Consolati in tutto il mondo”.

In sede di replica Nissoli si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta e sottolinea che le misure proposte dal Governo contribuiscono a sanare “solo in parte le carenze attuali”. Ribadisce pertanto la necessità di una modifica normativa per definire in maniera strutturale il quadro delle risorse destinate al personale a contratto, auspicando l’avvio di una seria riflessione già a partire dall’esame del disegno di legge di bilancio. (Inform)

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