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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Illustrate dal presidente Mariano Rabino le strutture, le competenze e le attività di rinnovamento del Maeci

CAMERA DEI DEPUTATI

Riunito il Comitato permanente sulla riforma delle strutture istituzionali della politica estera dell’Italia

 

“Nella manovra finanziaria per il 2016 emerge un incremento delle risorse destinate agli italiani all’estero”

 

ROMA – E’ tornato a riunirsi ieri alla Camera dei Deputati il Comitato permanente sulla riforma delle strutture istituzionali della politica estera dell’Italia. La seduta è stata caratterizzata dall’intervento del presidente del Comitato Mariano Rabino che ha illustrato sommariamente l’attuale assetto del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Rabino ha ricordato come questa struttura sia costituita da un’Amministrazione centrale e da una rete di uffici all’estero: 125 ambasciate, 8 rappresentanze permanenti e delegazioni diplomatiche speciali, 79 uffici consolari ed 85 istituti di cultura, per un totale di 298 sedi al 31 dicembre 2014. Rabino ha anche segnalato come l’amministrazione centrale sia direttamente responsabile delle 147 scuole italiane all’estero e delle unità tecniche locali della Cooperazione italiana allo sviluppo. Per quanto riguarda invece la ristrutturazione della rete all’estero, attuata dal decreto legge n.95/ 2012, il presidente del Comitato ha segnalato la soppressione di due Ambasciate (Nouakchott e Reyavik, già non operative), l’accorpamento delle Rappresentanze permanenti presso l’UNESCO e presso l’OCSE a Parigi, la chiusura di 7 uffici consolari (3 nell’area europea, 2 nelle Americhe e 2 nella regione del Mediterraneo e Medio oriente) e la chiusura di 5 istituti italiani di cultura. Rabino ha inoltre parlato sia della prevista chiusura nel 2015 delle Ambasciate a Santo Domingo e Tegucigalpa e dell’Istituto italiano di cultura di Lussemburgo, sia dell’ampliamento della rete consolare onoraria (529 uffici), che nel 2014 ha registrato un incremento di 5 uffici nell’area europea.

Per quanto riguarda le dislocazione delle sedi all’estero Rabino ha evidenziato come delle 125 Ambasciate nel mondo 27 siano situate nell’Unione europea, 23 in Asia e Oceania, 21 nelle Americhe, 20 nell’Africa Sub-sahariana, 18 nella regione Mediterraneo e Medio oriente e 16 nella restante area europea (extra Ue). Dei 79 uffici consolari, 29 sono situati nelle Americhe, 19 in Unione europea, 14 in Asia e Oceania, 9 in Europa extra Ue, 5 nel Mediterraneo e Medio oriente e 3 nell’Africa sub-sahariana. Per quanto concerne gli degli Istituti Italiani di Cultura 34 sedi sono in Unione europea e 8 sedi in zona Europa extra Ue. In questa classifica seguono le Americhe con 18 Istituti, l’Asia e Oceania con 12, il Mediterraneo e Medio oriente con 10 ed infine l’Africa sub-sahariana con 3 Istituti.

Dal punto di vista normativo Rabino ha ricordato come il decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, assegni all’Amministrazione degli affari Esteri il compito di attendere “ai rapporti dell’Italia con gli altri Stati e con gli Enti e le Organizzazioni internazionali, ai negoziati relativi alla stipulazione di trattati e convenzioni, alla tutela dei diritti e degli interessi pubblici e privati in campo internazionale, allo sviluppo delle attività nazionali all’estero” e come la riforma Bassanini abbia attribuito alla Farnesina le funzioni spettanti allo Stato in materia di: rapporti politici, economici, sociali e culturali con l’estero; la rappresentanza e tutela degli interessi italiani in sede internazionale; la definizione e attuazione dell’azione italiana in materia di politica internazionale; la cura dei processi negoziali riguardanti l’Unione Europea; la rappresentanza della posizione italiana nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione Europea; la tutela delle collettività italiane all’estero; la cooperazione allo sviluppo.

Per quanto concerne la struttura amministrativa del Maeci il presidente del Comitato ha ricordato come al vertice amministrativo vi sia il segretario generale della Farnesina, che sovrintende all’azione dell’amministrazione e ne assicura la continuità delle funzioni, coordinandone gli uffici e le attività. Rabino, dopo aver comunicato la disponibilità dell’Ambasciatore Michele Valensise a partecipare ad un incontro con il Comitato a gennaio 2016, ha precisato come la struttura centrale del Maeci, a seguito della riforma del 2010, sia composta da 8 Direzioni Generali articolate per macro-aree tematiche coincidenti con le grandi priorità della nostra politica estera: Affari Politici e Sicurezza, Mondializzazione e Questioni Globali; Promozione del Sistema Paese; Unione Europea; Cooperazione allo Sviluppo; Italiani all’Estero; Risorse e Innovazione; Amministrazione, Informatica e Comunicazione. Un nuovo assetto in cui, ricorda Rabino, la centralità dell’approccio tematico è stato bilanciato dalla sopravvivenza della dimensione geografica/bilaterale/settoriale affidata ai vice direttori generali/direttori centrali, considerati un vero e proprio punto di forza dell’attività ministeriale. “Una riforma, quella del 2010, – ha spiegato – dove sicurezza, dimensione europea e Sistema Paese sono state individuate come questioni politiche cardine ed affidate ad un corpo diplomatico investito di compiti più manageriali rispetto al passato”. Sempre per quanto riguarda la riforma Rabino ha poi rilevato come il riassetto del 2010 abbia in generale razionalizzato l’amministrazione del Dicastero, cercando di potenziare la sua capacità di ‘fare sistema’ moltiplicandone le sinergie, “anche se rimane da approfondire – ha precisato – la capacità di questa struttura complessa di operare in raccordo con le numerose istanze private e pubbliche nel processo decisionale in materia di politica estera e di indirizzare questa pluralità di soggetti verso uno sforzo comune a servizio degli interessi nazionali”.

Il presidente del Comitato ha inoltre posto in evidenza come nell’attuale e complesso quadro della politica estera, aggravato da crisi internazionali ed economiche e da questioni prioritarie quali l’immigrazione e connessa emergenza umanitaria, il Maeci abbia dovuto dar corso nel 2014 ad alcune prioritarie linee di intervento, correlate alla spending review ed al processo di riduzione delle dotazioni organiche, come ad esempio la razionalizzazione geografica ed organizzativa della rete diplomatica e consolare, per un risparmio complessivo dal 2006 al 2014 di 11,3 milioni di euro. Un’azione di razionalizzazione della spesa che è stata caratterizzata sia da un più diffuso utilizzo dei consolati onorari e della centralizzazione di servizi in strutture più grandi, sia dalla riduzione dei contributi erogati verso gli organismi internazionali.

Il presidente del Comitato ha anche rilevato come al 31 dicembre 2014 il personale di ruolo del Maeci era rappresentato da 4.043 unità, con una diminuzione rispetto all’anno precedente (4.103 unità) . Di contro il personale non di ruolo contava 2.556 impiegati a contratto (2.472 dei quali in servizio presso sedi all’estero e istituti di cultura e 84 presso le unità tecniche locali della cooperazione allo sviluppo) a cui si affiancavano presso l’Amministrazione centrale e le sedi all’estero 692 unità appartenenti ai ruoli di altre amministrazioni, in posizione di distacco o di comando.

Quanto alla distribuzione del personale del Maeci Rabino ha evidenziato come questa si presti , il rapporto tra servizio all’estero (5.100) e sede centrale (2.500) è circa di uno a due (2.500) , a riflessioni sia in chiave positiva che critica. Segnalata inoltre la necessità di fare di più per aumentare la percentuale della presenza femminile (21%) nella carriera diplomatica, ricordando però come nell’anno in corso registri un incremento assai significativo di donne con ruoli di funzionario diplomatico anche ai più alti livelli istituzionali. Rabino ha poi posto in evidenza come il Maeci sia impegnato in importanti processi di innovazione volti alla riduzione dei costi di funzionamento dell’apparato, all’incremento di efficienza, alla semplificazione normativa e amministrativa, nonché l’adeguamento tecnologico.

Dopo aver ricordato che nel 2014 le spese di funzionamento per gli uffici all’estero sono state pari a circa 19 milioni di euro a ci vanno aggiunti 30 milioni di euro per le locazioni, Rabino ha sottolineato come nella manovra finanziaria per il 2016 si registrino previsioni aggiuntive sul capitolo della cooperazione e un incremento delle risorse destinate agli italiani all’estero anche attraverso una rimodulazione degli oneri per i servizi consolari, che allinea l’Italia agli standard dei principali Paesi europei.

Rabino ha anche rilevato l’esigenza di un serio investimento qualitativo, oltre che quantitativo, sullo strumento diplomatico, anche in considerazione della cruciale partita della candidatura italiana per il seggio non permanente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2017-2019. Una sfida che vede il nostro Paese competere con importanti interlocutori internazionali i quali destinano alla politica estera percentuali del proprio bilancio interno di gran lunga superiori all’Italia. Il presidente del Comitato ha infine sottolineato come nel 2014 si sia registrato un aumento del volume dei visti di ingresso (+4%) , delle entrate erariali derivanti da percezioni per passaporti e per altri servizi consolari (+140 milioni di euro) e degli iscritti ai corsi di lingua italiana organizzati dagli Istituti italiani di cultura (+3%). (Inform)

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