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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sottosegretario per l’Economia e le finanze Pier Paolo Baretta risponde all’interrogazione di Massimo Ungaro (ItaliaViva, ripartizione Europa) sui costi di apertura dei depositi bancari degli iscritti all’Aire

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – Il sottosegretario per l’Economia e le finanze Pier Paolo Baretta ha risposto in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati all’interrogazione di Massimo Ungaro (ItaliaViva, ripartizione Europa) sui costi di apertura di depositi bancari da parte dei cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). In particolare Ungaro lamentava costi superiori a carico degli iscritti all’Aire riconducibili al recepimento della normativa comunitaria antiriciclaggio, oltre che limitazioni di operatività.

Baretta segnala in premessa che la normativa soprarichiamata, attuata attraverso un apposito decreto emanato dal Mef nel 2015, ha introdotto modalità di rilevazione, trasmissione e comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle informazioni relative ai conti finanziari detenuti dai soggetti non residenti, nonché le procedure relative agli obblighi di adeguata verifica (due diligence) ai fini fiscali. Per questo motivo – ricorda – “le istituzioni finanziarie, tra cui banche, Poste, SIM, SGR, società fiduciarie, all’atto dell’apertura di un conto finanziario da parte di un soggetto non residente, effettuano un’attività di due diligence volta ad acquisire, tra l’altro, dati personali quali il nome, l’indirizzo, la giurisdizione o le giurisdizioni di residenza e il numero di identificazione fiscale (NIF)”. Il Sottosegretario precisa poi che i “conti correnti per non residenti sono un prodotto bancario commercializzato dalle banche nell’esercizio della loro attività d’impresa” e che “le commissioni bancarie sono stabilite in un regime di libero mercato, e, quindi, sottratte ad un controllo di congruità da parte dello Stato”. “In ogni caso – sottolinea – il collegamento tra l’entità della commissione richiesta per la gestione del conto corrente e l’effettuazione di controlli fiscali non può, comunque, essere posto a fondamento della richiesta di commissioni bancarie più alte”. Baretta ricorda anche come, secondo la normativa, non vi sia alcun obbligo di chiusura di conti correnti per i cittadini italiani non residenti e come “l’eventuale interruzione del rapporto continuativo con l’intermediario finanziario, banca o poste italiane, ovvero il rifiuto all’instaurazione del rapporto risulta collegato esclusivamente all’impossibilità oggettiva di effettuare o completare, entro i termini prescritti dalla legge, l’adeguata verifica del cliente”. In sede di replica Ungaro esprime apprezzamento per quest’ultima precisazione del Sottosegretario, ma aggiunge di ritenere che “l’aumento dei costi delle commissioni bancarie, fenomeno diffusosi di recente, vada adeguatamente monitorato”. (Inform)

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