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Il sottosegretario agli Esteri Di Stefano sull’impiego del voto elettronico nelle elezioni per il rinnovo dei Comites  in risposta ad un’interrogazione di Elisa Siragusa e Alessandro Fusacchia (Misto, ripartizione Europa)

CAMERA DEI DEPUTATI

Di Stefano conferma la sperimentazione del voto digitale in alcune sedi “pilota”: Berlino, Houston, Johannesburg, Londra, L’Aja, Marsiglia, Monaco di Baviera, San Paolo e Tel Aviv

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione di Elisa Siragusa (Misto, ripartizione Europa) sull’impiego del voto elettronico nelle elezioni per il rinnovo dei Comites, previsto il 3 dicembre prossimo.

Nell’interrogazione, sottoscritta anche dal deputato eletto nella ripartizione Europa Alessandro Fusacchia, viene ricordata l’autorizzazione di spesa di 9 milioni di euro per lo svolgimento delle elezioni di rinnovo dei Comites e del Cgie, e per introdurre in via sperimentale la modalità di espressione del voto in via digitale, stabilito dalla legge di bilancio approvata il 30 dicembre 2020, anche a seguito dell’accoglimento di un ordine del giorno presentato dalla stessa Siragusa. Si sottolinea inoltre come tale istanza sia ancora più urgente oggi, vista l’emergenza sanitaria, per “sveltire e rendere più agili le procedure” e anche viste le problematiche riscontrate nel voto per corrispondenza, con il quale vengono eletti i Parlamentari della circoscrizione Estero.

Al Ministero degli Esteri si domanda dunque “se vi siano novità concernenti la partenza della sperimentazione del voto elettronico per il rinnovo dei Comites, sperimentazione che potrebbe avere un suo primo ambito di applicazione solo in alcune città «pilota», come avvenuto per la sperimentazione della carta d’identità elettronica (Cie)”, e “se non sia intenzione del Governo adottare iniziative volte a permettere che anche la raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali possa avvenire per via telematica”.

Di Stefano conferma che la Farnesina prevede di effettuare una sperimentazione del voto elettronico per le elezioni dei Comites, per cui ha avviato “un intenso lavoro preparatorio, con l’obiettivo di definire le modalità di svolgimento e le specifiche tecniche della sperimentazione, in stretto contatto con la Commissione interministeriale sul voto elettronico”. Il Sottosegretario segnala anche che i lavori di quest’ultima Commissione si sono conclusi con la redazione di Linee guida per il voto elettronico, adottate con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’innovazione il 9 luglio 2021, “che confermano l’impostazione data alla sperimentazione dal Maeci”.

La sperimentazione “coinvolgerà alcune sedi «pilota», individuate sulla base di criteri che possano garantire una adesione tale da rendere il test significativo: si tratta in particolare – aggiunge Di Stefano – dei Comitati di Berlino, Houston, Johannesburg, Londra, L’Aja, Marsiglia, Monaco di Baviera, San Paolo e Tel Aviv. Gli elettori potranno partecipare alla sperimentazione su base volontaria, richiedendo di iscriversi nelle liste elettorali del loro Consolato di riferimento tramite il portale dei servizi consolari «Fast It». È inoltre previsto che l’elettore si autentichi tramite SPID di secondo livello su un portale dedicato, disponibile in internet e accessibile da dispositivi elettronici personali, e sia ammesso al voto previa verifica, con modalità automatizzate, del godimento del diritto di elettorato attivo”. “Oltre che l’espressione del voto, anche la fase di scrutinio intende rispettare tutte le garanzie di segretezza e anonimato – segnala il Sottosegretario, sottolineando che “informazioni sulle modalità di partecipazione sono reperibili sui siti web delle Ambasciate e dei Consolati coinvolti”.

Tale sperimentazione “avverrà parallelamente alle tradizionali operazioni elettorali con espressione di voto per corrispondenza e non sarà produttiva di effetti giuridici – segnala Di Stefano, spiegando come ciò avvenga “a titolo prudenziale e in un’ottica di ‘gradualità e progressività’ – conformemente alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa in argomento – al fine di evitare il rischio di una ripetizione delle elezioni nelle sedi pilota ove si riscontrassero anomalie o si verificassero malfunzionamenti tali da compromettere l’attendibilità dell’esito elettorale, proprio alla luce delle ‘sfide tecniche e giuridiche’ connesse alla modalità di espressione del voto digitale”. Il Sottosegretario ricorda infatti come ad oggi “non esiste una tecnologia in grado di garantire una totale sicurezza del voto elettronico, sia in termini applicativi che infrastrutturali, come emerso ad esito dei lavori della Commissione interministeriale”. “La sperimentazione consentirà dunque di chiarire alcuni importanti aspetti sulla futura percorribilità del voto elettronico, in particolare a tutela dei principi costituzionali di personalità, eguaglianza, libertà e segretezza del voto – precisa Di Stefano.

La raccolta delle firme digitali per la presentazione delle liste candidate, “non è stata prevista dalla sperimentazione”, sia “per la complessità dello sviluppo di una piattaforma per il voto elettronico” che per “la ristrettezza dei tempi a disposizione e la limitatezza delle risorse stanziate – segnala il Sottosegretario. Per semplificare le operazioni di raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste, anche alla luce del perdurante contesto pandemico, è stato però “ridotto del 50 per cento il numero minimo di firme dei sottoscrittori richieste per la presentazione di una lista ed è venuto meno l’obbligo di autenticazione delle stesse da parte dell’ufficio consolare – ricorda Di Stefano.

In sede di replica, Siragusa si dichiara soddisfatta della risposta del Governo, sebbene la sperimentazione in atto resti priva di effetti giuridici, e auspica che il voto elettronico possa essere presto esteso a tutti i cittadini italiani residenti all’estero, “dato che l’attuale modalità di voto, basata sull’invio dei plichi, non assicura i necessari requisiti di segretezza e anonimato”. La deputata esprime perplessità in particolare sulla scelta di limitare il voto elettronico solo agli elettori iscritti tramite il portale Fast.it, pur auspicando che la sperimentazione consenta di arrivare con maggiore preparazione ad un uso generalizzato del voto elettronico in occasione della prossima scadenza elettorale. (Inform)

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