direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sì della Commissione Esteri della Camera alla legge di bilancio: illustrato il provvedimento

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La legge di bilancio è stata esaminata in sede consultiva e per le parti di propria competenza dalla Commissione Esteri della Camera, presieduta da Piero Fassino. La III Commissione ha poi approvato una relazione favorevole. La relatrice Lia Quartapelle Procopio (PD) prima di illustrare il provvedimento in esame ha segnalato come il ritardo con cui la legge di bilancio è stata approvata dal Senato riduca pesantemente i tempi per l’esame alla Camera e di fatto comprima la possibilità di intervento della Camera. “Si tratta di un modo di lavorare che sta introducendo per prassi un monocameralismo alternato e che va invece contrastato”, ha sottolineato la relatrice passando quindi in rassegna le misure contenute nel disegno di legge. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle imprese italiane: nello specifico viene previsto un incremento di 1,5 miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 della dotazione del fondo rotativo destinato alla concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici, a fronte di programmi di penetrazione commerciale di cui al decreto-legge n. 251 del 1981. La stessa norma stabilisce altresì un incremento di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, del Fondo per la promozione integrata istituito dal decreto-legge “Cura Italia” al fine di rafforzare ulteriormente gli strumenti di promozione e sostegno all’internazionalizzazione delle componenti del sistema Paese. Sono inoltre state introdotte misure volte a consolidare e potenziare le politiche di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane, modificando la composizione della Cabina di regia di settore, le procedure di programmazione delle attività promozionali dell’ICE, nonché la dotazione del personale dirigenziale dell’Agenzia. Particolare rilievo assume la previsione che il MAECI sia chiamato a riferire annualmente al Parlamento sull’andamento dell’attività promozionale e sull’attuazione della programmazione sulla base di una relazione predisposta dall’Agenzia. L’intervento, inoltre, prevede un graduale incremento della dotazione annuale del suddetto fondo a decorrere dal 2024. Segnalata inoltre la necessità di un intervento volto a migliorare lo stato dei servizi forniti dalla rete estera ai cittadini e alle imprese italiane nel mondo. Un’azione che consenta di superare le disfunzioni provocate dalle restrittive norme anti-COVID-19 e, in prospettiva, a reintegrare progressivamente il depauperamento di personale addetto ai servizi, determinato dall’ultradecennale blocco del turnover.

Per quanto attiene agli interventi in materia di cooperazione allo sviluppo, la relatrice sottolinea che si prevedono diversi interventi di rilevante impatto: l’incremento delle risorse dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) e le modifiche alla disciplina del fondo rotativo istituito presso Cassa depositi e prestiti (CDP), dei crediti concessionali e dei finanziamenti concessi da CDP e del relativo fondo di garanzia, al fine di favorire la partecipazione dei soggetti privati ai processi di sviluppo dei Paesi partner. In particolare, viene incrementata l’autorizzazione di spesa riguardante il finanziamento annuale dell’AICS a valere sullo stato di previsione del MAECI, stabilito in euro 99 milioni per l’anno 2022, euro 199 milioni per l’anno 2023, euro 249 milioni per l’anno 2024, euro 299 milioni per l’anno 2025, euro 349 milioni annui a decorrere dall’anno 2026. Vengono inoltre potenziate le competenze della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (DGCS).

Per quanto riguarda i rapporti tra il nostro Paese e le grandi organizzazioni multilaterali sono previste erogazioni di contributi a favore del Consiglio d’Europa e per la partecipazione dell’Italia  ad alcune istituzioni finanziarie internazionali. In particolare, si prevede l’istituzione di un fondo, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, con una dotazione di 300 mila euro annui, a decorrere dal 2022, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il fondo è finalizzato alla concessione di un contributo finanziario, da parte dello Stato italiano, al Conto speciale del Consiglio d’Europa. Merita di essere menzionata altresì l’istituzione di un fondo con una dotazione di 80 milioni di euro per il 2022, 30 milioni di euro per il 2023 e 20 milioni di euro per il 2024, all’interno del bilancio della Presidenza del Consiglio, al fine di garantire la partecipazione italiana al programma spaziale ARTEMIS, portato avanti principalmente dalla NASA, dalle aziende di voli spaziali commerciali statunitensi e da partner internazionali come l’Agenzia spaziale Europea (ESA), l’Agenzia spaziale giapponese (JAXA) e l’Agenzia spaziale canadese (CSA), con l’obiettivo di far sbarcare “la prima donna e il prossimo uomo” sulla Luna. Per quanto riguarda la partecipazione italiana alle missioni internazionali, con particolare riferimento ai profili concernenti il trattamento economico e normativo del personale impegnato in tali missioni ed i molteplici e peculiari profili amministrativi che caratterizzano le missioni stesse, segnala che sull’apposito fondo nello stato di previsione del MEF, previsto dalla legge n. 145 del 2016, sono state appostati, interamente sul cap. 3006, 1.397,5 milioni. di euro per il 2022, 1.700 milioni. di euro per il 2023 e 300 milioni di euro per il 2024. Per quanto attiene all’attuazione di accordi e intese a carattere bilaterale, di specifico rilievo per il nostro Paese, ricorda che il disegno di legge prevede, a seguito di modifiche apportate dall’altro ramo del Parlamento, un’autorizzazione di spesa di 5 milioni annui a decorrere dall’anno 2022 per il potenziamento delle attività di cooperazione scientifica e tecnologica con la Repubblica federale di Germania, ad integrazione delle risorse finanziarie stanziate per l’attuazione dell’Accordo culturale italo-tedesco dell’8 febbraio 1956.

Sul versante della promozione della cultura e della lingua italiana nel mondo si segnala come nel bilancio triennale 2022-2024, per gli anni 2023 e 2024 risulti, una flessione di 1,9 milioni di euro per ciascuno degli anni indicati per la spesa per i corsi di lingua e cultura italiana all’estero organizzati dagli enti promotori. La diminuzione dei fondi si unisce alle difficoltà dovute alla transizione normativa dalla storica legge 153 del 1971 al recente decreto-legge n. 64 del 2017, nonché al passaggio dalla circolare applicativa 13 alla nuova circolare 3, che ha determinato ritardi sia nell’erogazione dei contributi agli enti gestori che nell’assegnazione del personale insegnante all’estero. Pertanto si sottolinea l’importanza di preservare la dotazione di 14,3 milioni già prevista per l’anno 2022 anche per gli anni 2023 e 2024, allo scopo di non aggiungere un’improvvisa e difficilmente assorbibile flessione di risorse agli elementi di incertezza derivanti dalla transizione normativa e da quella organizzativa. A tale scopo raccomanda di reintegrare la dotazione del cap. 3153 di 1,9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, al fine di stabilizzare i livelli di intervento consolidati negli ultimi anni. La relatrice evidenzia altresì come , a seguito di un emendamento approvato dal Senato, siano stati opportunamente rifinanziati alcuni interventi a favore degli esuli della ex Jugoslavia e della minoranza italiana in Slovenia, Montenegro e Croazia. Sarà pertanto possibile continuare a tutelare le tradizioni storiche, culturali e linguistiche italiane delle comunità istriane, fiumane e dalmate residenti in Italia, con riferimento agli usi, ai costumi ed alle espressioni artistiche, letterarie e musicali che ne costituiscono il patrimonio culturale popolare ed il legame storico con le terre di origine. Infine, per quanto attiene all’organizzazione del Maeci, la relatrice ricorda che il Dicastero è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato, per l’anno 2022, nell’ambito della vigente dotazione organica, fino a 44 funzionari direttivi appartenenti all’area della promozione culturale, III area funzionale, posizione economica F1, mediante lo scorrimento delle graduatorie di concorsi vigenti alla data del 1° ottobre 2021 ovvero all’indizione di nuovi concorsi. È altresì incrementata fino a 15 unità (da 185 a 200 nel 2023) il contingente dei ministri plenipotenziari previsto dalla pianta organica del personale del Maeci. E’ inoltre prevista una spesa di 600 mila euro per l’anno 2022 per il sostegno della rete dei consoli onorari all’estero che svolgono importanti funzioni di servizio e di assistenza alle comunità italiane presenti all’estero a vario titolo, spesso in località distanti dalle sedi consolari ‘di carriera’. Dalla relatrice viene poi richiamata l’attenzione sulla persistente condizioni di disagio economico-sociale di importanti fasce di connazionali particolarmente colpiti dalla crisi conseguente agli effetti della pandemia sulle economie e sulle società di molti Paesi, dove sono insediate consistenti comunità di connazionali. Al riguardo, ricorda che la dotazione per gli interventi di sostegno alle persone e alle piccole aziende gestite da italiani, accresciuta da 4 a 6 milioni nel recente passato, è tornata sui livelli iniziali, senza tenere conto del persistere della crisi pandemica e del persistere delle sue conseguenze di ordine sociale. Pertanto, auspica quanto meno l’integrazione di 2 milioni dei fondi da mettere a disposizione dei consolati a questo scopo. Si segnala inoltre la disposizione che estende ai docenti e ricercatori rientrati in Italia prima del 2020 la possibilità di optare per l’applicazione delle agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli. In conclusione dalla relatrice viene proposto che la Commissione Esteri deliberi di riferire favorevolmente sul provvedimento in titolo, relativamente alle parti di competenza. Fra i vari interventi segnaliamo quello della deputata Silvana Snider (Lega) che ha sottoposto alla relatrice l’opportunità di integrare la proposta di relazione della Commissione con un riferimento alla tassazione dei redditi dei lavoratori italiani transfrontalieri tra Italia e Svizzera, evidenziando la necessità di risolvere definitivamente la disparità di trattamento fiscale tra chi percepisce la propria pensione da transfrontaliero in qualunque forma erogata su un conto corrente italiano o su un conto corrente svizzero: ricorda, infatti, che la legge italiana prevede l’imposizione fiscale al cittadino in base ad un reddito e non in base al mero luogo di produzione dello stesso. La proposta di Snider è stata accolta dalla relatrice. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform