direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il segretario generale del Cgie Michele Schiavone fa il punto sui lavori dell’Assemblea Plenaria

CGIE

Fra gli argomenti trattatati la riforma della rappresentanza, la riorganizzazione della rete consolare e la difficile  situazione degli italiani in Venezuela

“Questi cinque giorni hanno evidenziato la volontà di ripresa e di rimettere in corsa tutta la macchina del Cgie…Il nuovo Consiglio generale dovrà avere strumenti, forme e metodologie volte a favorire la comunicazione con il mondo delle comunità italiane all’estero”

 

ROMA – Al termine dei lavori dell’Assemblea Plenaria il segretario generale del Cgie Michele Schiavone ha incontrato la stampa per fare il punto sulle tematiche affrontate nel corso di questi cinque giorni di intensa attività.  

“Questa settimana di lavoro del Cgie – ha esordito Schiavone – ha fatto emergere la grande volontà di protagonismo dei consiglieri di prima nomina e di quelli che hanno alle spalle altre legislature. Quest’ultimi si sono messi a disposizione dei consiglieri neo eletti per dare consigli e soprattutto per fornire informazioni utili rispetto alle modalità di lavoro che d’abitudine questo Consiglio porta avanti. Ma a mio giudizio la cosa importante è che si è evidenziata questa volontà di ripresa e di rimettere in corsa tutta la macchina del Cgie che per tantissimo tempo è rimasto bloccato per ragioni di carattere legislativo e amministrative”.

Il nuovo segretario generale è poi entrato nel merito delle tematiche affrontate dall’Assemblea “Il primo impegno che ci siamo dati – ha spiegato Schiavone – è l’elaborazione di una proposta di riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero da consegnare al Governo entro il mese di giugno e questo perché al Senato l’Esecutivo ha accolto un Ordine del Giorno che lo impegna ad elaborare entro questo termine una riforma per i Comites e il Cgie. Quindi la   Commissione del Cgie “Diritti civili e partecipazione”  è chiamata già nell’immediato a lavorare ad una proposta di riforma che in ogni modo dovrà essere di per se duale in quanto non conoscendo il risultato del prossimo referendum di ottobre sulla riforma costituzionale, dovremo elaborare due proposte: una nel caso in cui il referendum confermasse la riforma approvato dal Parlamento, allora adegueremo la nostra proposta in quella direzione,  diversamente, se tutto rimanesse immutato rispetto all’attuale assetto istituzionale,  dovremmo intervenire in modo diverso. In ogni caso – ha precisato Schiavone – bisognerà  apportare grandissimi miglioramenti, soprattutto per dare a questo Cgie strumenti, forme e metodologie nuove volte, non solo di abbattere i costi, visto che l’attuale dotazione finanziaria è ridotta, ma anche a favorire la comunicazione fra i consiglieri e tra noi e il mondo in quanto oggi le comunità italiane che vivono all’estero hanno bisogno di alimentarsi di informazioni continue. Sono convinto che saremo in grado di realizzare tutto questo perché fra i consiglieri vi sono diverse potenzialità, professionalità e soprattutto la volontà di rispondere a questo tipo di necessità. Ad esempio – ha aggiunto Schiavone – la Commissione “Informazione e Comunicazione” si è posta come obiettivo, la realizzazione di una newsletter e un utilizzo del sito del Cgie volto a favorire una comunicazione interattiva con le comunità all’estero”.

Schiavone si è poi soffermato sulla questione della riorganizzazione della rete consolare “Su questo punto – ha affermato il segretario generale  – dobbiamo cercare, con il concorso dei Parlamentari, di elaborare delle proposte integrative e alternative rispetto alle modalità con cui sono state eliminate alcune sedi consolari, valutando anche gli effetti di queste chiusure. Proposte che in alcune aree geografiche possono essere rappresentate dall’utilizzo dei consoli onorari oppure, in altri luoghi,  dei corrispondenti consolari. In questo contesto – ha aggiunto Schiavone – non bisogna poi dimenticare il ruolo svolto dai patronati che già portano avanti un lavoro impegnativo e serio per quanto riguarda l’assistenza e la previdenza, ma che potrebbero espletare anche altri compiti di carattere amministrativo, purché però ciò avvenga in maniera controllata e monitorata,  ponendo dei paletti entro i quali tali attività devono mantenersi”.

Il segretario generale ha anche parlato della necessità di convocare un’Assemblea straordinaria del Cgie. “In questo senso- ha ricordato Schiavone – noi abbiamo approvato un Ordine del Giorno che non è stato presentato per caso. Vi è infatti il bisogno di far avere al Governo e al Parlamento le nostre proposte sulla riforma della rappresentanza degli italiani all’estero e questo non può avvenire attraverso internet o video conferenza, ma abbiamo la necessità di rivederci fisicamente. Le necessità delle comunità sono infatti diverse, multiple e plurali e su questa questione è dunque opportuno richiamare tutti i consiglieri fornendo loro la necessaria documentazione affinché la loro presenza a Roma sia seriamente produttiva. Lavoreremo solo sul testo della  riforma e avremo modo di incontrare i gruppi parlamentari, i rappresentanti del Governo al fine di specificare a voce quali siano le esigenze espresse dalla nostra proposta di riforma”. Per quanto poi riguarda la questione della copertura finanziaria aggiuntiva per la realizzazione dell’Assemblea straordinaria Schiavone ha rilevato come questo aspetto  delle risorse, nonostante il positivo interessamento dei parlamentari, non possa essere dato per scontato. “Quando vi sono questioni di questo tipo che toccano le finanze dello Stato – ha precisato il segretario generale – tutto diventa difficile, però bastano alcune decine di migliaia di euro per convocare tutti i consiglieri per un’altra Plenaria e io auspico che questo possa avvenire”.

Schiavone ha infine affrontato la drammatica situazione dei nostri connazionali in Venezuela. “La situazione degli italiani che vivono Venezuela – ha ricordato il segretario generale – è davvero difficile e di vera emergenza. E’un paese nel quale oggi si vive la povertà. Vi sono situazioni di disagio sociale diffuse e purtroppo gli italiani presenti in Venezuela sono numerosi. E’ giusto che un Paese responsabile come l’Italia intervenga. Noi anche come Cgie proveremo a mettere in piedi delle iniziative  per la raccolta di medicine e altri beni di necessità. Vivendo all’estero non potremo però utilizzare per queste azioni di solidarietà i canali tradizionali volti alla raccolta di fondi, come ad esempio i numeri verdi che in Italia sono molto usati. Al fine di realizzare queste iniziative – ha concluso Schiavone – dobbiamo dunque cercare di darci dei canali nuovi, anche attraverso l’utilizzo dei nostri mezzi di informazione, perché il Venezuela è un Paese del Sud America che sta vivendo una difficile crisi sociale e politica”. (G.M./Inform)

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