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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il rilancio dell’Italia nel mondo, ultima sessione dei lavori del convegno “Il Pd per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”

ITALIANI ALL’ESTERO

La due giorni conclusa dall’intervento di Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa e dell’ufficio di presidenza del Pd alla Camera: “All’estero è tornato l’orgoglio di essere italiani, ma è cambiata anche la percezione che gli italiani in Italia hanno dei connazionali all’estero: un’immagine positiva, di risorsa da valorizzare nell’interesse del Paese”

 

ROMA – Si è concluso con una riflessione sul “rilancio dell’Italia nel mondo” il convegno “Il Pd per gli italiani all’estero. Una legislatura feconda”, riflessione sulle politiche per gli italiani nel mondo messo in campo in questi ultimi anni e sul profilo attuale delle collettività presenti all’estero.

Tra gli interventi quello di Andrea Lanzi, segretario del Pd Brasile, che si è soffermato sulla difficile situazione politica e sociale attraversata dal Paese sudamericano ed ha proposto l’organizzazione di un seminario in loco con gli altri partiti della sinistra brasiliana. Ha poi sottolineato come al momento si sia ancora in attesa della parte delle percezioni consolari destinate ad un reinvestimento nei servizi, reinvestimento che deve essere più rapido – sostiene – se il proposito di aumentarlo ulteriormente vuole essere credibile, e sollecitato il partito ad avviare da subito azioni in vista della imminente campagna elettorale.

Sull’importanza dell’internazionalizzazione si è soffermato Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, che ha rilevato come gli indicatori economici relativi ad esportazioni, importazioni ed investimenti in Italia e verso l’estero siano notevolmente migliorati negli ultimi anni e quantificato in “1 milione di persone coloro che lavorano per imprese sussidiarie italiane all’estero e portano il nostro modo di fare produzione e impresa in tutto il mondo”. Una rete che le Ccie, parte integrate del tessuto sociale delle collettività all’estero, si propongono di valorizzare ulteriormente per rafforzare il brand Italia nel mondo. Su alcune iniziative messe in campo dalla Regione Marche per l’internazionalizzazione si è soffermata Frida Paolella, mentre Lanfranco Fanti, segretario della Federazione Pd Belgio, ha richiamato l’importanza e l’impegno dei circoli attivi all’estero di tenere insieme la diverse generazioni di emigrati e sollecitato l’organizzazione di un incontro annuale tra dirigenti del Pd – in Italia e all’estero – cui partecipino anche i Comites e il Cgie per “un confronto e un aggiornamento” sulle politiche rivolte agli italiani nel mondo. Luigi Papais dell’Unione cristiana enti migranti italiani (Ucemi) ha accennato alla sfida dell’associazionismo di intercettare le nuove migrazioni, mostrando di ritenere importante anche il dialogo con i partiti, per dar seguito alle istanze emerse nel mondo associativo e della società civile. Papais ha ricordato poi l’importanza della stampa italiana d’emigrazione, che deve essere supportata e valutata in maniera diversa dalla grande stampa nazionale e, a proposito delle recenti norme sull’editoria, ha segnalato come sia necessario ripristinare la Commissione per la valutazione dei contributi a questo tipo di testate e rivedere il sostegno ai siti internet. Sollecitati anche interventi di orientamento da parte delle Regioni per i giovani italiani che si preparano ad emigrare. Sulle problematicità dell’associazionismo italiano all’estero si è soffermato anche Daniele Marconcini, dell’associazione Mantovani nel mondo e Filitalia International, che ha rilevato come l’assenza di una definizione legislativa o di un coordinamento di interventi a livello nazionale abbia determinato nel corso degli ultimi anni una sorta di “desertificazione dell’associazionismo italiano all’estero”, messo in difficoltà anche dalla mancata convocazione o abolizione delle Consulte regionali dell’emigrazione. Tra le criticità segnalate anche le difficoltà di giovani italiani che possono anche fallire il loro percorso di emigrazione e rientrano in Italia, la necessità di rivedere l’attuale normativa sulla cittadinanza italiana, le esigenze delle nuove migrazioni in fatto di servizi e nuovi modelli associativi.

Infine, Francesco Cerasani, co-portavoce dei circoli Pd in Europa, ha segnalato come non possa esistere “una contrapposizione tra eletti e partito stesso, né tantomeno una contrapposizione generazionale e per questo dobbiamo lavorare”. Anche da parte sua la richiesta di procedere poi con una riorganizzazione del partito all’estero, tenendo presente le diversità di collettività e territori. Angelo Luongo, della Uil Scuola – Dipartimento Estero, è tornato sulla riforma della Buona Scuola, segnalando come sia necessario “potenziare la scuola italiana all’estero come vetrina del nostro paese” e intervenire su snodi centrali come la formazione degli insegnanti.

Affidate a Laura Garavini, deputata eletta nella ripartizione Europa e nell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera, le conclusioni della giornata, che ha auspicato essere “una spinta in più in vista delle settimane che ci aspettano”, riferendosi agli ultimi e pesanti ostacoli di questa fine di legislatura, in primo luogo l’approvazione delle legge di stabilità e la riforma elettorale. Garavini ha richiamato gli importanti risultati “che siamo riusciti a portare a casa” con i governi a guida Pd, come “50 insegnanti in più da inviare l’anno prossimo nelle 8 scuole italiane presenti all’estero”; il ripristino delle risorse decurtate a lingua e cultura italiana; l’istituzione del fondo cultura – “erano decenni – sottolinea Garavini – che non avevamo soldi aggiuntivi per la promozione di lingua e cultura italiana all’estero”; il riconoscimento dell’importanza degli enti gestori ribadito nei decreti attuativi della Buona scuola; più risorse per la Società Dante Alighieri e per i corsi di lingua italiana integrati nelle scuole paritarie all’estero; l’estensione delle detrazioni fiscali per i carichi di famiglia anche ai connazionali residenti all’estero; processi per la semplificazione burocratica e amministrativa come l’adozione dello Spid, che verrà progressivamente esteso anche all’estero. Tra gli interventi citati anche il sostegno alle pensioni, alla rete consolare, all’internazionalizzazione, la revisione di Ice ed Enit, l’estensione del voto per corrispondenza ai temporaneamente all’estero, le misure per incoraggiare il rientro dei ricercatori, una rinnovata attenzione a Comites e Cgie e alla convenzione tra Maeci e patronati. “Quando in Aula e nelle Commissioni si discutono provvedimenti che riguardano i connazionali noi del Pd ci siamo; a differenza di altri, noi siamo quelli che fanno le cose e grazie ai nostri governi il Paese non considera più gli italiani all’estero come una riserva indiana, ma come una straordinaria risorsa e gli interventi fatti in questi anni dimostrano questo cambio di paradigma – afferma Garavini. “Chi vive all’estero oggi – prosegue – non si vergogna più del nostro Paese, è tornato l’orgoglio di essere italiani e, altro grande risultato, è cambiata la percezione stessa che gli italiani in Italia hanno dei connazionali all’estero; si tratta ora di un’immagine positiva, della loro considerazione quale risorsa da valorizzare nell’interesse del Paese”. Per Garavini, occorre dunque continuare su questa scia, migliorando e potenziando i provvedimenti adottati e coltivando l’orgoglio per il lavoro compiuto. (Viviana Pansa – Inform)

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