ITALIANI ALL’ESTERO
MADRID – Fra le varie sessioni della Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie, che ha avuto luogo a Madrid, segnaliamo quella dedicata alla presenza imprenditoriale italiana e ai rapporti commerciali tra Italia e Spagna. Il dibattito si è aperto con l’intervento del Capo dell’Ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Spagna Chiara Saulle. “La Spagna si sta distinguendo da tutti gli altri Paesi in ambito Europeo perché sta vivendo un periodo di crescita economica abbastanza sostenuta e solida da alcuni anni”, ha esordito Saulle ricordando che Italia e Spagna sono due dei principali paesi europei con economia manufatturiera. “I rapporti commerciali tra Italia e Spagna – ha proseguito il Capo dell’Ufficio economico – sono sempre stati molto sviluppati. E soprattutto negli ultimi anni stanno conoscendo un periodo di forte rivitalizzazione. Un trend positivo che continua a crescere. Sono oltre 2000 le aziende italiane che operano o hanno rapporti commerciali con la Spagna…. L’interscambio commerciale fra i due Paesi nel 2025 – ha aggiunto – si è attestato intorno ai 70 miliardi, un cifra sicuramente importante. Il tasso delle esportazioni italiane è cresciuto oltre l’11% . In crescita anche gli investimenti italiani in Spagna che si sono attestati intorno ai 48 miliardi”. “La crescita in Spagna – ha poi rilevato Saulle – nel 2025 è stata del 2, 9%, superiore alla quella della media europea. Un aumento legato alla crescita della domanda interna, mentre le esportazioni sono in calo”. Dopo aver sottolineato che la Spagna si presenta come un Pese competitivo che ha comunque bisogno di sostanziali riforme strutturali, Saulle ha aggiunto: “E’ importante rilevare come la comunità italiana in Spagna sia una delle più numerose e dinamiche in Europa. Molti imprenditori, manager ricercatori e giovani qualificati contribuiscono ogni giorno allo sviluppo delle relazioni economiche. La parte dello scambio umano si riflette ed ha un impatto positivo sulla parte economica”. “Madrid e Barcellona – ha infine rilevato – rappresentano poi le aree principali degli investimenti italiani, ma si sta osservando anche una crescente diversificazione geografica delle risorse impegnate”. Ha poi preso la parola il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Madrid Marco Pizzi, che ha ribadito come la Spagna sia il Paese che cresce di più nell’Unione Europea. Dopo aver evidenziato che le economie italiane e spagnole sono complementari, Pizzi ha segnalato come nel 2025 gli vi siano stati in Spagna investimenti diretti dell’Italia per 48 miliari, mentre gli spagnoli hanno investito in Italia 17 miliardi. “Il fenomeno della mobilità italiana verso la Spagna legata al programma Erasmus ha poi affermato Pizzi – non può essere raccontata soltanto come dei ragazzi che vanno a fare sei mesi di esperienza scolastica nell’altro Paese. Stiamo invece parlando di un vero e proprio fenomeno di osmosi accademico culturale, perché dal 2024 gli studenti italiani che hanno studiato in Spagna sono stati oltre 260.000 e nello stesso periodo gli spagnoli che hanno studiato in Italia sono stati 223.000. Per cui i nostri due Paesi godono di una piattaforma di giovani manager, imprenditori, impiegati che hanno perfetta conoscenza o buona conoscenza dei due Paesi e dei due sistemi accademici”. Una realtà che, per Pizzi, favorendo la conoscenza reciproca dei territori, rende più agevole l’internazionalizzazione delle piccole imprese dell’Italia verso la Spagna e viceversa. Dopo aver evidenziato che “Il numero degli italiani residenti in Spagna sta raggiungendo livelli di grandissimo interesse”, Pizzi ha segnalato come solo nel 2025 la Camera di Commercio Italia a Madrid abbia accompagnato in spagna quasi 700 studenti tra Erasmus e Erasmus Plus. A seguire è intervenuto il Direttore dell’Ufficio ICE-Agenzia di Madrid Giovanni Bifulco che ha ricordato come nella classifica mondiale delle economie l’Italia occupi l’ottavo posto contro il dodicesimo della Spagna. Un Paese, quest’ultimo, che ha nel turismo, con 100 milioni di visitatori, un importante elemento di crescita. Bifulco ha anche segnalato come nell’economia della Spagna i servizi occupino un posto preminente (75%), seguiti dall’industria e dalle costruzioni. Importanti risultati sono stati raggiunti in Spagna nei settori della moda e dell’automobile, dove si registrano importanti investimenti stranieri, e delle energie rinnovabili. “Il mercato spagnolo ha un impatto molto importante per il nostro Paese. La Spagna rappresenta un partener strategico imprescindibile”, – ha poi riferito Bifulco segnalando come l’ufficio ICE abbia organizzato 54 iniziative nel 2025 e abbia in programma circa 60 iniziative nel 2026. “Il rapporto tra Italia e Spagna – ha affermato il Presidente per la Camera di Commercio Italiana a Barcellona Igor Garzesi – non è solo una relazione economica importante, ma rappresenta un legame naturale costruito nel tempo con fiducia, vicinanza culturale e una forte complementarietà fra i nostri servizi produttivi. I numeri lo confermano: nel 2024 l’interscambio a tutti i livelli è stato di 68 miliardi e nel 2025 abbiamo superato i 70 miliardi.. Italia e Spagna – ha aggiunto- non sono partener occasionali, ma mercati centrali uno per l’altro, economie diverse ma complementari ”. Garzesi ha poi sottolineato come la Spagna rappresenti un mercato interessante per le imprese, sia per la presenza di 48 milioni di abitanti, sia per la sua collocazione strategica che ne fa un trampolino di lancio verso i mercati del Nord Africa, del Medioriente e dell’America Latina, cioè nuove aree di sviluppo. Garzesi ha anche parlato dell’importanza di creare un modello euromediterraneo di sviluppo in cui la Camera di Commercio rappresenta un ponte tra Italia e Spagna che rende più semplice l’acceso ai mercati “Tra Italia e Spagna – ha concluso Garzesi – esiste già una relazione forte matura e solida, ma proprio per questo oggi abbiamo la possibilità di fare un passo in più per trasformare questa vicinanza in nuovi progetti, collaborazioni e nuove opportunità di crescita, grazie soprattutto all’ecosistema consolidato formato dalle Istituzioni, come le ambasciate e i consolati, dall’ICE e dalle due Camere presenti in Spagna, quella di Barcellona e Madrid, che insieme collaborano tutti i giorni a beneficio della aziende”. Da segnalare infine le parole del Presidente della Commissione tematica Promozione sistema Paese all’estero e Made in Italy del Cgie Massimo Romagnoli. “Il sistema Italia – Spagna – ha evidenziato Romagnoli – non parte da zero, ma poggia sul lavoro costante e qualificato portato avanti da donne e uomini che conoscono il territorio, accompagnano le imprese promuovono il Made in Italy e rappresentano il nostro Paese con competenza e passione”. “Io vorrei attrarre l’attenzione- ha proseguito il Presidente della V Commissione – sul ruolo della comunità italiana in Spagna come parte attiva della crescita del Made in Italy in questo Paese. Noi spesso parliamo di italiani all’estero come destinatari di servizi, passaporti, pratiche consolari, assistenza e rappresentanza. Una cosa giusta e necessaria, ma dobbiamo anche fare un passo in avanti. Gli italiani all’estero non sono solo cittadini da assistere, ma anche una straordinaria infrastruttura umana, culturale, relazionale ed economica del nostro Paese. L’Italia deve capire che noi italiani all’estero siamo una vera opportunità per il nostro Paese”. “In Spagna – ha poi rilevato Romagnoli – vivono più di 300.000 italiani iscritti all’Aire. A questi bisogna aggiunge una presenza dinamica di italiani temporanei: studenti, imprenditori, famiglie miste e una componente molto importante di origine italo argentina. Una comunità quindi non solo numericamente importante , ma strategica, perché ogni italiano residente in Spagna è consapevolmente o inconsapevolmente un ambasciatore del Made in Italy”. “Il Made in Italy quindi – ha continuato il Presidente – non si difende solo nelle sedi fieristiche o nei grandi accordi commerciali, ma nella vita di tutti giorni della nostra comunità, considerando la collettività italiana in Spagna non solo come una comunità residente, ma come una protagonista del Made in Italy e un’opportunità per le impresse italiane che vendono in Spagna”. Partendo da questa riflessione Romagnoli ha auspicato una nuova alleanza fra istituzioni, imprese, comunità italiane e Comites per promuovere e difendere il Made in Italy. (G.M.- Inform)