direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Progetto Pilota neolaureati si afferma in Germania

FORMAZIONE

Iniziato fra molte incertezze nel 2014, il Progetto Pilota neolaureati promosso dal ministero degli Esteri italiano ha concluso in questi giorni la quarta annualità con successo.

Il progetto consiste di affiancare giovani laureati in didattica dell’insegnamento dell’italiano a figli di italiani all’estero in età scolare e a loro coetanei della scuola soprattutto primaria tedesca.

Le sperimentazioni sono iniziate a Dortmund, Saarbrücken, Friburgo, Norimberga e Stoccarda presso diversi enti gestori.  Solo nelle annualità 2015/16 e 17 il progetto ha acquistato corpo ed identità.

A beneficiarne è l’Istituto IAL-CISL Germania che ha fermamente creduto in questa grande opportunità di affiancare 4 giovani leve ad insegnanti di lunga esperienza operanti in corsi di lingua e cultura italiana, prima ad Amburgo/Brema, Magonza, Stoccarda ed Augusta.

Si è trattato di produrre unità didattiche di apprendimento per livello elementare e medio e di sperimentarle in co-docenza nei corsi apportando poi necessarie modifiche.

Sono state prodotte oltre 500 schede, messe poi a disposizione di tutti i docenti dell’ente.

Nel periodo marzo – dicembre 2017 tre nuove “progettiste” hanno potuto approfondire la sperimentazione in 12 corsi pilota: 4 a Mannheim/Heidelberg con Elisa Aguiari, 4 a Karlsruhe/Pforzheim/Calw con Claudia Arzilli e 4 ad Augsburg con Valentina Candidi.

Con i docenti titolari dei corsi e con le tutor le tre intraprendenti giovani laureate delle Università per Stranieri di Roma Tre e Siena hanno potuto mettere a fuoco le nuove tecniche d’insegnamento molto gradite e apprezzate dai giovanissimi discenti.

In qualità di insegnante “tutor” di Augsburg, rispetto al progetto MAECI del 2015/2016, ho riscontrato alcune sostanziali differenze, e precisamente:

  1. Individuazione di corsi pilota: sono stati individuati, tra tutti quelli del circondario, 4  corsi in cui iniziare la sperimentazione delle unità didattiche. La definizione di tali corsi si è rivelata efficace, in quanto ha permesso a Valentina, sotto la supervisione di noi insegnanti, di applicare personalmente quanto da lei stessa progettato e di osservare direttamente sul campo gli esiti della sperimentazione.
  2. Individuazione della figura e del ruolo di Tutor: tale figura è stata importante per  fornire alla neo neolaureata Valentina un punto di riferimento non solo formale,  a cui rivolgersi in caso di dubbi, chiarimenti, domande, ma anche solo semplicemente per un consiglio sulla vita pratica in una città e in un Paese per lei del tutto nuovi.
  3. Modulazione delle unità didattiche secondo i livelli di difficoltà presenti all’interno delle classi: ogni unità è stata strutturata in modo da rispondere alle esigenze di una pluriclasse, ossia di una classe eterogenea sia dal punto di vista anagrafico che linguistico. Ciò ha consentito di poter svolgere in un’unica lezione lo stesso argomento, elaborato appositamente sulla base dei livelli di conoscenza e di età che si avevano davanti.

Senza soffermarmi sulle singole unità didattiche, vorrei parlare brevemente di come queste siano state recepite dai discenti, abituati fino ad ora a lavorare per lo più sui libri di testo e sulle fotocopie portate in classe dell’insegnante. All’inizio per gli alunni non è stato semplice abituarsi al nuovo modus operandi. In ogni caso, hanno dimostrato di sapervisi adeguare rapidamente, grazie soprattutto alla guida di Valentina, che ha somministrato le unità sapientemente, prestando particolare attenzione alle esigenze degli alunni e strutturando la lezione senza mai sottrarre tempo ad attività ludiche ed interattive. Le criticità riscontrate in termini, a volte, di carenza nelle unità di schede grammaticali, sono state supplite dai libri di testo, che, a mio avviso, non possono essere interamente soppiantati dalle unità didattiche. Al contrario, il compito delle  unita è quello di integrare in maniera coerente i testi messi a disposizione, arricchendo il materiale didattico in termini di contenuti (singole tematiche affrontate in modo più ampio) e di lessico. Servono quindi anche come rinforzo, offrendo agli alunni un’ottima motivazione per ripetere le nozioni grammaticali già studiate sul libro.

Per concludere, le unità che stiamo applicando, ad avviso mio e dei colleghi del circondario di Augsburg, rappresentano anche uno spunto per noi insegnanti per ulteriori attività che ci possano venire in mente mentre le sperimentiamo in aula. Per cui riteniamo che il bel lavoro fatto dalle neolaureate del Progetto Pilota debba essere fonte di stimolo per noi docenti a non sederci sugli allori, ma ad andare avanti con l’aggiornamento e con lo studio, in modo da continuare a fare dei nostri corsi di lingua e cultura un fiore all’occhiello della comunità. (Luana Serraino  – Inform)

*Insegnante tutor

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