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Il Presidente Mattarella a Trento per il conferimento della Laurea a titolo d’onore ad Antonio Megalizzi

QUIRINALE

Nell’attività giornalistica di Antonio Megalizzi molto spazio per l’Unione Europea, per la pace e i diritti. È morto a Strasburgo, luogo simbolo della pace europea, luogo conteso per secoli, che è diventato, come sede del Parlamento europeo, il simbolo della pacificazione

TRENTO – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto, a Trento, alla cerimonia di conferimento della laurea magistrale a titolo d’onore in European and International Studies ad Antonio Megalizzi che si è tenuta a palazzo Prodi, sede della Scuola di Studi Internazionali. La cerimonia si è aperta con l’Inno nazionale, il benvenuto del Rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian e l’intervento del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. Andrea Fracasso, Prorettore alla programmazione e risorse, che nel 2018 ricopriva l’incarico di direttore della Scuola di Studi internazionali dell’Ateneo, ha pronunciato la laudatio in memoria di Antonio Megalizzi a cui ha fatto seguito la lettura della motivazione da parte dell’attuale direttore della Scuola, Stefano Schiavo. Quindi il Rettore ha consegnato la laurea magistrale in European and International Studies a titolo d’onore ai familiari di Antonio Megalizzi. Dopo l’intervento della Presidente della Fondazione Megalizzi, Luana Moresco, ha preso la parola il Presidente Mattarella.

“Desidero esprimere pubblicamente il saluto e la vicinanza ai genitori, alla sorella, alla fidanzata di Antonio Megalizzi. Un saluto al Presidente del Parlamento europeo. È di grande importanza che sia qui quest’oggi e abbia pronunziato le parole che poc’anzi abbiamo ascoltato, essendo la morte di Antonio Megalizzi legata strettamente a quella sessione del Parlamento europeo a Strasburgo. Un saluto al Giudice della Corte Costituzionale, al Presidente della Regione, al Sindaco, al Corpo docente, agli studenti, ai colleghi di ieri e di oggi di Antonio Megalizzi.

È di grande significato che l’Ateneo – e vorrei rinnovare il mio apprezzamento al Rettore e ai docenti – abbia deciso di realizzare, di attuare questo conferimento. È la dimostrazione di una grande sensibilità che ha veramente grande valore civile e morale. Come hanno grande valore civile e morale gli impegni degli amici di Antonio Megalizzi che ne continuano l’impegno e ne coltivano le idee e le sviluppano. Così come è di grande significato ed è commovente che le persone che gli sono state più vicino e che gli hanno voluto bene in maniera intensa e particolare abbiano animato la Fondazione che reca il suo nome, ne sviluppino l’attività e la svolgano con tanto impegno.

Abbiamo ascoltato diverse considerazioni di grande importanza questa mattina. Ne raccolgo una soltanto, quella che poc’anzi abbiamo ascoltato sul ‘perché’ sovente avanzato da Antonio Megalizzi. Non era semplice curiosità. Era il desiderio, l’attitudine, il progetto di comprendere e di far comprendere, la consapevolezza dell’importanza dello spirito critico, del confronto di opinioni, non limitandosi appunto a comprendere, ma aiutando gli altri a comprendere anche essi. E questa attitudine era particolarmente riversata nei confronti dell’integrazione europea, di questo grande, storico processo che è in corso e che sta realizzando in Europa una condizione unica al mondo di pace, di collaborazione, di tutela dei diritti della democrazia che è la base, è l’anima dell’Unione Europea.

Abbiamo ascoltato come negli studi, nelle espressioni, nell’attività giornalistica di Antonio Megalizzi ci fosse molto spazio, appunto, per l’Unione Europea, ma vi fosse anche per la pace e i diritti. Questo è quello che ne ha contrassegnato il messaggio che ci ha lasciato e che stiamo raccogliendo quest’oggi. È morto a Strasburgo, luogo simbolo della pace europea, luogo conteso per secoli, che è diventato, come sede del Parlamento europeo, il simbolo della pacificazione per aver trasformato le contrapposizioni in impegno comune e in futuro posto in comune.

Questo è ciò che affascinava Antonio Megalizzi ed è quello che mandava continuamente come messaggio e che questa mattina stiamo raccogliendo. Ancora una volta esprimo all’Ateneo l’apprezzamento e i complimenti per questa iniziativa. Grazie per questa mattinata”. (Inform)

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