QUIRINALE
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
TORINO – “È la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan “Biodiversity – Be diversity”, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito con successo ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali. È davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra Repubblica”. Sono le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenuto al Teatro Regio di Torino alla cerimonia di inaugurazione di “Terra Madre e Salone del gusto” 2026, in occasione del 40° anniversario della nascita di Slow Food.
La biodiversità, ha detto Mattarella, è “il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella. La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni. Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi. La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come ‘la chiave della nostra sopravvivenza’. È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali”. “La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore”, ha avvertito il Capo dello Stato. La biodiversità è anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono” ha continuato Mattarella, sottolineando che “il contributo di Carlin Petrini, è stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioè delle differenze, facendoci conoscere persone e realtà lontane”. “Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica – ha detto Mattarella – Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili. Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente”. Il Capo dello Stato ha rimarcato che “anche su questo terreno incontriamo Petrini, in consonanza con la Laudato Si’” di Papa Francesco e che “il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro”. Per questo “siamo chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli”. “Come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legate fra loro parlando di alimentazione. Come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone. Ecco perché alla terra occorre voler bene. È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi”.
“Grazie alle reti che avete costruito – sotto la guida di Carlin Petrini – con produttori, università, associazioni della società civile, oggi la cultura del cibo è divenuta consapevolezza diffusa e spinta a una migliore qualità della vita. È ragione di lavoro per tante persone e per tanti giovani”. “L’agricoltura è comparto chiave e va sviluppata e difesa. Ne va del futuro del genere umano” ha detto Mattarella , che ha citato l’art. 9 della Costituzione: la Repubblica tutela ‘l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni’. (Inform)