direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente di Sicilia Mondo sul mancato accoglimento degli emendamenti per ridare la cittadinanza agli italiani che la hanno perduta

ASSOCIAZIONI

Mimmo Azzia: Certamente la politica corrente è ingenerosa nei confronti degli italiani che vivono all’estero

 

CATANIA – E’ in discussione nell’aula della Camera dei deputati il disegno di legge sulla cittadinanza italiana ai minori figli di stranieri nati in Italia o che hanno frequentato cicli di studi completi, con gli aggiustamenti portati dagli emendamenti pervenuti negli ultimi anni. Ma il testo non comprende l’estensione della cittadinanza agli italiani che la hanno perduta recandosi all’estero per ragioni di lavoro e la Commissione Affari Costituzionali non ha accolto gli emendamenti proposti al riguardo dai deputati eletti ella circoscrizione Estero.

“Una doccia fredda per tutti – scrive il presidente di Sicilia Mondo Mimmo Azzia -. Si attendeva  una soluzione positiva a istanze che si trascinano da 15 anni, con le promesse non mantenute di ben cinque Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Le speranze erano forti per la presenza di un Governo rinnovatore e di grande movimento che delle riforme fa la sua ragione politica. Ottimismo dovuto altresì ai segnali positivi di ripresa e di crescita del Paese che avrebbero potuto fugare ogni preoccupazione  sull’adozione della legge.

Sicilia Mondo è stata vicina ai deputati ed al loro difficile impegno parlamentare. A loro esprime apprezzamento e gratitudine.

Certamente un diverso sostegno mediatico da parte dell’associazionismo di emigrazione, delle rappresentanze istituzionali e del loro elettorato avrebbe dato ai deputati eletti all’estero più peso politico nello scenario parlamentare e partitico perennemente conflittuale.

Il rigetto degli emendamenti da parte della Commissione Affari Costituzionali ha formalizzato di fatto una nuova emarginazione, cioè quella degli italiani senza Italia.

Negare la cittadinanza al connazionale che la richiede avendola perduta non per colpa propria, significa colpirlo profondamente nei suoi affetti e nei suoi sentimenti, ferirlo nell’orgoglio ed in quell’amore alla appartenenza mai dismesso, amplificato dalla lontananza.

Non essere più cittadino italiano lo fa sentire doppiamente straniero nella società di insediamento.

Tutte ragioni umane ed etiche che non hanno avuto peso nella  Commissione parlamentare  nonostante la tradizionale cultura umanistica e di civiltà  del nostro Paese, che privilegia la centralità dell’uomo.

Certamente la politica corrente è ingenerosa nei confronti degli italiani che vivono all’estero. Diversamente da quello che avviene  nei partners e paesi avanzati in materia di cittadinanza. Per la civiltà occidentale, infatti – conclude Azzia -, negare la restituzione della cittadinanza del Paese dove è nato a chi la ha perduta, è considerata violazione del diritto della persona umana”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform