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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia  Codarin sulle dichiarazioni del presidente della Croazia Zoran Milanović in occasione delle celebrazioni della Giornata della Regione Istriana

ASSOCIAZIONI

TRIESTE – “È sicuramente apprezzabile che a Pisino lo scorso 25 settembre nell’ambito della Giornata della Regione Istriana il Presidente della Croazia Zoran Milanović abbia riconosciuto che al termine della Seconda Guerra Mondiale «migliaia di italiani» se ne siano andati”: così il presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia  Renzo Codarin in una nota in cui segnala come tale riconoscimento “potrebbe allineare la Croazia al momento di condivisione tra i Presidenti Mattarella e Pahor avvenuto alla Foiba di Basovizza lo scorso 13 luglio”, con “alcune precisazioni”.

“Gli esuli furono oltre 300.000, di ogni estrazione sociale e politica, antifascisti compresi, e rappresentavano il 90% della comunità italiana autoctona che viveva radicata da secoli in Istria, a Fiume e a Zara. Già nel 1910, consapevoli di questo radicamento e della sua crescente passione patriottica, le autorità austro-ungariche in occasione del censimento accorparono all’Istria isole quarnerine e località dell’entroterra abitate in maggioranza da slavofoni, onde alterare il riscontro numerico e ridimensionare le rivendicazioni italiane. Eppure l’Istria vera e propria, comprese la fascia dell’odierno litorale sloveno attorno a Capodistria e, entro gli attuali confini italiani, Muggia, restava nettamente a maggioranza italiana, anche senza contare i regnicoli stabilitisi nella regione per lavoro e che l’Austria aveva escluso dalle rilevazioni statistiche – scrive Codarin.

L’auspicio del Presidente dell’ANVGD è che alle dichiarazioni del Presidente croato seguano “azioni concrete”: “come l’Italia ha condannato i crimini fascisti e reso obbligatorio il bilinguismo nelle zone di confine in presenza di insediamenti storici di popolazioni non italiane”, allo stesso modo Codarin ritiene “doveroso che venga rispettato ed implementato il bilinguismo previsto dagli accordi bilaterali in ogni ambito della vita sociale e pubblica”, oltre che “introdurre l’obbligo di studiare l’italiano nelle scuole croate in Istria” e riconoscere i drammatici avvenimenti occorsi sul fronte orientale dal settembre del 1943 in poi, e che sfociarono nell’esodo giuliano-dalmata e nel dramma delle Foibe. (Inform)

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