FARNESINA
Mattarella: NATO e UE hanno rappresentato le leve solide ed efficaci grazie alle quali l’Italia ha potuto contribuire attivamente ai passaggi fondamentali che hanno caratterizzato la storia recente del nostro Continente
ROMA – La nostra politica estera, in questi decenni, si è ispirata alle scelte di libertà, che sono alla base dell’alleanza euroatlantica, e di solidarietà, proprie della costruzione europea. NATO e UE hanno rappresentato le leve solide ed efficaci grazie alle quali l’Italia ha potuto contribuire attivamente ai passaggi fondamentali che hanno caratterizzato la storia recente del nostro Continente, proiettando in un quadro più ampio i nostri interessi nazionali, testimoniando i valori della nostra cultura e sostenendo le nostre priorità, dalla libertà e dai diritti alla pace, dall’apertura dei mercati alla valorizzazione del contributo del nostro sistema produttivo, dal Mediterraneo alla stabilizzazione dei Balcani, alla partecipazione a grandi progetti in campo energetico e infrastrutturale. Basandosi su questa architettura la Repubblica italiana ha potuto contribuire all’affermarsi di un sistema di relazioni internazionali fondato sul multilateralismo e sul rispetto del principio di parità dello status di ogni Paese.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto alla XIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia dal titolo “La politica estera verso l’Orizzonte 2030. Tra continuità e cambiamento” che, fino al 26 luglio, riunirà alla Farnesina oltre cento Ambasciatori d’Italia nel mondo.
I lavori sono stati aperti dal saluto di Elisabetta Belloni, Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, cui ha fatto seguito l’intervento del Ministro Enzo Moavero Milanesi.
Nessuno può immaginare di mantenere o innalzare gli attuali livelli di democrazia, sicurezza e prosperità, e le connesse garanzie per i cittadini, se non nell’ambito di un sistema sovranazionale che, essendo fortemente interconnesso dal punto di vista finanziario, economico e della comunicazione, si dia delle regole comuni, ha affermato il capo dello Stato nel corso del suo intervento. Per quanto ci riguarda, la dimensione nella quale possiamo investire per ottenere questi indispensabili risultati è quella dell’Unione Europea, unica che può garantire ai nostri concittadini un livello di indipendenza e libertà quale abbiamo conosciuto dall’avvento della Repubblica.
L’unica che può consentire all’insieme dei Paesi dell’Unione, ai loro valori e alle loro economie un peso adeguato nella dimensione internazionale, sempre più caratterizzata e condizionata da soggetti di grandi dimensioni.
Allargando l’orizzonte a un contesto globale, il compito al quale siamo chiamati – come Paese inserito nel contesto europeo – è quello di contribuire a regolare tutti quegli ambiti, e sono sempre più numerosi, nei quali le normative nazionali perdono progressivamente di significato.
Penso, ad esempio – ha detto Mattarella -, al clima, alla tutela dell’ambiente o alla lotta al terrorismo e alle minacce ibride, ma anche a settori assolutamente diversi e in qualche misura nuovi, come la tassazione delle grandi imprese o la regolamentazione dei cosiddetti “giganti del web” nella tutela della privacy dei cittadini. Sono temi ai quali le nuove Istituzioni comuni dovranno fornire risposte rapide, ambiziose e in linea con i tempi.
Il contributo alla stabilità e alla pace internazionale, offerto dalla UE in questi decenni, deve arricchirsi, sempre più, con l’apporto valido e positivo al rapporto transatlantico.
Il dibattito all’interno dell’Alleanza Atlantica non può ridursi al tema delle asimmetrie nella contribuzione finanziaria (si pensi, ad esempio, al rilevante contributo delle Forze armate italiane alle missioni di pace) o incentrarsi in maniera pressoché esclusiva sulla questione dell’equilibrio dei rapporti di un riemerso contenzioso Est-Ovest, trascurando altri versanti.
Esiste un piano che occorre approfondire costantemente. Riguarda il ruolo dell’Alleanza in una visione che colleghi il presente al futuro, per rendere sempre attuali i valori di libertà, di pace e di sicurezza su cui si basa il Trattato di Washington. La perdurante centralità del Patto Atlantico emerge con evidenza, soprattutto a fronte del progressivo abbandono degli strumenti di non proliferazione e di controllo degli armamenti.
La tendenza a rendere esclusivamente bilaterali le questioni internazionali si pone in antitesi rispetto a tale approccio e rappresenta un passo a ritroso nella storia. la nostra diplomazia non deve mancare di far sentire in tutti i contesti internazionali, bilaterali e multilaterali, il richiamo alla ragione, all’equilibrio, alla saggezza, alla ricerca, per quanto faticosa, di soluzioni condivise e sostenibili.
Il nostro interesse nazionale riposa sul mantenimento della pace, sulla condivisione del rispetto dei diritti umani, sulla apertura e sicurezza degli scambi, su una costante crescita economica e sociale che tenda alla progressiva riduzione delle diseguaglianze fra i Paesi e all’interno delle singole comunità. Obiettivi che possiamo conseguire soltanto attraverso una capillare azione che ci veda attivi e operosi protagonisti, accanto ai nostri partner europei e nel legame transatlantico.
L’ambizione della Repubblica – ha concluso Mattarella – deve essere quella di rappresentare un modello di valori e un esempio di successo per la comunità internazionale. (Inform)