direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente del Maie Ricardo Merlo sui temi rilanciati dal nuovo segretario del Pd Enrico Letta: “Fondamentale mantenere lo ius sanguinis, la cittadinanza per i discendenti degli italiani all’estero”

PARTITI

ROMA – Il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) Ricardo Merlo, senatore eletto nella ripartizione America meridionale e già sottosegretario agli Esteri, augura buon lavoro al nuovo segretario del Pd Enrico Letta ed esprime apprezzamento in particolare per il passaggio del suo discorso programmatico rivolto ai connazionali all’estero. “Siamo certi che Enrico Letta potrà fare bene, perché il Paese ha bisogno di un Pd forte, unito, organizzato. Il Maie in passato – ricorda Merlo, – senza alcun pregiudizio, ha già votato la fiducia al suo governo. Ci è piaciuto molto anche il saluto rivolto agli italiani all’estero, essendo stato lui stesso uno di loro negli ultimi anni”. “Tuttavia – prosegue Merlo, – non possiamo nascondere tutti i nostri dubbi circa l’opportunità di rilanciare lo ius soli. Su questo, la nostra posizione è chiara da sempre: no alla cittadinanza facile agli immigrati. Produrrebbe, tra le altre cose, un’immigrazione di massa che, in particolare in questo periodo storico, non possiamo permetterci”.  “La cittadinanza italiana è qualcosa di assai prezioso, non può essere un regalo, semmai una conquista. Altra cosa sarebbe pensare a una sorta di ius culturae, dunque la cittadinanza data a quei figli di immigrati regolarmente residenti in Italia da un minimo di anni e che abbiano portato a termine, per esempio, un percorso scolastico completo – prosegue il senatore, che ricorda come “già oggi i figli degli immigrati regolarmente residenti in Italia possono chiedere la cittadinanza, al compimento del 18esimo anno d’età”. Per Merlo “l’immigrazione regolare può rappresentare una risorsa per l’Italia, ma quella irregolare va governata e controllata, va governata in maniera seria”, specie “in un periodo di fortissima crisi sanitaria ed economica”.  “Il Maie – conclude il senatore – sarà sempre contrario a uno ius soli puro e a favore, invece, del mantenimento dello ius sanguinis: ci sono tantissimi discendenti dei nostri emigrati che, oltre confine, ancora attendono che venga riconosciuta loro la cittadinanza italiana, un diritto che spetta loro per legge”. (Inform)

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