ITALIANI ALL’ESTERO
TUNISI – Il prossimo 4 dicembre i cittadini italiani nel mondo iscritti all’Aire saranno chiamati a esprimersi per il rinnovo dei Comites (Comitati degli Italiani all’Estero) che opereranno a favore delle comunità italiane per i prossimi cinque anni . “Cinque anni sono tanti, quando si svolge un incarico con la testa e non solo con il nome sulla scheda. In questo tempo ho imparato cosa significa davvero rappresentare una comunità italiana all’estero, con i suoi bisogni concreti e con gli strumenti, spesso inadeguati, che la legge ci mette a disposizione”, afferma il Presidente del Comites Tunisia Sandro Fratini tirando le somme e sottolineando che le iniziative sono state portate avanti “grazie al lavoro volontario di chi ci crede”, gestendo un budget ristretto e non adeguato e occupandosi di un territorio che ha “distanze enormi, esigenze diverse”. “Eppure, con tutti i suoi limiti, il Comites resta un punto d’ascolto fondamentale” rimarca Fratini. “È il luogo dove arrivano per primi i bisogni reali della comunità, i problemi quotidiani di chi vive e lavora in Tunisia, le difficoltà che spesso non trovano altro canale. Ed è proprio in questo contesto che il Comites svolge un ruolo che nessun altro organismo può svolgere allo stesso modo: fare da ponte con l’Ambasciata, instaurare un rapporto solido con il CGIE (Consiglio generale degli italiani all’estero) e con gli altri Comites portare all’attenzione delle istituzioni diplomatiche quello che la comunità vive ogni giorno, prima che diventi un problema più grande. Un ruolo silenzioso, spesso non riconosciuto, ma indispensabile”. Fratini tocca poi un altro tema “che mi sta a cuore” e cioè “il modo in cui i nostri connazionali possono esercitare il diritto di voto”. “Oggi per il rinnovo del Comites, si vota ancora esclusivamente per corrispondenza” ricorda Fratini elencando le procedure da seguire: “iscriversi attraverso un modulo per l’iscrizione nell’elenco elettorale, allegare fotocopia del passaporto firmato, consegnandolo di persona in Ambasciata in orari prefissati, oppure, scannerizzare il tutto e inviandolo per posta cartacea o per posta elettronica entro una data precisa , ricevere il plico per posta raccomandata e rispedire la scheda in tempo utile, il tutto affidato a un servizio postale che in Tunisia non garantisce tempistiche certe, anche per il fatto che sul territorio, nella maggior parte dei casi, non esistono numeri civici o, peggio, nomi delle vie”. Fratini fa osservare che “chi vive lontano dai grandi centri, chi si è trasferito da poco, chi ha una doppia cittadinanza e non ha mai avuto un contatto diretto con il Consolato, rischia concretamente di restare escluso dal voto non per disinteresse, ma per un disguido di consegna”. Per il Presidente del Comites questo può scoraggiare la partecipazione ed è per ovviare a ciò che propone di “studiare seriamente un voto telematico sicuro, verificabile, e accessibile anche per le elezioni dei Comites”. Fratini affronta poi “un tema più generale ma non meno urgente: le competenze”. “I Comites hanno un ruolo importante ma limitato”, pertanto, “se vogliamo che questi organismi rappresentino davvero comunità sempre più numerose e articolate come quella italiana, serve una riforma che dia loro maggiore autonomia operativa, competenze più chiare”, con “risorse economiche proporzionate alla realtà di oggi” Infine Fratini guarda con “preoccupazione” alla nuova legge elettorale che sta per essere votata alla Camera e che “rischia di ridurre ulteriormente la rappresentanza degli italiani all’estero, proprio nel momento in cui questa comunità cresce e si rafforza”. “Con l’abolizione delle ripartizioni al Senato e la riduzione alla Camera, viene meno un principio fondamentale, quello della rappresentanza territoriale, che da oltre 20 anni è stato il cardine della rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero”. Fratini ricorda che gli italiani nel mondo iscritti Aire, sono quasi 7 milioni e rimarca che “ridurre la rappresentanza degli italiani all’estero, proprio ora, significa indebolire chi porta l’Italia nel mondo senza chiedere quasi nulla in cambio, se non di essere ascoltato e rappresentato con dignità”. Di qui l’appello al Presidente del Comites Tunisia ai parlamentari: “Fate un passo indietro, gli italiani residenti all’estero hanno un solo colore, quello della bandiera italiana”. “Quando si parla di italiani all’estero, troppo spesso si utilizza la parola emigrazione come se dietro ogni partenza ci fosse necessariamente, una sconfitta o il desiderio di lasciare l’Italia alle proprie spalle. La realtà – fa notare Fratini – è molto più complessa, gli italiani che oggi si trasferiscono all’estero appartengono a generazioni diverse e hanno motivazioni profondamente differenti. Ci sono giovani che partono per studiare, professionisti che cercano nuove opportunità, imprenditori che vogliono internazionalizzare la propria attività, pensionati che decidono di vivere dove il costo della vita o le condizioni quotidiane possono essere più favorevoli. Non lasciamoli soli”, conclude Fratini. (Inform)