STUDI MIGRATORI
Il 17 novembre a Roma la presentazione della monografia frutto della collaborazione tra il Circolo di Studi Diplomatici e il Centro studi e ricerche Idos specializzati in politica internazionale e fenomeni migratori
ROMA – Verrà presentato a Roma martedì 17 novembre il nuovo numero (3-4) della rivista “Affari sociali internazionali”, dedicato a “Mediterraneo: geopolitica, migrazioni e sviluppo”, monografia frutto della collaborazione tra il Circolo di Studi Diplomatici e il Centro studi e ricerche Idos specializzati in questi ambiti.
L’approfondimento intende valorizzare il lungo passato migratorio dell’Italia e prendere in considerazione il suo attuale impegno come paese di immigrazione per inquadrare l’attuale scenario del Mediterraneo con le sue esigenze di collegamento tra le due sponde in un’ottica di politica internazionale mirante ad innescare processi di co-sviluppo in grado di superare le attuali criticità. Un tema ritenuto di interesse dal Ministero degli Affari Esteri, che lo ha incluso tra gli approfondimenti condotti in occasione dell’Expo universale.
Il numero si articola in tre parti: la prima intitolata “Geopolitica del Mediterraneo e delle aree limitrofe”; la seconda “Emigrazione, Immigrazione e Necessità di nuove politiche”, seguita da una parte conclusiva, suddivisa in due capitoli.
A curare la prima parte un gruppo di ex ambasciatori membri del Circolo di Studi Diplomatici, che hanno avuto modo di conoscere i problemi sul campo e di rappresentare le posizioni della politica estera italiana e del suo impegno per la cooperazione allo sviluppo. Include la presentazione della situazione dei paesi del Mediterraneo (Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Siria), dei Paesi del Golfo, del Sudan, del Corno d’Africa e di un gruppo di Paesi asiatici i cui flussi migratori hanno comunque un impatto sul Mediterraneo (Afghanistan, Bangladesh, Pakistan e Sri Lanka).
La seconda parte è stata curata dai redattori del Centro Idos, che nel corso della sua esperienza ultradecennale ha avuto modo di approfondire i temi legati all’esodo degli italiani, protrattosi per un secolo e mezzo a partire dall’Unità d’Italia, e alla relativamente nuova esperienza che l’Italia sta vivendo come paese di immigrazione a partire dalla metà degli anni ’70. Il Marocco, la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, che ora hanno significative diaspore in Italia, sono state fino alla seconda guerra mondiale e alla fine dell’era coloniale un’area di sbocco per gli emigrati italiani (e anche per i rifugiati politici nel periodo del Risorgimento), mentre in Libia e in Albania la presenza italiana è dovuta a una vera e propria occupazione. L’intento è quello di esaminare congiuntamente i due flussi di segno opposto e trovare i collegamenti tra storia e attualità.
Nella parte conclusiva un capitolo dedicato all’imprenditoria degli immigrati e al ruolo delle piccole e medie imprese italiane come fattore propulsivo di sviluppo tra le due sponde del Mediterraneo e un secondo alle realizzazioni e alle prospettive di intervento della cooperazione italiana, così da sottolineare l’ottica operativa che ha ispirato tutti gli apporti.
Come sottolineano i curatori Ugo Melchionda, Roberto Nigido e Franco Pittau nell’introduzione, il volume è “insomma un paradigma in cui geopolitica, emigrazione, immigrazione e sviluppo del Mediterraneo sono altrettanti fattori di cui tener conto per far ripartire un progetto di co-sviluppo euro mediterraneo, che possa riprendere, su una base concreta e fondata nelle dinamiche reali, le mosse dell’oramai archiviato processo di Barcellona degli anni passati”. (Inform)