direttore responsabile Goffredo Morgia
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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il nuovo direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Montréal si presenta

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Dal “Cittadino Canadese”, Montréal, 11.5.2016

Francesco D’Arelli: “L’Italia è uno stile di vita”

Subito il via al nuovo corso “nel contesto sociale”: dal 24 maggio al 31 dicembre, 9 relatori si alterneranno al Museo delle belle Arti, per un totale di 27 conferenze

 

MONTRÉAL – È arrivato in punta di piedi, quasi in sordina, ma ha già le idee chiare e, ne siamo certi, saprà far rifiorire la Cultura Italiana a Montréal. Lui è il Dr. Francesco D’Arelli, lucano di Sant’Arcangelo (PZ), sposato con 2 figli, che dallo scorso marzo è il nuovo direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Montréal. Intellettuale dalla vasta ed articolata cultura, soprattutto di matrice orientale (visti gli studi ed il percorso professionale), di D’Arelli ci ha colpito anche l’entusiasmo, la sempllicità e, soprattutto, il pragmatismo e lo spirito d’iniziativa. Se il buon giorno si vede dal mattino, siamo all’alba di un nuovo Rinascimento in terra canadese, complice l’amore mai sopito – in Nord America, così come nel resto del mondo – per la lingua e cultura Italiana.

“L’ITALIA È UN VALORE ASSOLUTO” – “Ho frequentato sempre l’Oriente – ha affermato D’Arelli -, ma quando mi hanno indicato la destinazione canadese, ho preso l’aereo e già a dicembre sono venuto a respirare l’aria di Montréal. Ne sono rimasto entusiasta. L’Italia è un’idea assoluta, che prescinde dagli stessi italiani: esiste per la sua cultura, il suo stile, la sua visione. Mai come a Montréal, città con stratificazioni culturali notevolissime, si ha la percezione che l’Italia sia una valore assoluto. L’esigenza della cultura Italiana, qui, prescinde anche dalla presenza istituzionale: uno scenario di grande favore per la promozione della lingua e cultura Italiana. Siamo riusciti a mettere insieme le diversità che hanno attraversato la nostra terra nelle diverse epoche: la nostra ricchezza è proprio la varietà. Se siamo in grado di riuscire in tutti i contesti, che sia l’Asia. l’Africa o il Nord America, è grazie alla versatilità che proviene dalla nostra antichità. La cultura antica dell’Italia non è un fatto museale: è un modo di essere che gli altri sanno subito distinguere. Montréal è una città aperta: basti pensare al bilinguismo costituzionale più ad una serie di idiomi, dialetti compresi. Una ricchezza culturale che comporta uno scenario complesso: si può promuovere la cultura entro i confini dell’Istituto, oppure andare fuori. Io ho scelto la seconda, ossia proiettare l’Italia nel contesto sociale. E così, dal 24 maggio al 31 dicembre, il Museo delle Belle Arti (che può accogliere 290 persone) ospiterà nove relatori, archeologi e filosofi dell’antichità, per dimostrare che Roma non è Pompei, ma costituisce una visione, un messaggio vivente che continuiamo a comunicare al mondo e che proviene dai nostri antenati. Si tratta di un modello che può funzionare tutto l’anno e che vedrà i nostri conferenzieri tenere convegni anche nelle Università, frequentate da circa 4 mila studenti, alcuni dei quali sono sicuramente attratti dalla musicalità dell’italiano. Una circolazione dei saperi che va oltre l’Istituto e arriva nei contesti culturali sul territorio. E farò dei nuovi arrivati dei ‘dissemintarori d’Italianità’ sia nella Comunità italo-canadese che nelle Università”. Un’ottima strategia per un’Italia sempre più protagonista nel mondo.

IL CURRICULUM – Francesco D’Arelli ha ottenuto il Ph.D. in Orientalistica dall’Istituto Universitario Orientale di Napoli e ha studiato in alcune università europee (Sinological Institute, Leiden University; Catholic University of Leuven). Ha insegnato negli anni 2001-2011 “Storia dei Rapporti fra Oriente e Occidente” all’Università Ca’ Foscari di Venezia; nell’anno accademico 2012-2013 è stato professore incaricato (Introduzione al Confucianesimo e Taoismo) nella Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana (Roma); nell’anno accademico 2012-2014, poi, professore incaricato di ”Storia delle missioni in Cina” alla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum (Roma). È socio ordinario della European Association of Chinese Studies e dell’Associazione Italiana per gli Studi Cinesi. Ha pubblicato numerosi saggi sulla diffusione e presenza del cristianesimo in Cina nei secoli XVII-XVIII e oltre 50 voci di filosofia cinese nella Treccani Filosofia (Roma 2008- 2009), nonché autore di ‘La Cina in Italia’. Nel 2012 è entrato nei ruoli del Ministero degli Affari Esteri come Funzionario dell’Area della Promozione Culturale (APC). (“Italiani nel Mondo” di Vittorio Giordano – Il Cittadino Canadese /Inform)

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