FARNESINA
ROMA – Alla Farnesina il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha illustrato ai giornalisti le priorità relative ai filoni di attività del G7 di competenza della Farnesina della presidenza italiana del G7. “Vogliamo migliorare il meccanismo di coordinamento delle grandi democrazie”, ha esordito Tajani vedendo nel G7 uno strumento per dare risposte alle criticità in atto: due guerre, quella in Ucraina e in Medio Oriente, e la recente crisi sulla rotta commerciale del Mar Rosso. “Obiettivo della presidenza italiana sarà quello di rafforzare questa coesione. Prioritaria sarà il Medio Oriente – ha affermato Tajani – dove c’è una situazione che vogliamo non peggiori ulteriormente: tutte le nostre iniziative politiche e diplomatiche vanno nella direzione di evitare una escalation”, ha spiegato Tajani che ha condannato le azioni di Hamas – chiedendo la liberazione degli ostaggi – e ha ricordando di aver sempre invitato Israele a mantenere un atteggiamento di difesa proporzionato che tenga conto della popolazione civile palestinese. Tajani ha poi evidenziato come sia attivo da tempo l’impegno italiano sul campo, in particolare attraverso una nave militare equipaggiata per l’assistenza medica. “Siamo pronti ad accogliere in Italia i bambini palestinesi feriti”, ha precisato il Ministro parlando poi della situazione critica nel Mar Rosso auspicando una missione militare europea per proteggere i traffici commerciali. Tajani ha poi anticipato che, all’imminente Consiglio europeo per gli Affari esteri, si discuterà proprio di questo argomento e che si sta formalizzando una proposta con Francia e Germania. “Sono ottimista sul clima che si respira a Bruxelles su questa missione europea, alla quale potrebbero partecipare anche Paesi non facenti pare dell’UE”, ha precisato Tajani ricordando che la Marina italiana sta già proteggendo le navi mercantili del nostro Paese. Tajani si è poi detto preoccupato dalla riduzione di quasi la metà del transito di navi su quella rotta e verso il Canale di Suez, con il conseguente aumento dei costi. “Ne va della competitività dei nostri prodotti e dei nostri porti”, ha aggiunto Tajani citando alcune note aree portuali come Gioia Tauro, Taranto, Brindisi, Trieste e Genova. L’idea è quindi quella di tutelare, con un’azione anche diplomatica oltre che militare, l’attività di esportazione dei prodotti italiani. Il Ministro ha anche parlato dell’area dell’Indo-Pacifico e delle recenti elezioni a Taiwan, ricordando che nei prossimi mesi ci sarà un incontro Italia-Cina incentrato sulle relazioni politiche e commerciali tra i due Paesi. Più in generale Tajani ha rilanciato il concetto della “diplomazia della crescita” attraverso la difesa di un sistema commerciale multilaterale che vede l’Italia come “una grande potenza esportatrice” e come “seconda manifattura europea”. Tajani ha poi ribadito l’obiettivo di rioccupare lo spazio nel mercato che è stato conquistato dal cosiddetto ‘italian sounding’ ossia dai prodotti somiglianti al Made in Italy ma che in realtà non lo sono. “La nostra politica estera vuole portare l’Italia a essere protagonista nel mondo”, ha aggiunto il Ministro sottolineando l’importanza della presenza italiana anche nei Balcani, dove ci sono Paesi candidati che aspettano di poter fare il loro ingresso nell’UE. Tajani ha ricordato che ci saranno quattro riunioni tematiche del G7 in altrettante località italiane: Capri, Reggio Calabria, Pescara e Fiuggi. Rispondendo ad alcune domande, il Ministro ha poi toccato altri punti o ne ha approfonditi alcuni già espressi. Sul sistema di difesa europeo, che comporterebbe avere un proprio esercito, Tajani ha auspicato che l’Europa possa assumere una maggiore coesione politica arrivando ad esempio a un rapporto paritario con gli Stati Uniti, anche all’interno della Nato. Sulla guerra in Ucraina, il Ministro ha ricordato che, se dal punto di vista militare, ci fosse una sconfitta a vantaggio della Russia non si potrebbe parlare di pace. “La pace non può significare lo stravolgimento del diritto internazionale: l’Ucraina sta difendendo la sua libertà”, ha aggiunto Tajani evidenziando come si stia già lavorando per la ricostruzione della Cattedrale di Odessa. Sulle questioni migratorie in generale, il Ministro ha parlato di una fenomeno che non può essere relegato soltanto all’ordine pubblico ma che va affrontato in maniera strategica. “Per difendere il diritto a non emigrare dobbiamo risolvere i problemi che sono alla base delle migrazioni”, ha spiegato Tajani elencando alcune di queste cause: le guerre, le carestie, i cambiamenti climatici, le malattie e la povertà. Ad esempio, sul fronte africano in particolare, il ‘Piano Mattei’ per la crescita economica è considerato dal Governo italiano come uno strumento che possa andare in questa direzione. A tale riguardo Tajani ha ricordato l’imminente appuntamento del vertice Italia-Africa. Infine il Ministro è tornato sulla questione Palestinese ribadendo la necessità di tutelare nel conflitto la popolazione civile. “L’unica soluzione è quella di due popoli in due Stati, per quanto sembri un sogno impossibile”, ha concluso Tajani ricordando che tutti i Paesi del G7 lavorano per questo obiettivo. (Inform)