LIBRI
Da “La Gazzetta del Sud Africa.net”
Presenti l’ambasciatore Giulio Terzi e il cardinale Wilfred Napier
JOHANNESBURG – Il libro “Vuoti a rendere” di Daniela Taiocchi – che racconta il miracolo compiuto alla periferia di Johannesburg da Domitilla Rota e suo marito Daniele Hyams, fondatori di “Little Eden” – è stato presentato ufficialmente il 4 maggio al Club Italiano di Bedfordview, presenti fra gli altri l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli esteri, il cardinale Wilfred Napier, il console generale d’Italia Gabriele Di Muzio, Don Giulivo Facchinetti, parroco del paese di Domitilla, Almenno San Bartolomeo, il sindaco Gianbattista Brioschi, il vice sindaco Alessandro Frigeni, Giuliano Rota Martir (president dell’Associazione Domitilla Rota Hyams Onlus), Remo Ceriotti (tesoriere della Onlus) e altri ospiti arrivati dall’Italia. Durante la serata anche il ministro provinciale del Gauteng Qedani Dorothy Mahlangu ha portato il saluto del governo e ha sottolineato il bisogno di un maggior impegno sia da parte governativa che da parte della società civile a sostegno di cause meritevoli come quella di Little Eden.
Domitilla e Daniele Hyams hanno una storia incredibile da raccontare, che inizia con il loro primo incontro nel 1943 sull’Albenza e arriva fino alle case del “Piccolo Paradiso” in Sudafrica, dove hanno accolto i bambini handicappati gravi.
L’autrice in questo libro ripercorre le tappe della loro vita attraverso alcuni oggetti e ambienti e li fa parlare: una casa, un camino, un rosario, delle campane, un bosco, un libro, un fazzoletto, dei fiori, un ponte sono lo spunto per avviare disgressioni nei territori della santità, della bellezza, della follia, della preghiera e della guerra. A far da corona ai racconti che ne escono ci sono le considerazioni di filosofi, teologi e contadini che hanno conosciuto Domitilla; seduti attorno al camino, parlano di lei e di Daniele e rievocano episodi, profumi e sapori di ieri e sapori tra loro distanti migliaia di chilometri. Una moglie e un marito, una donna e un uomo che, con una coerenza granitica, attraverso oltre mezzo secolo combattendo la difficile battaglia contro l’apartheid e contro la cultura delle differenze che creano solchi tra le persone. Bianchi e neri, sani e malati, dritti e storti, intelligenti e no, siamo creature di Dio, volute e desiderate per quello che siamo. Battaglie combattute senza mai una parola o un gesto contro qualcuno. Anche questo ci racconta la loro santità.(La Gazzetta del Sud Africa, 12 maggio/Inform)