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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Governo italiano attribuisce “priorità assoluta” alla ratifica dell’accordo di previdenza sociale con il Cile

ITALIA-CILE

La risposta del sottosegretario agli Esteri Della Vedova ad una interrogazione di Fabio Porta (Pd)

 

ROMA – Il Governo attribuisce una priorità assoluta alla ratifica dell’Accordo in materia di previdenza sociale con il Cile, che si inserirebbe nel solco già tracciato con altri rilevanti Paesi di maggiore emigrazione, a partire proprio da quelli dell’America Latina. E’ quanto afferma il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova in risposta ad una interrogazione in Commissione Esteri che ha come primo firmatario Fabio Porta, eletto all’estero per il Partito democratico nella ripartizione dell’America Meridionale (co-firmatari Vincenzo Amendola, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Michele Nicoletti, Marietta Tidei, tutti del Pd).

L’entrata in vigore della Convenzione – precisa il sottosegretario – , oltre a garantire ovvie ricadute in termini di protezione sociale nei confronti della comunità italiana residente in Cile, avrebbe senza dubbio un impatto positivo sugli investimenti delle imprese italiane operanti nel Paese, che sono naturalmente attratte da una realtà quale quella cilena che ha conosciuto negli ultimi anni una robusta crescita economica, con una legislazione che favorisce l’imprenditorialità e che ha lanciato negli ultimi anni interessanti progetti di sviluppo delle infrastrutture e nel settore energetico.

E’ da tempo – commenta Porta – che incalzo il Governo e le altre autorità competenti per costringerli a colmare una inadempienza che non ha giustificazioni plausibili e che sta penalizzando migliaia di cittadini italiani e cileni ai quali non vengono riconosciuti i loro diritti previdenziali. Nell’interrogazione avevo denunciato l’annosa e grave inadempienza del diritto internazionale  commessa dall’Italia in considerazione del fatto che l’accordo fu firmato dai due Stati contraenti nel lontano  1998 e in quello stesso anno approvato dal Parlamento cileno. Avevo stigmatizzato che tale inadempienza  finora non ha consentito a migliaia di cittadini italiani residenti in Cile e di cittadini cileni residenti in Italia (o rientrati in Cile dopo la fine della dittatura) di maturare un diritto a prestazione pensionistica sebbene essi abbiano versato i contributi assicurativi sia in Italia che in Cile.

Dopo la firma a Roma nel novembre 1999 dell’intesa amministrativa per l’applicazione della Convenzione- ammette Della Vedova -, l’iter di ratifica della Convenzione da parte italiana ha subito alcune battute di arresto, anche a causa della mancanza di copertura finanziaria, come accaduto negli anni tra il 2009 e il 2013; l’accantonamento relativo al Ministero degli Affari Esteri nella Tabella A, che come noto serve a coprire soprattutto gli oneri finanziari derivanti dalle ratifiche dei trattati internazionali, non consentì infatti l’avvio del disegno di legge di ratifica. Alla luce dell’importanza degli accordi di sicurezza sociale, la legge di stabilità ha aumentato significativamente tale accantonamento, tutto ciò con l’obiettivo di realizzare un’operazione i cui benefici ricadrebbero sul sistema Paese in misura maggiore rispetto alle spese preventivate.

Per tale motivo, il ministero degli Affari Esteri ha già avviato gli approfondimenti tecnici con il ministero del Lavoro e con il ministero dell’Economia e delle Finanze, al fine di stimare in maniera corretta gli oneri finanziari della ratifica e di individuare una adeguata copertura per gli oneri a regime. Trattandosi infatti di accordo che crea diritti soggettivi coperti da garanzie costituzionali ed essendo impossibile prevedere con esattezza a quante persone l’accordo potrà essere applicato in futuro, è necessario individuare uno stanziamento al quale attingere in modo automatico in caso di sforamenti rispetto alle previsioni. Su questo punto è in corso un’attività di concertazione tra i dicasteri interessati, che riguarda questo ed altri importanti accordi internazionali nella stessa materia, di cui il Governo auspica una rapida ratifica.

In sede di replica, il deputato eletto in America Meridionale si è detto solo parzialmente soddisfatto osservando che la motivazione relativa ai costi elevati, addotta dal Governo circa il ritardo nel ratificare la Convenzione, non risulta pienamente condivisibile, ritenendo che la quantificazione dei costi ritenuti necessari all’attuazione della Convenzione sia in realtà sovradimensionata. Infatti la Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Cile prevede, a differenza di quanto previsto da altre convenzioni del medesimo tenore, la inesportabilità delle prestazioni. Ha quindi invitato il Governo a richiedere all’INPS o agli uffici preposti, una nuova quantificazione dei costi che tenga conto della particolarità della Convenzione con il Cile.

Devo ammettere – commenta Porta in una sua nota – che erano anni che non si sentiva un rappresentante di Governo sostenere che gli investimenti del Governo per gli italiani all’estero possono creare benefici per il sistema Paese. Attendiamo ora i fatti concreti con la rapida ratifica dell’accordo. (Inform)

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