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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo del 20 febbraio scorso

CAMERA DEI DEPUTATI

 

L’intervento dei deputati eletti nella ripartizione Europa Alessandro Fusacchia (Più Europa) e Massimo Ungaro (Italia Viva)

 

ROMA – Nel corso del dibattito svoltosi alla Camera dei deputati in seguito alle comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo straordinario del 20 febbraio scorso (vedi inform n.41 del 20 febbraio 2020) , sono intervenuti anche i deputati eletti nella ripartizione Europa Alessandro Fusacchia (Più Europa) e Massimo Ungaro (Italia Viva).

Fusacchia ha rilevato l’importanza dello scenario europeo dei prossimi due anni, che vedranno la presidenza di turno tedesca e poi francese, a inizio 2022, sottolineando come la presenza dell’Italia in tale contesto sia necessaria e debba qualificarsi per il rilancio dell’Europa. Fusacchia appoggia la richiesta di più risorse per il bilancio europeo formulata dal Parlamento Ue rispetto alla proposta avanzata dalla presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione, risorse che ritiene necessarie per le sfide che l’Europa deve affrontare. Ritiene inoltre che occorrerebbe limitare la programmazione pluriennale a 5 anni, quanti sono quelli del mandato di Commissione e Parlamento. Dopo aver segnalato l’opportunità che l’Europa possa essere dotata di “risorse proprie”, il deputato di Più Europa si sofferma anche sulla conferenza sul futuro dell’Europa, che dovrebbe cominciare nel 2020, evidenziando di aver aderito alla risoluzione presentata per fare in modo che essa sia “animata e partecipata” dal nostro Paese.

Anche Ungaro è a favore di un “bilancio più grande che sia all’altezza delle sfide di questa Unione” e ritiene che l’Italia possa far sentire la propria autorevolezza sul tema, ricordando come il nostro Paese sia “il secondo contribuente netto del bilancio europeo” e chiedendo “soluzioni europee a problemi europei”: “vogliamo un bilancio maggiore perché è quello che serve all’Europa, e non all’Italia – chiarisce. “Noi sposiamo e vediamo come positivo l’aumento di fondi in una serie di settori ad alto valore aggiunto europeo. Parliamo – prosegue l’esponente di Italia Viva – della ricerca, dell’innovazione dell’agenda digitale, di programmi come l’Orizzonte Europa, InvestEU, la connettività infrastrutturale digitale, il programma per l’Europa digitale, il programma spaziale, misure per i giovani, misure nuove per la gestione delle frontiere, la difesa, la sicurezza interna, quali, appunto, il Fondo asilo e migrazione, il Fondo per la gestione integrata delle frontiere o per l’azione esterna e la cooperazione o anche nuove iniziative sul clima e l’ambiente”.

Per Ungaro dunque è “importante che il nostro Paese non ceda e continui a premere su un bilancio europeo all’altezza delle sfide che ci attendono”; “è importante e anche positivo – prosegue – identificare nuove risorse proprie dell’Unione europea, come nuove risorse verdi, e pensare anche a modi per mettere sullo stesso piano le aziende che fuori dall’Europa vendono prodotti nel mercato unico ma non sottostanno ai parametri ambientali e della sostenibilità a cui sottostanno, invece, le aziende europee”. Per l’esponente di Italia Viva occorre “introdurre degli aggiustamenti in questo senso e produrre nuove risorse proprie dell’Unione europea”. Giudica inoltre positiva la progressiva cancellazione dei “cosiddetti rebate, ossia della possibilità da parte di alcuni Stati membri di chiedere la restituzione di parte di contributi al bilancio dell’Unione” e sollecita il Governo a “non cedere nelle sue richieste in merito alla politica di coesione”. Altri temi richiamati, la necessità di rivedere i tassi di cofinanziamento e il congelamento dei fondi strutturali in caso di non ottemperanza delle condizioni macroeconomiche del’Ue, l’ampliamento di strumenti di bilancio per la convergenza e la competitività, la necessità di “strumenti fiscali che a livello europeo permettano di rispondere e di creare lo stimolo necessario per combattere le crisi, sostenere la coesione, permettere agli Stati di attuare politiche anticicliche e rispondere agli shock esogeni”.

“Io credo che il rischio vero dell’Europa di oggi non sia l’euroscetticismo, ma l’euro-timidezza: rallentare, congelare, frenare il processo di integrazione europea oggi significa avviare il processo di disintegrazione di domani – ribadisce Ungaro, segnalando come “un’unione monetaria senza una tutela europea dei depositi e senza un’unione bancaria rischia di aggravare le crisi”, così come “un’unione economica senza tutele sociali adeguate permette di amplificare le crisi e non di ridurle ed è per questo che noi sosteniamo pienamente il programma della presidente Ursula von der Leyen e l’introduzione di un’indennità di disoccupazione europea”.

Ungaro richiama quindi la necessità di difendere i valori europei, che “devono rimanere inderogabili” e approva l’approfondimento in corso da parte di Parlamento europeo e Commissione della “possibilità di interrompere i trasferimenti come strumento di disincentivo rispetto alle scelte politiche degli Stati che rifiutano la cooperazione in materia migratoria” e di sanzionare le violazioni accertate da parte degli Stati membri dei “principi fondamentali quali il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e dello Stato di diritto”.

L’esponente di Italia Viva ribadisce infine che la discussione sul quadro finanziario pluriennale e sul bilancio europeo non può essere disgiunta da altre considerazioni di natura economico-fiscale: “finche i Paesi membri non raggiungono un livello di coordinamento in materia fiscale più profondo – avverte, – non avremo mai un vero mercato unico e dovremo subire tante distorsioni e situazioni di dumping fiscale”. Per Ungaro, l’Unione europea deve dunque dotarsi degli strumenti necessari per rispondere alle sfide che l’attendono: “ci serve un bilancio più ambizioso, che rilanci gli investimenti in modo deciso, nel rispetto dei valori europei e in un contesto di armonizzazioni e convergenza tra i Paesi membri”. (Inform)

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