4.CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA
Tra gli interventi anche quelli dei parlamentari Marco Fedi (Pd, Africa, Asia, Oceania e Antartide) e Claudio Micheloni (Pd, ripartizione Europa)
ROMA – Al termine della lettura della relazione di Governo e dell’intervento del segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, la seconda mattinata di lavori dell’assemblea plenaria del Cgie è proseguita con il dibattito sulle questioni principali toccate nella relazione governativa e riassunte dal direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, in 10 punti. Di seguito quelli menzionati: il sostegno al percorso di riforma di Comites e Cgie; l’intenzione di procedere con il tavolo interistituzionale sulle nuove mobilità; l’enfasi sulla correttezza e la trasparenza delle procedure elettorali; l’impegno a sostenere l’organizzazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome e Cgie; l’impegno a sostenere le misure previste nella legge di bilancio di concerto con i parlamentari eletti all’estero; il successo della campagna informativa sull’iscrizione all’Aire; i dati sui funzionari itineranti; l’impegno ad approfondire la collaborazione con i patronati; l’attenzione alle situazioni di difficoltà e vulnerabilità (Venezuela, Brexit, etc.)
Apprezzamento per il rinnovato clima di collaborazione emerso con il Maeci è stato espresso da Gianluca Lodetti (Inas-Cisl), che evidenzia come esso potrà essere fruttuoso per le collettività. Lodetti ribadisce anche l’importanza degli impegni tracciati dal segretario generale e ritiene che, specie quello con le Regioni, potranno essere decisivi per tracciare le linee guida delle strategie future, che non potranno non tener conto dell’importante fenomeno delle nuova mobilità.
Ringrazia per l’attenzione mostrata alle problematiche dei frontalieri Mirko Dolzadelli (Frontalieri Cgil, Cisl e Uil) che ricorda come siano aumentati i numeri connessi a questa forma di mobilità e sollecita concretezza sullo Statuto richiamato nella relazione del segretario generale del Cgie. Non più rinviabile secondo Dolzadelli anche una commissione di lavoro sulla viabilità delle zone di frontiera. Richiama il valore di ciò che hanno costruito con il loro impegno i connazionali all’estero Paolo Brullo (Germania), che chiede inoltre se non sia possibile adottare un documento di identità unico a livello europeo, che consenta il movimento senza obbligo di altri visti, mentre Isabella Parisi (Germania) segnala come la crescita della nuova mobilità sia concisa con una razionalizzazione e chiusura di consolati che non ha giovato alla collettività. Da parte sua anche l’invito ad una riorganizzazione del lavoro delle sedi consolari e ad una sburocratizzazione e un più incisivo impegno per la promozione di lingua e cultura italiana all’estero.
“La crisi del Venezuela ha dimostrato chiaramente a cosa servono i consolati e gli organismi rappresentativi della collettività – afferma Mariano Gazzola (Argentina), che ritiene l’aumento annunciato del persona non sufficienze a colmare la carenze oggi sedimentate. A suo avviso inoltre servirebbe un piano di incentivi per allocare il personale nelle sedi più oberate di lavoro. Infine, da Gazzola un richiamo alla responsabilità della politica e ai parlamentari, specie gli eletti all’estero, che hanno accettato, attraverso il voto alla legge elettorale, la candidabilità dei residenti in Italia nella circoscrizione Estero. Dichiara apprezzamento per la disponibilità e l’apertura dimostrata da Vignali, Luca Tagliaretti (Italia, Ncd), che sottolinea però un “deficit comunicativo” su come vengono percepiti in Italia gli italiani all’estero, che occorre colmare anche con il supporto del Maeci. Torna invece sulle procedure del voto all’estero Vittorio Pessina (Italia, Forza Italia) che rileva come sia indispensabile in vista del voto l’aggiornamento dell’Aire, la modifica del plico elettorale con l’inserimento del codice a barre, la par condicio nell’informazione e la suddivisione delle operazioni di spoglio delle schede della circoscrizione estero in 4 città italiane, una per ogni ripartizione. Ribadisce l’importanza del rapporto con le Regioni Carlo Ciofi (Italia, Ctim), che suggerisce anche l’inclusione di un loro rappresentante nella segreteria del Cgie per poter seguire gli sviluppi della Conferenza. Tony Mazzaro (Germania) rileva l’assenza di accompagnamento e supporto delle nuove mobilità, che spesso coinvolgono interi gruppi familiari, e ribadisce di condividere l’importanza del rapporto con le Regioni, mentre Aniello Gargiulo (Cile) chiede come viene svolta la formazione del personale consolare, operazione decisiva in tempi di razionalizzazione, e sollecita la semplificazione e l’aggiornamento delle pratiche contabili. Nello Collevecchio (Venezuela) ringrazia il Governo, il Maeci e il Cgie per quello che è stato fatto per il Venezuela, “pur nella tragedia quotidiana del nostro Paese”. Egli rileva come alle parole siano seguiti fatti concreti che dimostrano la vicinanza dell’Italia ai connazionali residenti in loco ed esprime apprezzamento per le qualità professionali e umane del personale consolare.
Di un nuovo clima parla anche Luigi Papais (Italia, Ucemi) che sottolinea come esso sia dato anche dalla rinnovata interlocuzione di tutte le realtà che si occupano di emigrazione, parlamentari, Comites, Cgie, associazioni. Lancia anche un appello per il sostegno ai giornali italiani all’estero.
Di seguito anche l’intervento di Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che sollecita il Cgie ad uno sforzo di fantasia e innovazione. “Non ho potuto fare a meno di constatare che le relazioni che ho ascoltato stamattina si somigliano molto. Questo – afferma Fedi – è positivo se pensiamo ad una risposta del governo alle richieste dei connazionali, ma il Cgie dovrebbe essere sempre un passo avanti a noi, che quotidianamente invece siamo assorbiti dal lavoro sull’esistente”. Sulla legge elettorale Fedi condivide la riflessione di Gazzola e si assume la responsabilità dell’accaduto. “Non devono esistere appelli ai politici, ma un’analisi di ciò che è stato fatto – rileva Fedi, che auspica anche una riflessione più approfondita insieme alle collettività sulle modifiche apportate sulla candidabilità nella circoscrizione Estero e che a suo avviso richiederebbe la residenza all’estero. Al Maeci anche un invito ad impegnarsi per assicurare la correttezza e la trasparenza del voto, affrontando ed approfondendo i diversi aspetti della gestione della consultazione anche con il Cgie.
Anna Maria Ginanneschi (Italia, Uil) apprezza l’impegno per una rinnovata collaborazione con i patronati e per quanto è stato messo in campo per i più vulnerabili, mentre Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte regionali dell’emigrazione, ritiene che il rinnovato rapporto con queste ultime possa aiutare anche a costruire progetti e percorsi per le nuove mobilità.
Infine, Claudio Micheloni, senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero di Palazzo Madama, informa la plenaria degli emendamenti alla legge di bilancio che per il momento hanno retto alla scure della riduzione (da oltre 4000 sono ora 700 circa): essi riguardano l’aumento dell’acconto ai patronati, uno stanziamento di risorse ai corsi di lingua e cultura italiana, alle agenzie di stampa specializzate, a Comites e Cgie per garantirne il funzionamento, ai contrattisti (per un adeguamento del trattamento economico), alle Camere di commercio italiane all’estero e l’autorizzazione al Maeci del concorso per l’assunzione di 140 funzionari. L’iter parlamentare è ancora in corso e quindi – avverte Micheloni – la situazione ancora in divenire. Il senatore esprime poi tutta la sua amarezza per le difficoltà riscontrate nella presentazione di un emendamento alla legge sulla cittadinanza italiana che limiterebbe la sua trasmissione automatica alla terza generazione di italiani all’estero, richiedendo un minimo di conoscenza linguistica e suggerendo un aumento del contributo per il suo riconoscimento che passerebbe da 300 a 400 euro. Un emendamento che ha richiesto molto lavoro e che incontrerebbe un’opposizione dettata a suo dire esclusivamente da ragioni elettoralistiche. Sui diritti dei cittadini europei residenti in Uk, Micheloni annuncia anche un documento elaborato al termine di un’analisi sul tema da parte del Comitato da lui presieduto e che dovrebbe essere sottoposto al voto dell’Aula al termine dei lavori sulla legge di bilancio. In esso, si solleciterebbe l’Unione Europea a cambiare approccio nelle trattative con la Gran Bretagna, invitandola a risolvere in separata sede e prima la questione della tutela dei diritti acquisiti dei cittadini europei in Uk e inglesi in Ue, entro la data decisa per la Brexit e indipendentemente dall’esito o dal prolungarsi dei negoziati. Richiamata anche l’indagine sui patronati svolta dal Comitato e cui il Ministero del Lavoro dovrebbe dare risposta, a detta del senatore, prima di procedere alla convenzione più volte richiamata. Sulla riforma del Cgie, Micheloni ricorda come la strada dell’articolato sia forse la più difficile e sottolinea come al di là delle leggi istitutive, in particolare per gli organismi consultivi, l’importante sia ciò che viene prodotto e si dice dispiaciuto dal fatto di aver sentito “risuonare temi e parole di 30 anni fa” sulla questione. Infine, la legge elettorale, che Micheloni non ritiene essere una buona legge, mentre “con la candidabilità di residenti in Italia si distrugge il concetto e il valore del collegio estero”.
Sulle difficoltà dei servizi consolari di Bahia Blanca si sofferma Juan Carlos Paglialunga (Argentina), mentre Marcelo Carrara (Argentina) ribadisce l’importanza del rapporto con le Regioni e si dice assolutamente contrario ad un aumento del contributo per il riconoscimento della cittadinanza.
Risponde alle sollecitazioni il direttore generale Vignali, che condivide molti degli spunti emersi nel dibattito e puntualizza il sostegno e l’impegno in particolare sul fronte della promozione di lingua e cultura italiana. Assicura infine il suo impegno sul fronte del miglioramento dei servizi consolari, segnalando come sia in corso un monitoraggio sulle sedi che registrano più carico di lavoro – e 5 delle prima 10, segnala, sono in Argentina. Oltre alla carenza del numero delle risorse umane, vi è anche la difficoltà oggettiva dell’invecchiamento del personale – rileva Vignali, assicurando poi la massima attenzione sul percorso che porterà all’organizzazione del voto all’estero. (V. P. – Inform)