CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Prosegue alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati l’esame del provvedimento recante disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Nel corso dei lavori dal relatore Angelo Rossi (FdI) è stato proposto un nuovo testo base C. 2822 Bignami che, dopo un breve ciclo di audizioni informali previste per il 3 giugno, potrebbe essere adottato dalla Commissione. Nel testo vi è anche uno specifico articolo, il numero 4, dedicato al voto degli italiani all’estero. “Ai sensi dell’articolo 26 della legge 27 dicembre 2001, n. 459, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, – si legge nel testo – sono apportate modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, volte a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero, nell’osservanza dei seguenti princìpi: introduzione di misure per garantire che il processo di stampa delle schede e dei certificati elettorali si svolga in modo da evitare la stampa di schede e certificati non autorizzati; disciplina della spedizione dei plichi dai Consolati al domicilio degli elettori, con introduzione di misure per contrastare i fenomeni di furto o smarrimento del materiale elettorale; disciplina delle modalità del voto per corrispondenza con l’introduzione di modalità volte a consentire la verifica dell’identità di chi compila le schede elettorali e a contrastare ogni forma di condizionamento o coercizione nell’esercizio del voto e la possibilità che gli elettori esprimano un voto multiplo; introduzione di misure per rendere più efficace ed agevole la verifica della validità del voto espresso per corrispondenza in occasione delle operazioni di scrutinio delle schede elettorali pervenute dall’estero. Lo schema di regolamento – prosegue il testo – di cui al comma 1 è corredato di una relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura. Si applica l’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Qualora, alla data di convocazione dei comizi elettorali per le nuove elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, non sia entrato in vigore il regolamento di cui al comma 1, trovano comunque applicazione le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge”. Nel corso del dibattito in Commissione il deputato del Pd Federico Fornano ha sottolineato come nella parte del provvedimento riguardante il voto degli italiani all’estero vi sia un alto livello di incertezza e imprevedibilità. Ai dubbi sollevati dal deputato ha risposto il Presidente della I Commissione Nazario Pagano che ha evidenziato come l’intervento sul voto degli italiani all’estero sia volto a contrastare il rischio di contraffazione e non a modificare il sistema di voto. Dal canto suo il relatore Rossi ha rilevato come nel corso delle audizioni siano state date indicazioni chiare circa la necessità di contrastare i rischi di contraffazione del voto degli italiani all’estero. In questo ambito, per il relatore, appare necessario introdurre elementi di certezza del voto, anche con l’ausilio di supporti informatici, con riguardo al processo di stampa delle schede e dei certificati elettorali, alla disciplina della spedizione dei plichi dai Consolati al domicilio degli elettori, alla verifica dell’identità di chi compila le schede elettorali, al contrasto ad ogni forma di condizionamento o coercizione nell’esercizio del voto e alla possibilità che gli elettori esprimano un voto multiplo, nonché alla verifica della validità del voto espresso per corrispondenza in occasione delle operazioni di scrutinio delle schede elettorali pervenute dall’estero. Il relatore ha ribadito in conclusione la convinzione che tutti siano d’accordo su tale esigenza. Su questo punto i deputato Filiberto Zaratti (AVS) ha espresso preoccupazione per le spiegazioni fornite dal relatore sul voto degli italiani all’estero, in quanto si rischia di introdurre con il nuovo testo una vera e propria delega in bianco al Governo. Secondo il deputato, al contrario, sull’argomento andrebbero dettate norme precise e non esclusivamente principi, trattandosi di una proposta di legge elettorale. Da segnalare anche l’intervento del deputato del Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, che, in riferimento alla questione della mancata certezza del voto degli italiani all’estero, ha fatto presente come ci siano già diverse proposte da parte del Poligrafico dello Stato e del Consiglio generale degli italiani all’estero in relazione, per esempio, alla garanzia del processo di stampa e di spedizione dei plichi. Nel sottolineare che su tali aspetti la questione non si ponga, il deputato ha evidenziato come tuttavia che anche ad una lettura superficiale del nuovo testo emergano elementi di preoccupazione. In primo luogo per la parte del nuovo testo della proposta di legge C. 2822 in cui si fa riferimento alla disciplina delle modalità del voto per corrispondenza con l’introduzione di procedure volte a consentire la verifica dell’identità di chi compila le schede elettorali e a contrastare ogni forma di condizionamento o coercizione nell’esercizio del voto e la possibilità che gli elettori esprimano un voto multiplo. Un aspetto che, per il deputato, potrebbe portare all’introduzione dell’inversione dell’opzione di voto con previa registrazione dell’elettore. Una modifica che comporterebbe il rischio di un abbattimento della partecipazione. Ricciardi ha quindi infine ribadito che un conto sono gli interventi di natura tecnico organizzativa e un altro conto è la modifica delle modalità del voto. Dal canto suo la deputata Carmela Auriemma (M5S) ha rilevato come le disposizioni, volte a garantire la sicurezza e l’integrità del voto degli italiani all’estero, sembrino porsi in contraddizione con la clausola di invarianza finanziaria contenuta nel nuovo testo. Su questo tema è intervenuto anche il deputato Giovanni Donzelli (FDI) che ha osservato come le disposizioni sul voto degli italiani all’estero non incidano sul sistema elettorale ma si limitino a intervenire sulle modalità di esercizio del voto. Ha poi di nuovo ripreso la parola il relatore Rossi che sulle nuove norme relative al voto degli italiani all’estero, ha sottolineato come non si tratti di una delega, ma di una soluzione che si colloca nel solco di quanto previsto dalla legge n. 459 del 2001, vale a dire un decreto del Presidente della Repubblica, previo parere del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari competenti. Il relatore ha inoltre condiviso il richiamo del deputato Ricciardi alle proposte del Poligrafico dello Stato sulla stampa delle schede e l’invio dei plichi per il voto degli italiani all’estero e ha sottolineato come tale aspetto, al pari anche di ogni elemento utile a delineare la cornice dell’intervento governativo, potranno costituire oggetto di proposte emendative. (Inform)