direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito dell’Assemblea Plenaria sulla riforma elettorale

CGIE

Il Consiglio Generale chiederà un parere al Consiglio di Stato sulle modifiche apportate per la circoscrizione Estero

Schiavone: “Ammettere la candidatura di residenti in Italia non iscritti all’Aire in una delle ripartizioni estere ha rappresentato una rottura di un equilibrio consolidato e una forzatura normativa rispetto alla reciprocità. Il Cgie chiede alle forze politiche di rimediare all’errore compiuto impegnandosi a candidare nelle proprie liste per la circoscrizione Estero solo cittadini iscritti all’Aire”

ROMA – Il dibattito dell’Assemblea Plenaria sulla riforma elettorale è stato introdotto dal segretario generale Michele Schiavone che ha sottolineato come questa legge approvata ad inizio novembre, che ha creato molta apprensione fra i nostri connazionali,  abbia cambiato, anche dal punto di vista costituzionale  il senso della circoscrizione Estero, ponendosi in contrasto con legge

459/2001 sul voto all’estero che si proponeva di recuperare la mancanza di rappresentanza degli italiani nel mondo che i padri costituenti non avevano preso in considerazione. “Ammettere la candidatura di residenti in Italia non iscritti all’Aire in una delle ripartizioni estere – ha spiegato  Schiavone – ha rappresentato una rottura di un equilibrio consolidato e una forzatura normativa rispetto alla reciprocità che francamente è sembrata improvvisata. Il Cgie chiede alle forze politiche di rimediare all’errore compiuto impegnandosi a candidare nelle proprie liste per la circoscrizione Etero solo cittadini iscritti all’Aire”. Schiavone ha poi rilevato l’esigenza, in vista delle prossime elezioni,  di predisporre una campagna informativa sostenuta da risorse adeguate, di provvedere ad una aggiornamento dei dati Aire, di suddividere in quattro città italiane, una per ogni ripartizione, lo scrutinio delle schede della circoscrizione Estero e di introdurre la par condicio nell’informazione, nonché di apporre un codice a Barre sul plico elettorale per limitare il numero delle schede nulle. Ha poi preso la parola il consigliere Vittorio Pessina (Fi) che si è detto d’accordo con le modifiche proposte da Schiavone sulle modalità del voto all’estero ed ha auspicato un ricorso da parte del Cgie sulla legge elettorale presso la Corte Costituzionale, in quanto la presentazione delle liste all’estero con residenti italiani appare in contrasto con la legge 459/2001. Dopo l’intervento di Luca Tagliaretti (Ncd) che ha proposto la creazione di una tessera elettorale da inviare prima delle elezioni agli elettori nel mondo anche al fine di verificare la correttezza degli  indirizzi per il successivo invio del plico elettorale,  il vice segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei Silvana Mangione ha rilevato come le modifiche per la circoscrizione Estero apportate dalla nuova legge elettorale vadano contro il principio della “reciprocità”. “Molti sostengono –  ha spiegato la Mangione – che chi esercita il diritto di opzione per l’elettorato attivo, e cioè per la possibilità di votare in Italia, in quel momento garantisca a se stesso anche il diritto all’elettorato passivo , cioè la possibilità di essere candidati in Italia.  Quello che noi vorremmo chiedere è un parere pro veritate al Consiglio di Stato, perché è l’unico vincolante ai sensi della Costituzione, per capire: se è vero che possiamo candidarci in Italia anche noi dall’estero, e quale procedura dovrebbe seguire il residente all’estero che riesce a farsi candidare in Italia”. Dal canto suo Luigi Papais (Ucemi) ha ricordato come nelle legge elettorale vi sia una diversità di trattamento fra chi si candidata all’estero, che non può farlo se negli ultimi cinque anni ha ricoperto cariche pubbliche , e che chi risiede in Italia che non ha questo vincolo. Papais ha anche sottolineato come la FAIM, la rete delle associazioni italiane all’estero, sia pronta ad avviare con il ministero un’azione di collaborazione e sussidiarietà per promuovere iniziative volte ad aumentare la partecipazione al voto dei nostri connazionali.

Chiesta invece da Isabella Parisi (Germania) la stesura di un testo da parte del Cgie in cui vengano sottolineati gli aspetti incostituzionali della legge elettorale. Un documento, volto a dire che gli italiani nel mondo non intendono tornare indietro sui loro diritti, da sottoporre alla firma dei Comites e dei connazionali nel mondo.  Una decisa presa di posizione contro le modifiche apportare dalla legge elettorale è stata chiesta anche da Manfredi Nulli (Gran Bretagna) che ha inoltre rilevato come la suddivisione dello spoglio elettorale in diverse città richiederà anche un aumento del personale da impegnare nelle operazioni.

Dopo l’intervento di Giuseppe Stabile (Spagna) che per quanto riguarda i seggi elettorali ha segnalato la possibilità di utilizzare gli uffici europei, Rita Blasioli Costa (Brasile) ha auspicato una vasta campagna informativa sul voto all’estero che precisi con chiarezza anche il termine ultimo per l’invio ai consolati dei plichi elettorali votati dai connazionali.

“Tremaglia –  ha ricordato Gianfranco Sangalli (Perù) – aveva concepito questo sogno del voto all’estero. E’ inaccettabile che a persone che si siano distinte e fatte onore nel mondo in tanti settori e attività sia negata la possibilità di candidarsi anche in Italia. Occorre presentare la cosa davanti al Consiglio di Stato. Il Cgie deve inviare un messaggio chiaro in proposito per dare la nostra posizione davanti alla nazione e agli italiani all’estero”.

Al termine del  dibattito il segretario generale Schiavone ha annunciato che il Cgie chiederà su questa materia l’intervento del Consiglio di Stato e solleciterà le modifiche alle procedure del voto all’estero già illustrate al fine di rendere più chiaro il suffragio e rafforzane l’immagine e il prestigio. Un voto, quello degli italiani all’estero, che, secondo il segretario generale, è da sempre sotto attacco.  Schiavone ha anche segnalato che il Comitato di Presidenza chiederà al ministero di coinvolgere nella campagna informativa per il voto all’estero, oltre alla stampa italiana edita al’estero, gli organismi di rappresentanza e il mondo delle associazioni. (G.M- Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform