direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito del 4° Tavolo tecnico sul turismo delle Radici promosso dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci

FARNESINA

ROMA – Si è svolto online il Tavolo tecnico del turismo delle radici giunto nel 2021 alla quarta edizione. L’evento è stato organizzato dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci. In apertura del dibattito, moderato da Giovanni Maria De Vita Capo Ufficio I della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero,  è intervenuto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Luigi Maria Vignali, che ha ricordato come dalla prima edizione del 2018 i partecipanti all’evento si siano quantomeno triplicati. “Il turismo delle radici è un punto di partenza per il rilancio dei territori e per la ripresa turistica in Italia: guardo soprattutto ai piccoli borghi che hanno affrontato la pandemia con maggiori difficoltà. Del resto i turisti italo-discendenti sono un bacino enorme di circa 80 milioni di persone. Almeno 10 milioni di queste persone venivano, prima della pandemia, ogni anno a visitare l’Italia con un indotto di 4 miliardi di euro”, ha spiegato Vignali evidenziando lo strumento della Guida alle radici italiane giunta alla seconda edizione: la prima riguardava Regioni come Puglia, Basilicata, Abruzzo ed Emilia Romagna; la seconda invece Calabria, Sicilia, Molise e Lombardia. “Non può essere un turismo improvvisato ma serve un’offerta strutturata: per far questo dobbiamo conoscere cosa chiede questo turista”, ha aggiunto Vignali ricordando lo strumento del questionario per avere un identikit del turista delle radici. Ringraziamenti sono andati all’Università della Calabria per aver lanciato il master di primo livello sulla formazione degli operatori e degli addetti destinati ad approcciarsi con il turista delle radici . Sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza .il Maeci aveva chiesto che la Farnesina avesse un proprio spazio per il turismo delle radici e “averlo inserito è stato un risultato straordinario”, ha rilevato  con soddisfazione Vignali. “Con i fondi del PNRR – ha spiegato il Direttore Generale –  faremo intanto attività di sensibilizzazione e formazione delle comunità locali sui territori , coinvolgendo anche unità sia in Italia che all’estero, grazie alla collaborazione del Cgie e dei Comites. Questa sarà un’importante attività di preparazione sempre per capire di cosa i turisti delle radici hanno bisogno.  Altro punto che vorremmo porre in essere è l’attività della ricerca genealogica che caratterizza il turista delle radici e rende particolarmente interessante un viaggio in Italia.  A questo scopo potremo prevedere  il coinvolgimento delle anagrafi, dello stato civile , degli archivi, nonché degli uffici comunali e delle parrocchie. Insomma una ricerca storico genealogica. Poi – ha continuato Vignali – ci piacerebbe creare degli itinerari standard a cui abbinare delle esperienze personalizzate, ad esempio sviluppando un’applicazione particolare, e coprire con questi itinerari tutte le regioni italiane.  Quindi lo scopo è quello di guidare il turista alle esperienze più significative nelle varie ragioni. Vi è poi un quarto punto che vorremmo sviluppare che è quello della rete dei musei dell’emigrazione italiana. Il Museo dell’emigrazione italiana di Genova rappresenta il fulcro di questa attività, ha già attivato una rete locale: in questi luoghi il turista delle radici può ripercorrere la storia dell’emigrazione. Altro punto che ci piacerebbe sviluppare – ha aggiunto il Direttore Generale – è quello del passaporto delle radici italiani. Una specie di card che possa dare agevolazioni. Questa è una idea che abbiamo elaborato insieme al Cgie già da tempo e che prevede il coinvolgimento delle strutture che in Italia possono dare delle agevolazioni”. Vignali si è poi soffermato sulla possibilità di promuovere in questo contesto anche progetti ed esperienze di vacanza lavoro estivo in Italia.

“Tutto questo – ha concluso il Direttore Generale – necessita di una grande campagna di comunicazione che coinvolga i partner specializzati, dei testimonial, ad esempio attori cantati e uomini politici di origini italiane, ma anche i Comites e il Cgie. Ci piacerebbe infine promuovere, insieme al Ministero del Turismo e all’Enit, il 2023 come anno delle radici italiane”.

L’Assessore al Lavoro della Regione Sardegna, Alessandra Zedda, ha ricordato come la sua Regione investa molto negli emigranti avendo diverse comunità nel mondo “come fossero delle piccole ambasciate”. Il Progetto internazionale Casa Sardegna raccoglie eccellenze e sono il Cagliari Calcio e la Dinamo Sassari nel basket. Zedda ha ricordato l’appuntamento della Conferenza internazionale dell’emigrato a fine ottobre in Sardegna: “saremo impegnati a far rientrare quanto più possibile i nostri emigrati aderenti ai circoli e tutti coloro che si registrano per l’evento”, ha sottolineato l’Assessore. Alan Rizzi della Regione Lombardia ha sottolineato come anche questa realtà regionale sia impegnata nel turismo delle radici avendo un tasso di espatri molto alto. E’ stato anche ricordato il bando triennale del 2019 dedicato ai lombardi nel mondo anche per la valorizzazione dei luoghi e della cultura lombarda. Loredana Capone, Presidente del Consiglio della Regione Puglia, ha evidenziato come la sua Regione “creda fortemente nel potenziale del turismo delle radici gratificando non solo l’importanza dedicata al tema ma nella prospettiva di rendere più forti queste radici”. Michele Schiavone, Segretario Generale Cgie, vede nei punti evidenziati da Vignali il cammino svolto in comune con la Farnesina per questo progetto, integrando le attività specifiche rivolte agli italiani all’estero in quelle propriamente nazionali. “Sosteniamo con determinazione quanto presentato da Vignali perché questa programmazione diventerà argomento della IV Conferenza plenaria, per le politiche che andranno adottate nel prossimo triennio da Stato e Regioni”, ha commentato Schiavone facendo riferimento all’attesa Conferenza Stato-Regioni-Pa-Cgie. “Negli ultimi anni il numero degli italiani trasferitisi all’estero è aumentato in maniera spropositata. Attraverso queste azioni dobbiamo continuare a tenere vivi i legami tra i loro luoghi di nuova residenza ed i loro luoghi d’origine, con un programma di lavoro in grado di concorrere all’aumento del Pil del Paese. Nel riconoscere le proposte di lavoro di Vignali, ricordiamo anche i lavori preparatori adottati tramite sottoscrizione di accordi col mondo universitario e con l’Enit”, ha aggiunto Schiavone evidenziando il ruolo fondamentale di sostegno ai connazionali svolto dai Comites durante la pandemia. “Allo stesso modo potranno concorrere anche al turismo delle radici”, ha concluso Schiavone. Fausto Orsomarso, Assessore al Lavoro della Regione Calabria, ha segnalato il progetto ‘Calabria Terra dei Padri 2023’ legato all’internazionalizzazione che punta a valorizzare l’identità calabrese smontando anche alcuni pregiudizi.

Elena Di Raco, dell’Enit, ha ricordato come il turismo delle radici rappresenti una parte importante del nostro mercato turistico,  con circa 10, 4 milioni di stranieri che visitano nel nostro Paese familiari ed amici. Di Raco ha inoltre segnalato come nonostante il calo dovuto alla pandemia anche grazie al turismo delle radici l’Italia abbia mantenuto capacità di attrazione. Evidenziata anche la necessità sia di elaborare innovative campagne promozionali per risponde alle nuove esigenze turistiche, sia  di valorizzare nuovi territori spesso meta del turismo delle radici.

Stefano Valdegamberi, consigliere regionale del Veneto, ha rievocato la platea assai vasta di veneti in giro per il mondo e di persone che quindi vengono in Italia a cercare le loro radici. “Bisogna percorrere la strada del turismo delle radici: in un mondo così globalizzato cresce la domanda d’identità”. Salvo Iavarone, Presidente di ASMEF, ha ricordato l’incontro nel 2017 tenuto alla Camera per fotografare l’opportunità di approfondire il tema delle radici e quindi nel maggio 2018 l’esordio del Tavolo tecnico. “Come ASMEF siamo ben attenti su questo tema, sul quale siamo molto attivi. Le Regioni sono fondamentali e riteniamo che il turismo di ritorno possa essere un grande progetto sociale”, ha spiegato Iavarone facendo presente che questo progetto potrebbe essere affiancato al tentativo di ripopolamento dei borghi storici. Marina Gabrieli, Presidente Raìz Italiana, ha espresso soddisfazione per il modo in cui l’interesse verso il turismo delle radici sia cresciuto in questi ultimi anni. “Tra le novità più importanti per Raìz Italiana c’è la partecipazione al master presso l’Università della Calabria e siamo orgogliosi di aver creato un legame tra le varie entità coinvolte nel progetto”, ha spiegato Gabrieli. “E’ una soddisfazione poter trasmettere le nostre competenze a chi poi lavorerà direttamente sui territori”, ha aggiunto Gabrieli anticipando l’imminente presentazione della seconda edizione della Guida alle radici italiane invitando le Regioni che ancora non lo avessero fatto a candidarsi per poter completare così la collana.

Tullio Romita, Direttore del master sul turismo delle radici promosso dall’Università della Calabria, considera il master un modo per condividere pubblicamente i risultati della ricerca universitaria il cui gruppo di lavoro specifico su questo tema esiste già da un ventennio. La prima pubblicazione risale al 2009 mentre l’ultima in ordine temporale è quella del novembre scorso. “Il master, internazionale, intende formare la figura di esperto nella gestione del turismo delle radici: per capire compiutamente certe dinamiche, tuttavia, l’operatore deve comprendere anche la dimensione esperienziale di questi turisti, andando a indagare in campo sociologico”, ha spiegato Romita.  Due sono le ricerche attualmente condotte sul tema, come ha ricordato il moderatore Giovanni De Vita (Dgit) : una dell’Università della Calabria e un’altra dell’Associazione AsSud. “Il turismo delle radici è un modo per dare risposte concrete ad aree non interessate dal turismo cosiddetto ‘mainstream’ e che può avere delle ricadute positive”, ha spiegato De Vita sottolineando l’importanza del mondo dell’associazionismo. La ricercatrice Sonia Ferrari ha ricordato le indagini condotte anche in Italia rivolte ad alcuni amministratori pubblici per far capire la conoscenza del fenomeno del turismo di ritorno a livello territoriale e regionale. La ricercatrice Ana Biasone dall’Argentina ha sottolineato come l’attenzione si sia concentrata sulle aspettative e sui bisogni dei turisti delle radici, ma anche sulla sostenibilità e sugli scenari post-Covid. “La maggior parte degli intervistati si era recato nel paese dei propri antenati”, ha spiegato Biasone. Il ricercatore Giuseppe Sommario dell’Associazione AsSud, ha ricordato la ricerca ‘Scoprirsi Italiani” dell’Osservatorio sulle Radici Italiane che si sta sviluppando attraverso numerosi seminari online: la ricerca sarà conclusa nei prossimi mesi e sarà riassunta in una pubblicazione in preparazione per l’anno prossimo. Il questionario dell’ORI, tradotto in sei lingue, ha riguardato circa 20mila ingressi da aree come America Latina, USA, Australia, Canada ed Europa. “Stiamo passando da un approccio spontaneo, perché i viaggi delle radici si sono sempre fatti, ad una maggiore consapevolezza con un salto di qualità”, ha spiegato Sommario sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare e del legame da instaurare tra chi è partito e chi è rimasto.

Dal canto suo Pina Costa di Assocamerestero ha rilevato come le comunità italiane nel mondo abbiano mantenuto un legame forte con l’Italia sia per quanto riguarda il business che per il settore degli investimenti. Costa ha anche parlato della necessità di fornire al turista di ritorno nuove modalità di interazione volte alla valorizzazione dei prodotti tipici italiani.

Giovanna Di Biccari della pagina online ‘Amici di Orsara’ (Comune della Puglia) ha parlato della realizzazione di tour e visite ad Orsara. Diverse persone hanno chiesto dalle Americhe, interagendo con la pagina, di poter risalire alle proprie radici. Giovanni Cafiero, Presidente dell’Associazione ‘Rotta di Enea’, ha rievocato il mito ispiratore di Enea considerato come un migrante leggendario e di successo, invitando a sostenere anche l’archeologia.

E’ stata poi la volta dell’ingegnere Accardo della fondazione Siotto che sta portando avanti un progetto, finanziato dal Maeci, volto alla riscoperta delle comunità sarde nei paesi del nord Europa. In pratica la realizzazione di un documentario sugli emigrati sardi all’estero. Presente al Tavolo anche Emmanuel Maio di Eduitalia, un’associazione di scuole, accademie e università che offrono corsi per studenti stranieri. Maio ha ricordato la consistente richiesta di lingua e cultura italiana da parte di oriundi, soprattutto provenienti dagli Stati Uniti, che decidono di fare un’esperienza di studio in Italia. Massimo Lucidi del Premio “Eccellenza Italia” ha sottolineato come nel mondo che cambia l’Italia della cultura continui ad attrarre anche gli studenti stranieri con i suoi luoghi della memoria e del pensiero, ovvero i nostri borghi e le eccellenze del nostro paese. Realtà che devono essere raccontate con programmazione e momenti di raccordo.

Silvia Alciati, consigliera Cgie-Brasile, ha auspicato che il fenomeno del turismo delle radici possa essere quanto più conosciuto, avendo collaborato anche con il master universitario. Alciati ha altresì chiesto una maggiore sensibilità verso i problemi economici che si stanno vivendo in alcune zone dell’America Latina, che si potrebbe tradurre con una riduzione dei costi per partecipare alle diverse attività promosse su questo tipo di turismo. Alciati ha espresso soddisfazione per l’idea della tessera turistica al fine di creare le condizioni per delle agevolazioni. La consigliera ha poi ricordato l’importanza del ruolo dell’informazione e di un’esperienza quale quella del Seminario di Palermo tenutosi nel 2019 che è stato un punto di partenza per far conoscere a molti giovani il nostro Paese: due di questi partecipanti hanno deciso di rimanere in Italia a seguito dell’esperienza del Seminario. “Sono osservazioni pertinenti: se il turismo delle radici deve essere strumento di avvicinamento deve essere quindi anche considerata la politica dei prezzi individuando formule per agevolare il viaggio di chi ha minori possibilità economiche”, ha rilevato Giovanni Maria De Vita sottolineando a sua volta il ruolo dell’informazione nel far conoscere il turismo delle radici. Giuseppe Della Noce, Direttore Agenzia AISE, ha sottolineato come in questo caso sia importante fare divulgazione e pubblica utilità più che informazione in senso stretto. “Siamo a disposizione per collaborare con tutte le istituzioni, pensando insieme cosa possa essere realizzato per ogni tipo di iniziativa”, ha spiegato Della Noce.

Fiorello Primi, Presidente ‘Borghi più Belli d’Italia’, ha espresso soddisfazione per il fatto che questo tipo di turismo sia entrato nel PNRR. Primi ha evidenziato come attualmente siano stati ammessi nell’associazione 315 borghi italiani su circa 900 visitati in questi anni: questo per sottolineare il livello qualitativo richiesto per essere parte di questa eccellenza. Primi ha però evidenziato difficoltà nei piccoli borghi relative al recupero delle abitazioni e per esempio all’accesso a strumenti come il cosiddetto ‘ecobonus’ per ragioni pratiche, burocratiche e legislative. A tal proposito De Vita ha rilevato come certamente ricopra un’importanza centrale la questione dell’adeguamento delle infrastrutture che riguarda il recupero delle aree dei centri abitati, il sistema dei trasporti e la stessa qualificazione professionale. “Con il master del turismo delle radici – ha aggiunto De Vita – noi assistiamo al sorgere di nuove professioni che devono essere riconosciute per poter avere una loro operatività sui territori”. Saverio Lamiranda, Presidente dell’Associazione per il Turismo Rurale ‘Terre di Aristeo’, ha rievocato il dramma dello spopolamento dei borghi soprattutto in zone come la Lucania. “Dobbiamo far diventare i nostri territori destinazioni turistiche”, ha spiegato Lamiranda auspicando la possibile ripartenza del turismo partendo dai lucani all’estero. Evidenziata inoltre la necessità di far diventare cittadini attivi i lucani all’estero per la rigenerazione dei borghi attraverso la creazione di piazze virtuali. Giovanna Giordano, Presidente del Comites di Montréal, ha parlato di diversi giovani che hanno voglia di tornare nei luoghi d’origine, raccontati nelle storie narrate dai nonni. “Sarebbe importante realizzare un tavolo così proprio con i giovani per capire di più perché non ritornano, quali sono le difficoltà”  ha rilevato Giordano sottolineando sia la forte vicinanza dei giovani ai loro borghi d’origine, sia l’importanza del Seminario di Palermo per l’avvicinamento delle nuove generazioni.

Vittorio D’Alessio, Sindaco di Mercogliano (Provincia di Avellino), ha annunciato l’istituzione di una consulta per il patrimonio identitario ed etnografico volto a ricostruire le relazioni con il territorio, ricco di esperienze e specificità. De Vita ha sottolineato come il turismo delle radici sia un viaggio particolare per il quale bisogna riflettere su quali siano le reali aspettative di chi lo compie. Il docente Riccardo Giumelli dell’Università di Verona ha ricordato il lavoro portato avanti dell’Osservatorio delle Radici Italiane per ricostruire la figura del turista delle radici con il contributo della Farnesina. “Il turista delle radici c’è sempre stato ma ora c’è una consapevolezza diversa”, ha spiegato Giumelli evidenziando come il target di riferimento sia quello di 80 milioni di italo-discendenti nel mondo. Laura Schiff della Regione Emilia Romagna ha ricordato come il Ministero del Turismo abbia rifinanziato un piano di promozione turistico, designando tre regioni capofila per altrettanti progetti di sviluppo territoriale: il progetto ‘borghi e paesaggi’ vedrà coordinatrice l’Emilia Romagna, il progetto ‘cammini ed enogastronomia’ sarà guidato dall’Umbria, infine ‘turismo attivo e sostembile ’ vedrà come capofila le Marche. Il piano, che sta per partire, sarà concentrato nel portale viaggio-italiano.it che già racchiude circa mille borghi. De Vita ha definito questi progetti “molto concreti e incentrati sui borghi che sono realtà da mettere al centro per qualsiasi iniziativa sul turismo delle radici”. Rosa Quaranta della Regione Puglia ha invitato a coinvolgere l’Anci e quindi i Comuni “in questa partita del turismo di ritorno che si gioca molto sul tipo di collaborazione con gli enti territoriali nella ricostruzione di questa particolare connessione con i nostri oriundi all’estero ”. De Vita ha ricordato che l’Anci è sempre stato un partner fondamentale per qualsiasi iniziativa di successo in questo settore. E’ poi intervenuta Antonella Perri dell’Università della Calabria , autrice del volume dal titolo “Il turismo della Radici”, un momento di riflessione su alcuni dei risultati più rilevanti prodotti nell’ambito dell’attività di ricerca del Centro di studi sul turismo dell’Università della Calabria. Perri ha sottolineato come le ricerche abbiano evidenziato una forte correlazione fra sviluppo del turismo residenziale delle abitazioni private e l’ampliamento del turismo delle radici. Tiziana Nicotera dell’Università della Calabria ha sottolineato l’importanza in questo ambito del ruolo dei comuni che sono stati anche oggetti di studio. Nicotera si è inoltre soffermata su un nuovo studio portato avanti sugli effetti del turismo delle radici sul tessuto socio culturale locale in termini di sostenibilità socio-culturale e quindi non in termini solamente ambientali ed economici. “Il turismo delle radici – ha aggiunto Nicotera – se gestito in modo corretto può avere un impatto positivo e rilevante sul tessuto socio culturale locale”.

Amira Giudice, studentessa italo-argentina del master sul turismo delle radici dell’Università della Calabria, ha ricordato che un terzo degli iscritti al corso sono residenti all’estero in particolare nelle Americhe. Scopo del master è offrire agli studenti gli strumenti necessari per organizzare i viaggi delle radici in modo compatibile con tutte le difficoltà che si possono incontrare. (Simone Sperduto/Inform)

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