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Il confronto tra Forum del Terzo Settore e gli interlocutori istituzionali sulla revisione del calcolo dell’Isee

ASSOCIAZIONI
Il confronto tra Forum del Terzo Settore e gli interlocutori istituzionali sulla revisione del calcolo dell’Isee
Il presidente nazionale dell’Auser, Enzo Costa: “La revisione migliora la norma originaria, ma si può fare di più”
ROMA – Il presidente nazionale dell’Auser, associazione impegnata nella promozione dell’invecchiamento attivo, Enzo Costa, segnala i contenuti del confronto avviato tra il Forum del Terzo Settore e gli interlocutori istituzionali sul decreto per la revisione del calcolo dell’Isee (l’indicatore della situazione reddituale).
In particolare, segnala come sia stata sottolineata la delicatezza di tale materia nei recenti incontri avuti con l’intergruppo parlamentare, con il gruppo dei deputati del Pd, la Segreteria nazionale del Pd e con le Commissioni riunite Finanze e Lavoro.
L’Isee infatti rappresenta “l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione a partire dai soggetti più deboli – evidenzia Costa, sottolineando come vadano definiti “livelli essenziali di assistenza”, “superate le profonde disparità territoriali” e come le “prestazioni assistenziali non possano far parte dell’indicatore reddituale”. Necessario poi “un organismo di monitoraggio, partecipato dalle forze sociali, per verificare e correggere in corso d’opera eventuali difetti del nuovo strumento”. “La nuova Isee non può nascere come strumento di contenimento della spesa e quindi come veicolo attraverso il quale ridurre i servizi – prosegue Costa, rilevando come “ogni risparmio di spesa vada reinvestito ai servizi sociali alla persona”. Nel corso degli incontri si è anche discusso del passaggio dall’autocertificazione ai controlli incrociati automatici con Inps, Agenzia delle Entrate e c/c bancari.
“Il nuovo testo poteva fare di più ma bisogna riconoscere che migliora notevolmente la norma originaria – afferma il presidente dell’Auser, chiarendo come non debba “essere lesa l’universalità dei diritti delle persone” e che “in periodi di crisi chi può contribuire di più, sia sulla fiscalità generale che sul costo dei servizi, ha il dovere di farlo”.
Ribadito il ruolo svolto dal Forum del Terzo settore in questa delicata fase politica, cui si ritiene debba associata, con un rilancio, anche l’attività a livello regionale. (Inform)
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