CGIE
Prosegue a Palermo il Seminario sui Giovani Italiani nel Mondo
PALERMO – La seconda giornata di lavori del seminario in corso a Palermo, promosso dal Cgie sui giovani italiani nel mondo, si è aperta presso il Real Teatro di Santa Cecilia. I ragazzi hanno avuto modo di confrontare le loro proposte in uno spazio aperto, ossia attraverso la metodologia interattiva chiamata “open space” guidata da Gerardo de Luzenberger e Fabia Francesconi. I giovani sono stati chiamati a riempire una bacheca attraverso i loro post scritti su un foglio. La vera scommessa di un network è quella di essere utile: quindi è questo l’obiettivo che deve prefiggersi la rete dei giovani. Si è partiti con una breve presentazione che è servita ai partecipanti per spiegare la propria percezione dell’italianità all’estero. Cosa contraddistingue dunque un italiano nel mondo? Gli elementi emersi con maggiore frequenza sono stati l’allegria, l’enogastronomia, il modo di vestire, il tono alto della voce, la gestualità e non ultima la passione per il calcio.
Tra le proposte inserite in bacheca, molte hanno riguardato l’idea di aggiornare il più possibile la rete che sta nascendo, sfruttando il potenziale di giovani che hanno nel proprio bagaglio la conoscenza di molte lingue e il saper vivere in giro per il mondo: dunque una sorta di “banca delle esperienze” in grado di interagire in uno scenario tanto fisico quanto virtuale. Trovare connessioni sul piano lavorativo, coinvolgere i gruppi regionali, soprattutto nei Paesi extraeuropei e più lontani come l’Australia, il Sudafrica e le Americhe, per ritrovare il senso più profondo dell’italianità e magari per promuovere il cosiddetto “turismo di ritorno” nonché momenti d’incontro tra vecchie e nuove migrazioni. Ma si è puntato anche al concetto di “politiche di rientro” per esempio al fine di consentire agli italiani che vivono in zone ad elevata crisi, come il Venezuela, di avere delle opportunità in più nel momento del bisogno. Tra le proposte non sono mancate quelle relative alla conoscenza della lingua italiana, coinvolgendo nella rete gli istituti di cultura e le associazioni. Si è avanzata anche l’idea di creare una redazione di giovani italiani all’estero: uno spazio web dove raccogliere le notizie e le loro storie, per essere informati reciprocamente. L’obiettivo non è solo socializzare, bensì promuovere uno scopo: un ideale di “italian dream”, ossia di sogno italiano. (Simone Sperduto/Inform)