direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Il comitato per il No mette in discussione i diritti dei cittadini italiani all’estero”

REFERENDUM COSTITUZIONALE

Dai deputati Pd della circoscrizione Estero Farina, Fedi, Garavini,  La Marca, Porta Tacconi

 

 

ROMA – Con una nota congiunta i deputati Pd della circoscrizione Estero  Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca, Fabio Porta e Alessio Tacconi replicano all’ipotesi di ricorso sul voto referendario degli italiani all’estero avanzata dal Comitato del No “Del diritto di assicurare l’effettività del voto dei cittadini italiani all’estero e una rappresentanza nel Parlamento nazionale – ricordano i parlamentari Pd – parla la Costituzione in tre articoli (48 – 56 – 57). Una legge ordinaria dello Stato (459/2001), richiamata dall’articolo 48 della Costituzione, fissa inoltre in modo dettagliato i requisiti e le modalità di esercizio. Questo sistema, nonostante l’obiettiva complessità del voto per corrispondenza, ha retto finora a tre elezioni politiche generali e ad altrettante consultazioni referendarie. Esso è anche alla base della formazione degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, i Comitati degli italiani all’estero (Com.It.Es), istituiti e regolamentati da un’altra legge dello Stato. Le polemiche partitiche che si sono sviluppate dopo alcune consultazioni elettorali – proseguono i deputati – non sono andate mai oltre la dialettica politica e non hanno aperto a livello parlamentare momenti di seria e ragionata revisione. Le uniche proposte di legge avanzate nella precedente e in questa legislatura, volte a migliorare e a mettere in sicurezza il voto all’estero, sono le nostre. Dagli altri, solo qualche sporadica proposta di abolire la circoscrizione Estero e, con essa, la possibilità di esercitare “effettivamente” il proprio diritto, come la Costituzione richiede”. “Gli strenui difensori del ‘la Costituzione non si tocca’ e i fautori del processo preventivo alle intenzioni di voto dei cittadini italiani all’estero – continuano Farina, Fedi,  Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – avanzano,dunque, un’ipotesi di sospensione della legalità costituzionale e di aprioristica delegittimazione di quella parte dell’ordinamento che riguarda una parte dei cittadini italiani. Cittadini di pieno diritto, la cui unica diversità è quella di risiedere all’estero e di doversi servire, dunque, degli strumenti di esercizio dei loro diritti di cittadinanza che lo stesso ordinamento mette a loro disposizione”. Per i deputati Pd la dichiarazione del Comitato per il No rappresenta dunque un’ulteriore espressione di una campagna di attacchi agli italiani all’estero e di delegittimazione dei loro diritti di cittadinanza. 

“Come parlamentari e come italiani all’estero – concludono Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi – siamo impegnati affinché la vittoria del Sì apra all’Italia una fase di rinnovamento istituzionale e politico. In questo momento, tuttavia, i cittadini italiani all’estero devono prendere atto che il voto, per iniziativa altrui, non nostra, si è caricato di significati che, per quanto li riguarda, vanno anche al di là di questa pur importantissima scelta.  Si tratta di affermare concretamente, con il voto, la propria autonomia e il proprio diritto di pesare e di essere rispettati come qualsiasi altro cittadino italiano. Si tratta di difendere e, in prospettiva, di migliorare gli strumenti di esercizio dei diritti di cittadinanza, ad iniziare dalla circoscrizione Estero, che sono il frutto di un lungo cammino di lotte e che mai come in questo momento sono esposti ad un attacco”. (Inform)

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