direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Cir sulle decisioni della Commissione Europea in materia di asilo e di salvataggio in mare

RIFUGIATI

 

“Passi avanti nella giusta direzione. Le istituzioni europee percorrano con più coraggio la strada per aprire canali di ingresso legali e per dare una risposta effettiva alle crescenti necessità di protezione”

 

Roma – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati accoglie con moderata soddisfazione le proposte approvate oggi dalla Commissione Europea in materia di asilo e di salvataggio in mare, che traducono in possibili azioni alcune delle richieste che le associazioni di tutela italiane ed europee hanno richiesto negli ultimi mesi. Lo afferma in una nota il Cir . In primo luogo – prosegue il comunicato – è assai rilevante l’estensione del mandato territoriale e della capacità finanziaria delle missioni Triton e Poseidon realizzate da Frontex. “Una delle richieste più pressanti nel corso di questi mesi – ricorda  il direttore del Cir Christopher Hein – è stata la ripresa della missione Mare Nostrum in chiave Europea. Con l’ampliamento delle missioni di Frontex oggi definito, che prevede la stessa copertura geografica di Mare Nostrum e una dotazione finanziaria che è minimo la stessa, e con la chiara esplicitazione della funzione di search and rescue  tra i compiti prioritari della missione europea dobbiamo dire che è stato raggiunto un importante obiettivo per ridurre il rischio di morti in mare”.

“Per quanto riguarda, invece, il tema delle ‘quote’ obbligatorie – prosegue Hein – sulla base delle quali devono essere ridistribuiti i richiedenti asilo in chiaro bisogno di protezione internazionale che arrivano in Grecia e in Italia, ci sono diverse prospettive attraverso le quali guardare a questo sistema: quella europea, quella italiana e quella del richiedente asilo. Dal punto di vista europeo, questa introduzione sembra essere la prima vera deroga del Sistema Dublino e da questa prospettiva è di importanza fondamentale. Per l’Italia, la possibilità di trasferire 24.000 richiedenti asilo in 2 anni può aiutare a decongestionare un sistema in affaticamento, sia per quanto riguarda l’accoglienza che l’analisi delle domande d’asilo. Invece dal punto di vista dei richiedenti asilo temiamo che questo sistema non sia utile. Se nello stabilire i Paesi verso cui dovranno essere trasferiti non si prenderanno seriamente in considerazione i loro legami familiari, culturali e le loro potenzialità di integrazione, crediamo che questi trasferimenti si concluderanno in un fallimento. Dopo poco tempo gli stessi rifugiati cominceranno ad andare verso altri paesi dell’Unione, accrescendo ancor di più i movimenti secondari. Crediamo che i 6mila euro a persona che l’Unione Europea prevede per gli Stati che prenderanno in carico i richiedenti asilo, debbano essere utilizzati per strutturare dei credibili programmi di integrazione. Il Cir vede, inoltre, con perplessità il fatto che la selezione dei richiedenti asilo da trasferire avvenga in base alla loro nazionalità , solo siriani ed eritrei, quando il quadro internazionale di protezione parte sempre dalla situazione individuale e non da quella dei gruppi nazionali. Infine, altra introduzione positiva, il programma di reinsediamento per 20mila rifugiati. Lascia però perplessi – conclude Christopher Hein  – sia il numero francamente troppo piccolo previsto, sia l’adesione degli Stati membri su base volontaria. Questo è un primo passo, anche se piccolo, nella giusta direzione. Chiediamo ora che le istituzioni europee percorrano con più coraggio la strada per aprire canali di ingresso legali per dare una risposta effettiva alle crescenti necessità di protezione: dovrebbero essere fortemente potenziati i programmi di reinsediamento, attivati programmi di ammissione umanitaria e di sponsorship, creati i presupposti per poter richiedere asilo dai paesi di origine e di transito” . (Inform)

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