DIRITTI UMANI
Il Cir sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che condanna l’Italia per il sovraffollamento nelle carceri
Il provvedimento obbliga il Governo italiano a mettere in atto rimedi che siano in grado di contrastare in maniera adeguata il fenomeno
ROMA – Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir) esprime in una nota soddisfazione per la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante a causa del sovraffollamento nelle carceri. Quello di oggi, spiega il comunicato, è un caso pilota, una sentenza fondamentale, perché non si applica solamente al caso in oggetto, ma sancisce che il sovraffollamento delle carceri è un problema strutturale del sistema penitenziario italiano e obbliga il Governo a mettere in atto, entro un anno dall’entrata in vigore della sentenza, dei rimedi che siano in grado di contrastare in maniera adeguata questo fenomeno.
“E’ evidente che il tema delle carceri e delle condizioni di detenzione non può più passare in secondo piano. Questa sentenza obbliga finalmente a inserire in modo chiaro e inequivocabile la riforma del sistema carcerario nell’agenda politica di chi si candida a governare il Paese”, dichiara Fiorella Rathaus responsabile dei Programmi del Cir di riabilitazione e cura per le vittime di tortura. “Inoltre ci sembra importante – prosegue la Rathaus – cogliere anche questa occasione per sottolineare che in Italia è ancora assente dal codice penale il reato di tortura. Questa assenza ha reso impossibile perseguire in maniera adeguata diversi atti di tortura denunciati negli ultimi anni. L’assenza del reato di tortura e la pratica strutturale di condizioni di detenzione disumane e degradanti costituiscono due vergogne per un Paese che si vuole civile, ed è veramente giunto il momento che in Italia queste tematiche fondamentali vengano affrontate.” (Inform)