direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I servizi consolari nel Regno Unito: la risposta del sottosegretario Della Vedova all’interrogazione di Alessio Tacconi

RETE CONSOLARE

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto all’interrogazione del deputato del Pd Alessio Tacconi sui servizi consolari nel Regno Unito (v. Inform di ieri, http://comunicazioneinform.it/annunciata-dal-sottosegretario-benedetto-della-vedova-lelevazione-a-consolato-onorario-del-vice-consolato-onorario-di-aberdeen-e-la-prossima-operativita-del-consolato-onorario-di-manchester/.

Qui di seguito il testo integrale della risposta..

“Desidero innanzitutto ricordare che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per ottemperare agli obblighi di riduzione della spesa pubblica dettati dal decreto-legge n. 95 (c.d. Spending Review) del 2012, ha attuato nel periodo 2013/2014 un complesso e articolato progetto di riorganizzazione della rete all’estero. L’esercizio della spending review ha imposto infatti alla Farnesina specifici obiettivi di riduzione del numero degli Uffici all’estero. Per aderire a tali obblighi normativi, è stato adottato un piano senza precedenti per complessiva portata numerica, che ha comportato interventi di chiusura verso ben 35 strutture all’estero tra Rappresentanze diplomatiche, Uffici consolari ed Istituti di Cultura.

L’individuazione delle Sedi da inserire in tale esercizio di ristrutturazione è avvenuta attraverso un processo di condivisione con Commissioni parlamentari, organizzazioni sindacali ed istanze rappresentative dei connazionali all’estero promosso dalla Farnesina in uno spirito di trasparenza. In tale contesto, sono stati inoltre presi in esame – per quanto riguarda le sedi con funzioni consolari – molteplici parametri obiettivi, tra i quali il volume dell’attività consolare, la consistenza della collettività dei connazionali residenti, la distanza tra la sede in soppressione e quella che riceve le competenze e la facilità dei relativi collegamenti.

La razionalizzazione delle risorse finanziarie ed umane è al contempo condizione indispensabile per assicurare l’adeguamento della rete stessa (la cui intelaiatura ha avuto origine in contesti storici profondamente diversi da quello attuale) ai nuovi scenari internazionali in cui l’Italia si trova ad operare. In tale ottica, il rafforzamento delle nostre posizioni in Paesi di nuova priorità e nei mercati emergenti, similmente ai processi in corso anche presso i nostri principali partner europei, si pone al servizio di una diplomazia della crescita, mirando a fare della rete estera uno strumento moderno ed aggiornato, nonché finanziariamente sostenibile, a sostegno della proiezione del Sistema Paese e della competitività dell’Italia nel nuovo sistema globale delle relazioni internazionali.

Passando ora alle specifiche situazioni segnalate dagli Onorevoli interroganti, si osserva che gli sportelli consolari sono strutture concepite sin dall’inizio con funzioni transitorie e temporanee per garantire il graduale assorbimento di precedenti processi di riorganizzazione della rete. Gli sportelli infatti possono contare solo su una ridotta presenza di personale a contratto e sono in grado di erogare servizi limitati proprio a causa della mancanza di personale di ruolo che solo, per legge, può perfezionare gli atti. Ne discende che, dovendo operare una scelta della struttura su cui intervenire, la chiusura di uno sportello consolare si rivela per la collettività ben meno gravosa della soppressione di un Ufficio di prima categoria, che priverebbe l’utenza della totalità dei servizi consolari.

Nel caso specifico del Regno Unito, peraltro, lo sportello consolare di Manchester – istituito nel 2011 a seguito della chiusura del Consolato di carriera avvenuta nello stesso anno – era stato originariamente concepito come misura provvisoria in attesa del completamento dei lavori presso il Consolato Generale di Londra, che ora funge da polo consolare di riferimento per l’intera area inglese, avendo anche assorbito le competenze dello sportello consolare di Bedford, chiuso il 1o ottobre 2012. La scelta di creare un unico Consolato «hub» a Londra risponde non solo a precise logiche di risparmio, ma anche alla necessità di generare virtuose economie di scala, concentrando le limitate risorse a disposizione per incrementare l’efficienza nell’erogazione dei servizi. Un processo innovativo – quello di Londra – che ha trovato pieno coronamento nella lodevole istituzione, nell’ambito del progetto «Primo Approdo», ricordato dallo stesso Interrogante, di un desk di orientamento per gli italiani che intendono vivere od operare in Inghilterra e nel Galles; si tratta di una struttura ospitata presso il Consolato Generale che mira a facilitare un adeguato «approdo» nel Paese per il crescente numero di italiani non occasionali che vi si recano.

Lo sportello di Manchester, peraltro, impiegando esclusivamente personale a contratto, aveva una funzionalità limitata in quanto la maggior parte delle pratiche (peraltro in numero contenuto) doveva necessariamente essere finalizzata presso il Consolato Generale di Londra.

Vorrei inoltre segnalare che la Farnesina, in attuazione del più generale impegno governativo a favorire nelle circoscrizioni interessate da provvedimenti di riorganizzazione della rete la creazione di strutture sostitutive e in linea con precisi impegni assunti dal Governo in sede parlamentare, si è tempestivamente attivata per garantire efficaci forme alternative di presenza consolare nel Paese. In tale quadro, infatti, la rete consolare onoraria nel Regno Unito non solo è stata potenziata geograficamente ma ne sono state anche accresciute le possibilità operative. Nel giugno 2013 è stato istituito il Consolato onorario in Bedford, il cui titolare ha assunto le funzioni il 6 marzo 2014. Parimenti, è stato istituito nell’aprile di quest’anno un Consolato onorario a Manchester, il cui designato responsabile è in corso di nomina (si è infatti in attesa di ricevere l’exequatur dalle Autorità britanniche). È stato inoltre recentemente avviato l’iter di elevazione del Vice Consolato onorario in Aberdeen (istituito nel 1982) al rango di Consolato onorario.

Concludo nel ricordare che la rete consolare onoraria nel Regno Unito, proprio alla luce della rilevante attività di sostegno alle nostre collettività, è stata tra le prime ad essere beneficiarie del progetto della Farnesina che affida ai consoli onorari anche il compito di captare i dati biometrici dei richiedenti passaporto mediante l’utilizzo di postazioni mobili, evitando in questo modo all’utenza l’onere di recarsi presso la Sede di carriera sovraordinata. Attraverso tale iniziativa, in via di progressiva estensione sulla rete, l’Amministrazione intende rafforzare gli strumenti di intervento a disposizione degli Uffici consolari onorari, in coordinamento con le collegate strutture di prima categoria, a favore delle nostre collettività”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform