venerdì, 10 Maggio, 2013 in
NOTIZIE INFORM
STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “La Voce d’Italia”, Caracas, del 9.5.2013
Gli italiani all’estero vogliono votare ma chiedono procedure diverse
Incontro con Rino Giuliani Vice Presidente della Consulta Nazionale dell’Emigrazione. Tra i prossimi impegni della CNE, la preparazione di una ‘Conferenza mondiale dell’emigrazione’
ROMA – Le condizioni con cui si sono incontrati a Roma i membri del Comitato di Presidenza del CGIE il 7 e 8 maggio, di certo sono state favorevoli per un lavoro all’insegna di uno spirito costruttivo. Hanno trovato un Governo e di conseguenza un Ministro degli Esteri, loro primo referente. Fatto il Governo, ora gli occhi sono puntati sui 18 parlamentari esteri cui spetterà il doppio compito non solo di lavorare, ma anche di recuperare il tempo perso nell’attesa di un Governo operativo. “E’ mia opinione – afferma al riguardo Rino Giuliani, Vice Presidente della Consulta Nazionale dell’Emigrazione nonché Presidente dell’Istituto Fernando Santi – che tutti gli italiani dentro e fuori dalla madrepatria attendano dal governo la rimozione dei principali ostacoli alla crescita, ad oggi solo annunciata, e la sua realizzazione nella equità sociale. Una raffica di iniqui sacrifici senza precedenti ha prodotto la più estesa pauperizzazione dei ceti medi e la concentrazione di maggior ricchezza in poche mani. La maggior parte dei candidati e degli eletti all’estero ha chiesto il consenso elettorale puntando molto sulla personalizzazione del rapporto e promettendo in sede legislativa l’attuazione di una agenda ampia che coincide con molte delle ‘nostre’ rivendicazioni, dell’associazionismo e del CGIE, ahimè stagionate, impallinate per la falcidia della spesa corrente e per l’assenza, anche nel caso degli italiani all’estero, di spesa pubblica per investimento. Sono provenienti da quella filiera le prime proposte di legge di alcuni eletti all’estero che incominciano a far capolino in parlamento.
Dei corposi programmi di alcuni importanti partiti politici purtroppo si è discusso poco soprattutto in ambiente extraeuropeo e quindi molto limitata è stata l’occasione per poter valutare e scegliere fra diverse ricette offerte per far tornare in buona salute il nostro paese. Io credo che gli italiani all’estero tengano molto a seguitare a votare, e quindi sono favorevoli al mantenimento del voto ma chiedono ai propri eletti di proporre subito una modifica delle procedure di voto. Io stesso sono di questo avviso. La rappresentanza in parlamento degli italiani della circoscrizione Estero, con il superamento del bicameralismo perfetto si ridurrebbe a sei deputati mentre nulla è previsto per la presenza della rappresentanza degli italiani all’estero nel senato federale. Con il buon senso, se vogliamo che la rappresentanza sia anche la conseguenza di una relazione e di un radicamento degli eletti con e nei territori di riferimento delle nostre comunità, si dovrà trovare una soluzione a fronte della esiguità del numero previsto di eletti alla Camera e della mancata previsione di una presenza nel senato federale di una ‘regione dell’estero’ abitata da circa 4,5 milioni di italiani”.
Vice Presidente della Consulta Nazionale dell’Emigrazione, che raccoglie le più importanti associazioni da sempre impegnate a favore degli italiani nel mondo, Rino Giuliani è convinto che l’associazionismo sia un patrimonio delle nostre comunità all’estero ma anche dell’Italia intera. “L’associazionismo nazionale è stato delegittimato sulla base dell’affermazione, elevata a teoria, dell’avvenuto esaurimento del suo ruolo ritenuto, presuntivamente surrogabile dalle associazioni ‘regionali’. I fatti si sono incaricati di dimostrare la necessità dell’esistenza dell’associazionismo nazionale rappresentato dalla CNE ed hanno altresì evidenziato come la legislazione regionale, in molti casi abbia vellicato uno ‘specifico locale’ presto trasformatosi in vero proprio localismo. Ricordo nel caso della crisi economica argentina, alcune regioni deliberare il sostegno soltanto ai propri corregionali anziché concorrere con altre istituzioni al sostegno di tutti i nostri connazionali. I governi degli ultimi decenni poi non hanno voluto o non sono stati in grado di dare un formale riconoscimento alla rappresentanza sociale propria dell’associazionismo. Il parlamento, e al suo interno gli eletti dell’estero, hanno lasciato marcire una proposta di legge per il riconoscimento del ruolo di promozione sociale anche all’associazionismo degli italiani all’estero. La valorizzazione dell’associazionismo è legata all’approvazione di una normativa semplice quale quella presentata da Franco Narducci ed altri alla Camera nella legislatura precedente, ma passa soprattutto da una autonoma riorganizzazione funzionale promossa dall’associazionismo stesso”. Proprio in questi giorni, il Senatore Fausto Longo ha depositato un disegno di legge per “mettere su un piano di parità le associazioni che svolgono attività di grandissima utilità sociale all’estero con quelle previste dalla legge 383”. Una iniziativa che lo stesso Giuliani ha accolto con viva soddisfazione. Per quanto riguarda la CNE, prossimamente verrà discusso il documento alla base del rilancio dell’associazionismo “che arriva al termine di un percorso lungo e partecipato segnato da discussioni collettive, convegni e seminari, incontri e dibattiti del CGIE e delle consulte regionali”.
Tra i vari temi rimasti in sospeso con la fine della XVI legislatura, di certo grande importanza ricopre la legge di riforma del CGIE e dei Comites, anche alla luce delle elezioni che si vanno avvicinando. Una riforma “tenacemente contrastata dall’associazionismo, da larga parte dei parlamentari dell’estero da buona parte dei partiti politici ed altrettanto tenacemente sostenuta dal suo artefice il sen. Micheloni. Non escludo che il senatore Micheloni voglia riprovarci di nuovo come anticipato in campagna elettorale. Il modello di rappresentanza sotteso a quella ipotesi di riforma era un modello vecchio quanto superato che presupponeva una sovra ordinazione della politica ed un plusvalore rappresentato dal ruolo della struttura tecnico burocratica all’estero del MAE”. Secondo Giuliani, tale riforma contemplava una certa sfiducia nel ruolo delle associazioni, e condivide l’iniziativa del CGIE che proprio al tema della rappresentanza sta dedicando un necessario approfondimento.“Come CNE – sottolinea Giuliani – aspettiamo che si formalizzi la decisione annunciata nella recente relazione del segretario generale Carozza per la estensione alla CNE della partecipazione al gruppo di lavoro preparatorio del seminario aperto a suo tempo deciso. Non mancano basi materiali molto dettagliate, documenti della CNE sul tema della rappresentanza, sul CGIE e sui Comites. Atti pubblici noti dai quali si ricava cosa noi pensiamo si debba fare per riordinare profondamente il mondo degli italiani all’estero”.
Un’altra legge che richiede una riforma urgente, altro tema all’ordine del giorno del Comitato di Presidenza del CGIE, è quella sul voto i cui meccanismi non aiutano a porre la circoscrizione Estero al riparo dalle critiche, tra le ultime, quelle dei “saggi” di Napolitano. “Nelle due ultime elezioni – sottolinea Giuliani – si sono evidenziati molti punti critici nel percorso che porta singoli cittadini all’elezione in parlamento. A parte casi di vera e propria assenza di selezione, viste le vicende riguardanti alcuni eletti condannati in sede penale per reati gravi, a parte il legame tenue fra partiti italiani e singoli candidati, tutta la procedura per le elezioni ha mostrato di poter essere a forte rischio. Il parlamento, tra le prime cose da fare, deve modificare la modalità di voto. Vi è anche un rischio di irrilevanza della rappresentanza parlamentare dall’estero se ridotta a sei deputati impossibilitati a rappresentare con cognizione di causa un collegio elettorale già così esteso corrispondente al mondo intero. Personalmente non lascerei esclusa dal senato federale la rappresentanza della circoscrizione estero. Stato centrale ed autonomie locali devono autocriticamente riprendere l’idea di sostenere l’insieme dell’associazionismo dando ad esso vigore e riconoscimento: un associazionismo che guarda al futuro e si rinnova nel suo ruolo di rappresentanza sociale e che si candida ad essere il motore di un CGIE e dei Comites rinnovati, di effettiva rappresentanza sociale e non di mera formalistica consultazione”.
Infine, per quanto riguarda i prossimi impegni della CNE, il Vice Presidente Giuliani ricorda la riunione dell’Ufficio di Presidenza che si terrà a maggio “per presentare una vera e propria piattaforma ‘Per un nuovo patto’ rivolta a tutti i protagonisti del mondo dell’emigrazione. Si va sempre più facendo strada l’idea di invitare tutti coloro che saranno disponibili, alla preparazione di una Conferenza mondiale dell’emigrazione, di aprire una fase nuova costituente che faccia uscire il mondo dell’emigrazione italiana dalle secche in cui l’hanno condotta un eccesso di ruolo delle forze politiche, il disinteresse dei governi, il localismo familistico di non poche realtà regionali, la scarsa propensione di parte dell’associazionismo ad andare oltre il vecchio assistenzialismo della prima e della seconda repubblica. Dobbiamo evitare la falsa scorciatoia presa da associazioni che si trasformano in partiti politici ridando fiducia ad un pluralismo della rappresentanza e dentro la rappresentanza politica e sociale. Ci sono tutte le condizioni perché in modi totalmente rinnovati l’associazionismo seguiti ad essere il grande protagonista sociale delle nostre comunità all’estero”. (Giovanna Chiarilli -La Voce d’Italia /Inform)



