QUIRINALE
“Ho toccato con mano come l’età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali. Parlamento e forze politiche si preparino serenamente alla prova dell’elezione del nuovo capo dello Stato”
ROMA – Il Capo dello Stato ha aperto il suo messaggio augurale di fine d’anno annunciando le sue dimissioni. Un passo indietro che, per il Presidente della Repubblica, è dovuto all’aver “toccato con mano come l’età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato”. “Parlamento e forze politiche – ha aggiunto Napolitano – si preparino serenamente alla prova dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. Sarà quella una prova di maturità e responsabilità nell’interesse del paese, anche in quanto è destinata a chiudere la parentesi di un’eccezionalità costituzionale”. Napolitano, dopo aver ricordato come la tenuta degli ultimi due anni di legislatura abbia evitato di confermare l’immagine di un’Italia instabile che penalizza il nostro paese, ha evidenziato la positiva azione di riforma delle istituzioni repubblicane avviata nel 2014, con il superamento del bicameralismo paritario e della revisione del rapporto tra Stato e Regioni.
Per quanto riguarda la crisi economica iniziata nel 2009, che crea disoccupazione e tante difficoltà agli italiani, Napolitano ha sottolineato come l’Italia abbia saputo cogliere l’opportunità del semestre di presidenza del Consiglio “per sollecitare un cambiamento nelle politiche dell’Unione che accordi la priorità a un rilancio solidale delle nostre economie”, nonché “la pericolosità” degli appelli che chiedono “il ritorno alle monete nazionali attraverso la disintegrazione dell’Euro e di ogni comune politica anti-crisi”.
Il Presidente della Repubblica, sulla crescente sfiducia degli italiani nei confronti della politica, ha posto in evidenza come “un recupero di ragionata fiducia in noi stessi, una lucida percezione del valore dell’unità nazionale” rappresentino “le condizioni essenziali per far rinascere la politica nella sua accezione più alta, per rendere vincente quell’impegno molteplice e di lunga lena che i cambiamenti necessari all’Italia chiaramente richiedono”. Per Napolitano inoltre solo attraverso il riacquisto di “intangibili valori morali” la politica potrà riguadagnare e vedere riconosciuta la sua funzione decisiva.
“Non lasciamo occupare lo spazio dell’attenzione pubblica – ha aggiunto il capo dello Stato – solo a italiani indegni. Rendiamo omaggio a italiani esemplari. Come la brillante scienziata, Fabiola Gianotti, eletta all’unanimità direttore generale del Centro europeo per la Ricerca Nucleare a Ginevra. O come l’astronauta Samantha Cristoforetti che ci parla semplicemente, con modestia e professionalità, della ricerca scientifica in corso nello spazio. Siamo orgogliosi di questi italiani campioni di cultura e di solidarietà. Come Fabrizio, il medico di Emergency accorso in Sierra Leone per curare i colpiti dal virus Ebola anche a costo di esserne contagiato e rischiare la vita. O come Serena Petriucciolo , ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato, nella notte di Natale, una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba. E che dire della perizia e generosità di cui gli italiani lanciatisi a soccorrere i passeggeri del traghetto in fiamme sulla rotta tra la Grecia e l’Italia hanno dato prova? Ho voluto fare almeno questi pochi richiami al valore delle risorse umane di cui ci mostriamo dotati e di cui ci si dà atto internazionalmente”.
Il capo dello Stato si è poi soffermato sull’affidamento ad una rappresentante italiana (Federica Mogherini) della guida della politica estera e di sicurezza comune europea, e sul difficile contesto internazionale in cui l’Italia e l’Unione Europea sono costrette a muoversi. Allarmanti situazioni di crisi e di crescente violenza, che rischiano di sfociare nell’indifferenza globale, in cui l’Italia e gli italiani “devono mostrarsi fattore cosciente e attivo di contrasto”.
“Dal modo in cui tutti reagiamo alla crisi e alle difficoltà con cui l’Italia è alle prese – ha proseguito il presidente della Repubblica, – nasceranno le nuove prospettive di sviluppo su cui puntiamo, su cui dobbiamo puntare ‘dall’alto e dal basso’. Il cammino del nostro paese in Europa, lo stesso cammino della politica in Italia lo determineremo tutti noi, e quindi ciascuno di noi, con i suoi comportamenti, le sue prese di coscienza, le sue scelte. Più si diffonderanno senso di responsabilità e senso del dovere, senso della legge e senso della Costituzione, in sostanza senso della Nazione, più si potrà creare quel clima di consapevolezza e mobilitazione collettiva che animò la ricostruzione post-bellica e che rese possibile, senza soluzione di continuità, la grande trasformazione del paese per più di un decennio. Mettiamocela dunque tutta, – ha concluso Napolitano – con passione, combattività e spirito di sacrificio. Ciascuno faccia la sua parte al meglio”. (Inform)