CULTURA
AMBURGO – L’ultimo appuntamento della rassegna “Letteratura e Cinema” organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo si terrà mercoledì 25 settembre alle ore 19:00 presso la Sala Biblioteca dell’Istituto con la proiezione del film di Edoardo De Angelis “Comandante”, con Pierfrancesco Favino nel ruolo di Salvatore Todaro. Altri attori sono Massimiliano Rossi, Silvia D’Amico, Johan Heldenberg, Johannes Wirix, Arturo Muselli, Giuseppe Brunetti, Gianluca Di Gennaro, Paolo Bonacelli, Luca Chikovani e Giustiniano Alpi. La proiezione del film sarà in italiano con sottotitoli in inglese. Il film sarà introdotto come negli altri appuntamenti della rassegna dalla dott.ssa Stephanie Neu-Wendel che curerà anche la traduzione in consecutiva delle domande del pubblico al termine della proiezione. La partecipazione alla proiezione è gratuita, ma è richiesta la registrazione tramite il portale Eventbrite. La rassegna “Letteratura e Cinema” è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo per avvicinare il pubblico ad un importante evento del prossimo autunno, la Fiera del Libro di Francoforte, che si terrà dal 16 al 20 ottobre 2024 e che quest’anno ospita l’Italia come Paese d’Onore con il motto di “Radici nel futuro”. L’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo ha proiettato a settembre tre film che dimostrano quanto sia prolifico il rapporto tra cinema e letteratura nella produzione cinematografica contemporanea. I film già proiettati sono “Palazzina Laf” di Michele Rondino, che ha portato sul grande schermo il libro “Fumo sulla città” di Alessandro Leogrande e “Caracas” di Marco D’Amore, che è l’adattamento cinematografico del romanzo “Napoli ferrovia” di Ermanno Rea. In questi due casi i registi hanno realizzato un film traendo la storia da un libro. Il film “Comandante” invece rappresenta il caso contrario, più raro nella genesi di opere letterarie e cinematografiche. Si tratta infatti di un film da cui poi è nata la scrittura di un libro, “Comandante”, scritto a quattro mani dal regista e dallo scrittore Sandro Veronesi. Il film “Comandante” parla di un avvenimento importante accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale, che vide protagonista il carismatico e temerario ufficiale della Regia Marina, il messinese Salvatore Todaro, classe 1908, morto in combattimento nel dicembre 1942, uno degli eroi italiani che dovremmo ricordare. Il regista De Angelis ha voluto riportare alla luce questo personaggio e questo avvenimento realmente accaduto e dimenticato, proprio oggi che il Mediterraneo è di nuovo una liquida frontiera che divide, piuttosto che un passaggio che unisce, che spesso è stato ed è teatro del naufragio e della morte di esseri umani. Salvatore Todaro, interpretato nel film da Pierfrancesco Favino, nonostante le ferite alla schiena che l’hanno portato ad una parziale invalidità dopo un brutto incidente e l’hanno costretto a portare un busto in ferro, anziché ritirarsi a vita privata, facendo un grande piacere alla moglie, è al comando del sommergibile oceanico italiano “Comandante Cappellini”. Nella notte del 16 ottobre 1940, al largo dell’Atlantico, il sommergibile incrocia un piroscafo belga, il Kabalo, che apre per primo il fuoco sul battello italiano. La Marina Italiana contrattacca e affonda la nave belga. Contro gli ordini dei superiori, Todaro decide di salvare i 26 naufraghi belgi, che sarebbero morti se li avessero lasciati alla deriva su un paio di scialuppe a centinaia di miglia dalla costa e li fa salire a bordo per portarli nel porto sicuro più vicino, come previsto dalla legge del mare. Per far posto ai naufraghi nel suo sottomarino, Todaro è costretto a navigare in superficie per diversi giorni. Questo lo rende visibile alle forze nemiche e mette a rischio la sua vita e quella dei suoi uomini. Durante questo difficile tragitto di due giorni, il Cappellini si trasforma in un insolito luogo di incontro tra sconosciuti, anche molto diversi tra loro, ma più simili di quanto non pensino. Nascono amicizie, usi e consumi vengono piacevolmente scambiati: il belga Reclercq insegna perfino al cuoco di bordo a cucinare le patatine fritte. Il film si ispira dunque alla vita del comandante Salvatore Todaro e a fatti realmente accaduti. Alcuni dei naufraghi belgi, a guerra finita, andranno a trovare la vedova di Todaro per portarle i loro omaggi; il comandante infatti morirà il 14 dicembre 1942 sotto i colpi di uno Spitfire britannico, una mitraglia inglese, quando si trovava a bordo di un motopeschereccio, il Cefalo, che operava dall’isola di La Galite a nord della costa della Tunisia, mentre rientrava da un audace attacco contro la base nemica di Bona. Todaro rimase ucciso da una scheggia. Gli venne conferita la Medaglia d’oro al Valor militare alla memoria e venne sepolto a Livorno, dove abita la seconda figlia, venuta alla luce dopo la sua morte. Il suo ricordo e il suo esempio sono vivi nella Marina militare grazie al sottomarino S-526 Salvatore Todaro, entrato in servizio nel 2006.(Inform)