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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gentiloni: il carattere permanente dei flussi migratori esige una gestione europea

RIFUGIATI

 

 

ROMA – Nell’aula della Camera dei deputati il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha risposto ieri, durante il question time,  ad alcune interrogazioni sulla situazione in Medio Oriente, sulle iniziative in sede europea volte a sospendere il regolamento Dublino IIIai fini dell’istituzione di un diritto d’asilo europeo, sulle proposte del Governo in tema di gestione europea e internazionale dei flussi migratori

Gentiloni ha ribadito che in Siria occorre arrivare al superamento dell’attuale regime a guida Assad attraverso una transizione che non crei nuovamente quel vuoto di potere che in altri contesti è stato poi all’origine di ulteriori tragedie. Per il resto il Governo italiano partecipa alla coalizione anti-Daesh, e lo fa soprattutto in Iraq, sostenendo il Governo legittimo dell’Iraq e i combattenti curdi peshmerga, che sono in prima linea nel contrastare Daesh nel territorio del Kurdistan iracheno.

Il ministro ha poi escluso l’uscita o la sospensione unilaterale dell’Italia dai regolamenti di Dublino che per un Paese importante come il nostro significherebbe sostanzialmente mettere in crisi tutto il sistema Schengen di libera circolazione in Europa. Dobbiamo avere il coraggio  – ha aggiunto – di superare insieme queste vecchie regole.

Non vi è dubbio – ha inoltre affermato Gentiloni – che il fenomeno dei flussi migratori interesserà tutti i Paesi europei nei prossimi 15-20 anni. L’Africa nel 2050 avrà due miliardi e mezzo di abitanti, la situazione di crisi e di guerre va affrontata ma non si risolve facilmente.

Di fronte a un fenomeno di queste dimensioni serve un ventaglio di iniziative: bisogna lavorare sulle cause che generano i flussi migratori, bisogna incrementare le attività nei Paesi di transito, bisogna provare, per quanto riguarda l’immigrazione in Italia, a risolvere la crisi libica, bisogna condividere a livello europeo un piano di accoglienza. Il presidente della Commissione Juncker ha fatto delle proposte che hanno lo spirito giusto, ma che continuano a non prendere sufficientemente in considerazione il carattere permanente della sfida: perché serve un asilo europeo, serve una lista europea dei Paesi sicuri, servono rimpatri gestiti e finanziati a livello europeo, servono pacchetti di migrazione regolare e corridoi umanitari con il sistema delle sponsorship.

Questo insieme di misure – ha concluso il ministro Gentiloni – può rendere gestibile un fenomeno che non scomparirà d’incanto e che, se scomparisse d’incanto, provocherebbe addirittura dei seri problemi sia al nostro mercato del lavoro sia ai nostri sistemi previdenziali. Quindi, gestiamolo seriamente, spingendo perché sia sempre più una gestione europea. (Inform)

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