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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Garavini (IV) al convegno in Senato “Femminile Plurale”: “Donne traino per la ripartenza. Assegno unico e misure conciliazione strumento per un’Italia più europea e moderna”

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – “In una fase di ripartenza, non è possibile lasciare a casa metà della forza lavoro rappresentato dalle donne. Non a caso i Paesi in cui il tasso di occupazione femminile è più alto, sono gli stessi in cui l’economia garantisce migliori performance. A partire dal Nord Europa, che da sempre offre un sistema di wellfare e di conciliazione a tutela della genitorialità e della parità di genere. Con le misure di Italia Viva al governo e della ministra Elena Bonetti, rendiamo possibile tutto questo anche in Italia”. Lo ha dichiarato la senatrice Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, Vicecapogruppo vicaria Italia Viva-Psi, intervenendo al convegno “Femminile, Plurale”, presso la Sala Zuccari di palazzo Giustiniani.

“Con l’assegno unico, il tempo pieno, gli asili nido e le mense, facciamo in maniera tale che la componente femminile della coppia non sia più l’unica depositaria della cura della famiglia. In maniera tale che abbia la possibilità di creare la sua personale indipendenza economica. E di spezzare i legami di un rapporto malato, qualora sia vittima di violenza”.

“Proprio il campo della conciliazione è emblematico di quanto si possano spendere bene le risorse del Pnrr. Prevedendo, come è stato fatto da questo governo, bandi per tre miliardi per asili nido e scuole dell’infanzia, 400 milioni per le mense scolastiche, 300 milioni per le palestre scolastiche, 800 milioni per le scuole nuove, la messa in sicurezza del patrimonio scolastico esistente per 500 milioni”. “Azioni concrete, con le quali vogliamo innescare un cambio di mentalità. E portare la società a non vedere più la donna subalterna all’uomo. Con lo stesso obiettivo torniamo a promuovere il cognome materno, per il quale io stessa ho presentato un disegno di legge fin dal 2014. Il cambiamento culturale parte anche dalle parole. Fare il bene delle donne – ha concluso Garavini – vuol dire fare il bene del Paese”. (Inform)

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