MEMORIALE AI CADUTI SUL LAVORO
Dal “Corriere Canadese online”, 17.1.2013
Gagliardi morì in un cantiere, lasciando moglie e cinque figli
Successe nel 1964. La compagna Elisabetta diventò vedova a soli 28 anni e dovette allevare la famiglia da sola
TORONTO – Era il 12 giugno 1964. Una splendida giornata di sole. Sam e Maria stavano tornando a casa da scuola, il bambino era al grade 1, la bimba all’asilo. Mamma Elisabetta era impegnata a cucinare, a tavola c’erano la piccola Raffaella di 4 anni, Joe di tre e Frank di soli 10 mesi. All’improvviso, due uomini entrarono in casa con la borsa del pranzo del capofamiglia, Vito Gagliardi, che quella mattina era caduto da un’impalcatura. Il cantiere si trovava su College e Spadina, a pochi chilometri da casa. L’uomo originario di Simbario, in provincia di Catanzaro, cadde dal terzo piano di una struttura, e le condizioni apparvero subito disperate. Tanto che Gagliardi spirò due giorni dopo in ospedale, sussurrando alla moglie: “Prenditi cura di te stessa e dei miei figli”. La vita di Elisabetta Gagliardi cambiò all’improvviso, dovendo allevare da sola cinque figli piccoli. Diventò vedova a soli 28 anni, mentre il marito morì a 38.
Vito Gagliardi emigrò in Canada nel 1951 all’età di 26 anni. Il suo sogno era costruire una casa e far venire dall’Italia la sua futura sposina, familiari e amici. Godette otto anni splendidi di matrimonio, poi il dramma. La signora Elisabetta fece sacrifici notevoli per i suoi bimbi, dato che il Compensation Board le dava una miseria dalla morte di Vito. Portava sempre nel cuore il marito, tanto che non si volle risposare. La priorità erano i cinque bambini, e la fede in Dio che la aiutò a superare le difficoltà.
Solo nell’aprile del 2010 Elisabetta Gagliardi venne invitata da Marino Toppan a una commemorazione per i caduti sul lavoro: dopo 46 anni qualcuno della comunità si era ricordato di suo marito, e in qualche modo dei sacrifici suoi e della sua dolce metà. Il nome di Vito Gagliardi rimarrà indelebile anche nel Memoriale ai caduti sul lavoro che prossimamente verrà eretto nel giardino di Villa Colombo. (Mattia Bello – Corriere canadese online del 17 gennaio 2013 /Inform)