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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Filef, Marcinelle 2023: diritti, lavoro, democrazia

ASSOCIAZIONI

 

ROMA – “Sono passati 67 anni dal tragico eccidio della miniera di carbone di Marcinelle, in Belgio, dove perirono 262 lavoratori di cui 136 italiani. Qualche anno prima gli accordi “uomo – carbone”, firmati tra l’Italia e il Belgio, avevano sancito l’avvio della tratta di emigranti in cambio di carbone a buon prezzo, per rilanciare – era la motivazione – la boccheggiante economia italiana. Ricordare quelle vittime, insieme a tutte le altre che continuano a perdere la vita sul lavoro, non è per noi una cerimonia rituale, neppure soltanto un doveroso omaggio a chi è morto tanti anni fa. E’ una occasione per riflettere e per agire sul presente”. Comincia così la riflessione della Filef in vista dell’anniversario della tragedia di Marcinelle. Nella nota si ricorda come “nel secondo dopoguerra, il governo italiano favorì l’emigrazione di migliaia di lavoratori per provare a ridurre le tensioni sociali, che cominciavano a esplodere in un Paese alle prese con le macerie della guerra imposta dal fascismo, con la ricostruzione che stentava a partire, con fame e povertà endemiche. Senza curarsi degli effetti che questa massiccia emigrazione avrebbe creato nel lungo periodo”, con sacrificio anche di vite umane. Nella nota della Filef si sottolinea inoltre come negli ultimi 15 anni i governi che si sono succeduti si siano disinteressati dei flussi migratori in uscita dall’Italia; “in sostanza . prosegue la nota – non si è minimamente provato a creare le condizioni per ridurre i flussi in uscita, né per favorire il rientro di coloro che se ne sono andati. Il risultato è una emorragia che, dal 2008 in poi, ha svuotato il nostro Paese di circa 2 milioni di persone, in prevalenza giovani. Con ciò proseguendo la desertificazione sociale e culturale di intere aree territoriali e ipotecando le prospettive di crescita futura”. Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro la Filef segnala come “da gennaio a giugno di questo 2023, in Italia, 450 morti e 296.665 denunce di infortunio, 30.712 delle quali riguardano incredibilmente ragazzini fino a 14 anni”. Dopo aver espresso critiche per la mancata introduzione del salario minimo e l’eliminazione del reddito di cittadinanza per chi non può lavorare, la Filef assicura che la Filef continuerà a battersi “per migliorare i diritti di tutti. Consapevoli che solo una ritrovata unità dei fronti di lotte e vertenze comuni tra i tanti pezzi di società schiacciati da un modello di sviluppo che ci sta portando alla catastrofe potranno realmente cambiare le cose”.  (Inform)

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