ATTIVITÀ PARLAMENTARE
Camera e Senato hanno approvato la mozione di fiducia dopo l’illustrazione delle linee programmatiche. Richiamata del neo-presidente del Consiglio anche l’importanza dei ricercatori italiani all’estero e il vaglio di misure per la messa in sicurezza del voto all’estero
ROMA – Camera e Senato hanno approvato la fiducia al nuovo Governo guidato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che ha illustrato in Aula, il 5 e 6 giugno scorsi, la linee programmatiche del programma dell’esecutivo formato da Lega e Movimento 5 Stelle.
A Palazzo Madama la mozione di fiducia è stata approvata con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astensioni, mentre il giorno successivo, alla Camera, i voti favorevoli sono stati 350 e 236 i contrari.
Fra i punti inseriti nelle linee programmatiche, la lotta ai privilegi, il rapporto con l’Europa, il reddito di cittadinanza, la flat tax, la gestione dei flussi migratori.
Conte ha esordito al Senato ribadendo la volontà di cambiamento su cui si innesta il nuovo esecutivo, a partire da un progetto “formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare” e i cui contenuti sono “dichiarati in modo trasparente” “nel segno della chiarezza nei confronti degli elettori”.
“Vogliamo costruire un nuovo patto sociale – ha affermato Conte, – trasparente ed equo, fondato sulla solidarietà, ma anche sull’impegno, consapevoli che solo con la partecipazione di tutti allo sviluppo del Paese potremo garantire un futuro di prosperità anche ai nostri figli. Vogliamo dare voce ai tanti giovani che non trovano lavoro, a quelli che sono costretti a trasferirsi all’estero e a quelli che rimangono qui inattivi, che si rinchiudono in se stessi e si avviliscono. In un caso come nell’altro, finiamo per dissipare preziose risorse dello Stato”.
Di seguito i nodi salienti attraverso cui il governo si propone di “dare concreta attuazione ai valori fondanti della nostra Costituzione”, a partire dai diritti sociali, “che – rileva il premier, – nel corso degli ultimi anni, sono stati progressivamente smantellati”; una nuova gestione dei flussi migratori, contro “il business dell’immigrazione”; la lotta alla corruzione; l’inclusione e il sostegno ai diversamente abili; la “tutela dell’ambiente e la sicurezza idrogeologica del nostro territorio”; il governo dei nuovi processi produttivi e delle nuove forme di economia aperti dall’innovazione tecnologica ma “nel segno dello sviluppo al servizio dell’uomo”. Sul fronte internazionale viene ribadita la “convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica”, ma si anticipa una rinnovata volontà di “apertura verso la Russia”; nel contesto europeo si rileva la necessità di un “adeguamento della sua governance, già al centro della riflessione e della discussione di tutti i Paesi membri dell’Unione”. “L’Europa – ribadisce Conte – è la nostra casa; è la casa di noi tutti. Quale Paese fondatore, noi abbiamo pieno titolo di rivendicare una Europa più forte e anche più equa, nella quale l’Unione economica e monetaria sia orientata a tutelare i bisogni dei cittadini per bilanciare più efficacemente i principi di responsabilità e di solidarietà”. Richiamati anche la lotta ai privilegi e agli sprechi, temi inerenti la giustizia come “la semplificazione e la riduzione dei processi, la diminuzione dei costi di accesso alla giustizia, il rafforzamento delle garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini”, la riforma della prescrizione, la lotta al conflitto di interessi.
Infine, Conte si è soffermato sulla ricerca scientifica e i giovani ricercatori e ricercatrici che saranno insigniti nei prossimi giorni “alcuni per la seconda volta, con il prestigioso riconoscimento che li individua tra i migliori del mondo per i lavori condotti nella ricerca sul cancro”. “Spiace però constatare – rileva il premier – che molti di loro, al pari di tanti colleghi che si fanno onore a livello globale nei diversi settori della ricerca scientifica, siano stati costretti ad abbandonare il nostro Paese per operare in università e centri di ricerca stranieri. Le nostre scuole, le nostre università sono in grado di formare eccellenze, assolute eccellenze in tutti i settori, anche se purtroppo non siamo in grado di mantenerle e trattenerle nel nostro Paese e questo è un grave deficit culturale, oltre che economico”. La volontà del nuovo esecutivo è quella di “invertire la rotta, offrendo ai migliori dei nostri ricercatori, e anche a quelli stranieri, concrete possibilità di proseguire le proprie attività nel nostro Paese, formando altri scienziati e insieme trasferendo il frutto del loro lavoro nel nostro tessuto economico e produttivo, non nel tessuto altrui”. “Solo attraverso lo sviluppo delle attività più avanzate e innovative potremo mantenere in Italia le filiere produttive che oggi costituiscono l’ossatura su cui si fonda la nostra ricchezza, regalando un futuro di sviluppo e crescita ai nostri figli e nipoti – ha rilevato il premier.
Richiamato anche l’impegno sul fronte della promozione del made in Italy nel mondo, da attuarsi rimettendo in moto “in maniera corale tutte le molteplici energie positive del nostro Paese, restituendo vitalità all’industria, specialmente esportatrice, al tessuto delle innumerevoli piccole medie e imprese nell’ambito del commercio, dei servizi e dell’artigianato, alle cooperative autentiche, al mondo agricolo e alle sue filiere, alle banche trasparenti al servizio dell’economia reale”.
Infine, “il Governo presterà la dovuta attenzione anche alle legittime istanze che verranno dai parlamentari eletti all’estero – assicura Conte. “Abbiamo già iniziato a meditare – aggiunge – sulle criticità di un sistema di voto e sulla necessità di introdurre misure adeguate a prevenire il rischio che alle votazioni all’estero si accompagnino brogli”. (Inform)