ITALIANI ALL’ESTERO
GENOVA – Nei giorni scorsi il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova ha ospitato una giornata di studi dedicata al tema “Emigrazione: Dalla Liguria al mondo”, organizzato da Italea Liguria in collaborazione con la Fondazione Casa America ETS e con il MEI. Il convegno, moderato da Antonella Riccardi (Italea Liguria) ha analizzato il fenomeno migratorio ligure a 360 gradi e il suo impatto sulle società di destinazione, esplorando le connessioni tra le comunità emigrate e il territorio d’origine. Obiettivo della giornata è stato dunque quello di diffondere presso i liguri la conoscenza della storia dell’emigrazione da questa Regione, valorizzando storie, personaggi ed avvenimenti di particolare interesse. L’incontro si è aperto con un video messaggio del Cancelliere della Repubblica orientale dell’Uruguay Mario Lubetkin che ha sottolineato l’esigenza di approfondire, in questo mondo che cambia molto rapidamente, i rapporti culturali sociali ed economici tra il Sud America e l’Unione Europea e tra Uruguay e l’Italia. Una vicinanza e un modo per guardare avanti, da sviluppare anche con le regioni italiane, come ad esempio la Liguria, più vicine all’Uruguay. Dal canto suo Matteo Campora (Consigliere della Regione Liguria ha sottolineato l’importanza di raccontare ciò che hanno saputo compiere i liguri nel mondo, attraverso l’integrazione con le diverse comunità locali. “Alcuni sono tornati, altri si sono stabiliti altrove: ci raccontano tutti una storia positiva”, ha spiegato Campora evidenziando che l’incontro tra popoli genera sempre un qualcosa di interessante. Luca Lombardi (Assessore al turismo della Regione Lombardia) ha ribadito in un video messaggio l’importanza di raccontare storie di emigrazione regionale, per recuperare le origini e le tradizioni di quegli italiani che hanno cercato fortuna altrove. Lombardi ha ricordato che il 2024 è stato l’anno delle radici e che per l’occasione sono state organizzate diverse iniziative che proseguiranno nel 2025. Marina Gabrieli (Coordinatrice nazionale del progetto PNRR “Turismo delle radici” del MAECI) intervenendo da remoto ha espresso soddisfazione per questa iniziativa organizzata da Italea Liguria: “questi momenti sono fondamentali perché sensibilizzano il territorio su alcuni temi e permettono di far conoscere il turismo delle radici”, ha precisato Gabrieli ricordando che ci sono gruppi Italea nei diversi territori d’Italia interessati al progetto sul turismo delle radici. “Abbiamo creato una rete di Comuni che sono quasi 800”, ha aggiunto Gabrieli rilevando l’importanza del lavoro diretto portato avanti nei territori anche per far capire il ruolo che può avere un viaggio delle radici alla riscoperta delle origini. Melbourne, Buenos Aires, New York, Toronto e San Paolo sono alcune delle città del mondo nelle quali è stato promosso il progetto di Italea. Gabrieli ha anche ricordato la possibilità di aderire alla Italea Card che consente ai viaggiatori delle radici di ottenere sconti o agevolazioni da parte degli enti erogatori di servizi. E’ stata poi la volta di Mariangela Dalfovo (Italea Liguria e Toscana) che ricordato come la città di Genova, da cui partiva la grande migrazione, sia un luogo particolarmente rilevante e fortemente simbolico per queste tematiche. Dalfovo ha anche rimarcato come esista “un’Italia fuori dall’Italia” stimabile in circa 80 milioni di italo-discendenti, definendo questo progetto come un’opportunità per riallacciare relazioni con chi vive lontano dall’Italia. Anna Maria Saiano (membro del MEI) ha definito il Museo dell’Emigrazione Italiana, come un hub culturale rivolto all’estero ma anche come un luogo di studio dell’emigrazione ligure e più in generale italiana. Sempre per quanto riguarda l’emigrazione, Saiano ha precisato che le radici non solo fanno crescere una pianta altrove ma affondano nella cultura di partenza: un processo bilaterale che si costruisce abbracciando storie e racconti di quanti hanno lasciato il proprio territorio per erigere una nuova cultura mischiata con quella dei luoghi d’approdo. Fabio Capocaccia (Presidente Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana ) ha ricordato come il CISEI sia stata una delle prime ad occuparsi di questioni legate all’emigrazione. L’auspicio di Capocaccia è stato quello di una sempre maggiore valorizzazione del MEI; allo stesso modo è stata evidenziata l’importanza della collaborazione tra tutte le entità coinvolte nelle tematiche dei flussi migratori. Mario Menini (Presidente dell’Associazione Liguri nel Mondo) ha espresso il desiderio che il cosiddetto hinterland delle regioni torni ad essere vivo e attrattivo anche per il turismo. L’auspicio di Menini è anche quello di poter vedere giovani che abbiano voglia di “rimettere le radici qui”, andando in sostanza oltre il semplice viaggio di ritorno: l’obiettivo sarebbe quello di rivitalizzare i borghi che hanno vissuto il problema dello spopolamento. Andrea Pedemonte (Italea Liguria) ha spiegato che “il viaggio delle radici funziona se il viaggiatore si sente accolto come a casa sua: questo succede se le persone che incontra durante il viaggio sentono un vincolo verso il viaggiatore”. Tra gli altri interventi segnaliamo quello di Roberto Speciale (Fondazione Casa America) che sottolineato come sull’emigrazione ligure sia necessaria, vista anche l’entità del fenomeno, una maggiore iniziativa pubblicistica: l’idea è quindi favorire nuove ricerche, studi e pubblicazioni. Speciale ha anche ricordato il ciclo di conferenze organizzato insieme alla Società Dante Alighieri proprio sul tema dell’emigrazione; in passato sono state inoltre pubblicate alcune ricerche, condotte da giovani ricercatori, incentrate su America del Nord e America Latina. (Inform)